Risultati da 1 a 7 di 7
  1. #1
    scemo del villaggio
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    Predefinito Rassegna stampa: Libero

    Cari politicanti attenti, sta tornando l'Antipolitica

    Marcello Veneziani

    Si sta preparando un nuovo ciclone. Si sente nell'aria, troppi indizi concorrono a dirlo. Sta tornando l'Antipolitica. Si scalda ai bordi del campo per sostituire i giocatori azzoppati della politica. Ma si sente già il suo fiato. Ben venga l'Antipolitica, se la politica è questa cosetta qui, che si dibatte tra pesci lessi e carni fresche (traduzione turpe di quote rosa). La Casa delle libertà è al rompete le righe, il governo pure, le liberalizzazioni- coraggiose, va riconosciuto - soffiano nel ventre dell'Italia, il porcaio delle intercettazioni disgusta troppa gente, gli italiani colpiti negli affetti più cari, il calcio, la tv e il sesso... L'era berlusconiana, cominciata dodici anni fa, sta finendo. Indipendentemente dalla leadership di Berlusconi e dalla sua futura durata, si è concluso un ciclo. Ma nessuno è in grado di caratterizzare il nuovo; quel che resta in Casa sono frattaglie o leader malmessi in salute. Schizzi di Lega e di Udc che vanno da tante parti, schizzi di Fini che annuncia di andar lontano dalla destra, dalla Casa di Silvio e dal partito unico, ma non si capisce verso dove, creando apprensione nel suo partito; e poi là, nelle praterie dell'Unione, nei paraggi di Palazzo Chigi quanti focolai di guerriglia che si vedono all'orizzonte... Non c'è un leader nuovo, un partito nuovo, un versante nuovo, ad accoglierli; c'è il richiamo della foresta, l'ululato incomposto dell'Antipolitica, il populismo selvatico e d'occasione che aspetta il momento buono per attaccare. continua...

  2. #2
    scemo del villaggio
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    Predefinito Contrordine compagni, i puffi sono massoni

    Andrea Morigi

    di ANDREA MORIGI . PUFFETTA DESTABILIZZA UN MICROCOSMO DI MASCHI lettere di René Guénon a Julius Evola, i Vangeli apocrifi e dotandosi della scettica introduzione del sociologo delle religioni Massimo Introvigne.    Quando il fumetto termina e la puntata dei cartoni animati si chiude, i Puffi iniziano la loro vita occulta. A televisore spento, l'attività essoterica, quella pubblica e rivolta ai bambini, lascia il posto alle pratiche esoteriche, riservate agli iniziati incappucciati. Ma Antonio Soro ha trovato la strada ( intellettuale) che conduce al loro villaggio nascosto, realizzando un reportage dall'interno della setta, i cui adepti col codino blu « possono rappresentare in maniera simpatica la vita, le ambizioni di una loggia massonica e la sua speranza di un ritorno allo stato edenico primordiale » . E ha scoperto perfino un loro lato " satanico", che consiste in « una via strutturata di salvezza che rovescia la scala di valori tradizionali, per sfociare in un'etica sempre nuova man mano che l'iniziato giunge a un diverso livello di percezione della realtà » . Se negli anni scorsi non è mancato chi ha identificato il Grande Puffo con Marx e l'occhialuto Quattrocchi con Lev Trockij, immaginando sotto le case- fungo un'allegoria della società comunista senza classi, l'analisi che parte dal presupposto magico sembra più approfondita. continua...

  3. #3
    scemo del villaggio
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    Predefinito la filosofia e il misticismo contro i falsi miti del progresso

    di MARIO BERNARDI GUARDI    La testimonianza esistenziale di Simone Weil, ebrea e " cristiana fuori dalla Chiesa", è tra le più intense di questo secolo. Anche perché si intreccia a un percorso spirituale così carico di amore per la verità da assomigliare a una vera e propria conversione. La ricerca di Dio segnò tutta la breve vita di Simone, nata a Parigi, in una famiglia della buona borghesia ebraico- alsaziana, colta, raffinata, laica; la segnò e fu davvero un fuoco bruciante. E lei era pienamente consapevole di questo furore conoscitivo che la consumava, quando, sulle copertine dei suoi " Quaderni" ( pubblicati da Adelphi in quattro volumi), vergava frasi piene di pathos, dal « Cercando me, ti sei affaticato » del " Dies irae" al « Sono riarsa di sete e muoio » di un testo orfico. Se poi ci si inoltra nella lettura , lo slancio mistico della Weil ci travolge: « Dio mi ha creata come un non- essere che ha l'aria di esistere, affinché, rinunciando per amore a questa esistenza apparente, la pienezza dell'essere mi annienti » . Simone Weil: Parigi, 1909; Londra, 1943. Trentaquattro anni di passione e di " provocazione". E una biografia che conferma ardore di conoscenza e tensione morale. Piena di impeti rivoluzionari, l'adolescente Simone mette in crisi parenti ed amici dichiarandosi « bolscevica » . continua...

  4. #4
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    Predefinito Costa e Guareschi veri maestri per gli imprenditori

    di MARTINO CERVO    Il primo presidente della Confindustria del dopoguerra è stato un armatore cattolico. Angelo Costa, genovese, scomparso esattamente 30 anni fa, è uno dei " rimossi" della storia italiana. Alla scrivania dietro cui siede oggi Luca Cordero di Montezemolo è stato chiamato per un secondo mandato, negli anni ' 60. Cristiano e imprenditore: due " qualifiche" che, affiancate, ancora oggi fanno storcere qualche naso. « Ma senza motivo » , dice a Libero Raffaello Vignali, presidente della Compagnia delle Opere, colosso vicino a Comunione e Liberazione che raccoglie oltre 30mila imprese. « Più che una teoria, ricordo un uomo: François Michelin, patron dell'impero francese degli pneumatici. Al quale ho avuto la fortuna di chiedere se si potesse essere cattolici e capitani d'industria. " E perché no?", ha risposto lui. Purtroppo c'è un malinteso, un filone anche del mondo cattolico che ha sempre nutrito e nutre tuttora un sospetto per l'impresa e per gli imprenditori » . Perché? « Le ragioni sono tante e complesse. Sta di fatto che la concezione per cui il cristianesimo rigetta in blocco il mercato è semplicemente non cattolica. Raffaello Vignali Piuttosto si tratta di una riduzione del cattolicesimo a etica, quando il cristianesimo non è - anzitutto - né un'etica né un pensiero, ma un avvenimento che spalanca a ogni aspetto della realtà. Non si vede perché l'impresa debba essere esclusa. L'esempio di Angelo Costa è lampante: il primo presidente di Confindustria è stato un cattolico, e non dovrebbe esserci nulla di cui stupirsi. continua...

  5. #5
    scemo del villaggio
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    Predefinito Altro che Benigni, qua ci orrebbe mastro Guareschi

    di Michele Brambilla

    Per capire che terra di matti sia quella che ha dato i natali a Giovannino Guareschi, il lettore tenga presente il seguente fatto: anche in questo week end (lunedì compreso), come ogni anno a Roncole Verdi si tiene la sagra delle cotiche con i fagioli. Piatto non proprio leggerissimo, che diventa più pericoloso della bomba atomica quando lo si ingurgita sotto il caldo bestiale di fine luglio. E badate che il caldo, nella Bassa parmense, è un qualcosa che ti pare di toccare, una cappa che quasi impedisce di muoverti, un martello che ti batte sulla testa. Insomma è una specie (...) (...) di tentato suicidio collettivo, la sagra che si svolge proprio davanti alla casa dove è nato Giuseppe Verdi. Eppure - a riprova che da quelle parti sono in molti a non avere le rotelle a posto - ogni anno a quel tentato suicidio partecipano migliaia di persone. Cotiche, fagioli, torta fritta e culatello: e per mandare giù il tutto, litri di Lambrusco. Terra di matti. È la terra di don Camillo, Peppone, lo Smilzo, il Brusco, il Nero, il Filotti, il dottor Spiletti, la vecchia maestra che chiede di essere seppellita avvolta nella bandiera monarchica e la giunta comunista decide di obbedirle, perché la Bassa, come scrive Guareschi in quel racconto, è sì una terra di matti, ma di matti che rispettano i morti. La Bassa, una terra di matti particolari Forse solo da quella magica Bassa dove tutto - le immense pianure, i vialetti alberati, le nebbie, i casolari - è dominato dalla presenza del Po, il grande fiume che si impone come un dio, forse solo da quel posto, dicevo, poteva sorgere un uomo come Giovannino Guareschi. Quanto sentiamo la mancanza, oggi, di un Guareschi. Uomo ecclettico quant'altri mai, fu grande giornalista e grande scrittore, grande disegnatore e grande umorista, perfino grande ingegnere e grande architetto, visto che si disegnò da solo la casa di Roncole dove andò a vivere dopo gli anni milanesi, una casa che volle chiamare Incompiuta per poterne aggiungere ogni tanto, e all'infinito, un pezzo: una stanza, un piano, una soffitta. Un genio che oggi manca all'Italia Forse proprio perché era un genio - anzi, sicuramente perché era un genio - i critici letterari l'hanno sempre snobbato, mai inserito nelle antologie dove invece compaiono scrittori di cui non è rimasta né una traccia né la memoria. Al contario di Guareschi, ancora oggi tradotto in tutte le lingue del mondo, oggetto di tesi di laurea in ogni angolo del pianeta, ricordato ogni domenica da centinaia di persone che vanno a visitare la mostra permanente al Club dei 23, che è nell'ex ristorante di Giovannino (perché nella vita fece pure quello: il ristoratore), proprio di fianco alla casa natale di Verdi e proprio di fronte al "Parco Guareschi" dove si tiene la sagra delle cotiche con i fagioli. continua...

  6. #6
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    Predefinito Ve lo dico io che cosa vuole il "signor Ratzinger"

    di Renato Farina

    Il «Signor Ratzinger»! Che cosa vuole il «Signor Ratzinger»? Così si è espresso un consigliere regionale della Val d'Aosta nel suo discorso ufficiale. Questo rappresentante della sinistra protestava perché codesto tizio vestito di bianco era stata festeggiato in Val d'Aosta. In fondo è un capo di una religione come le altre, e non si capiva perché tanto clamore e addirittura il regalo di una statuetta di legno, raffigurante Sant'Orso. Invece, ha sostenuto il consigliere Alessandro Bortot, l'anno scorso (...) (...) era stato negato all'intellettuale islamico Tariq Ramadan di partecipare a un convegno all'università di Aosta. Perché «l'accoglienza calorosa al signor Ratzinger e invece il diniego all'esponente islamista Tariq Ramadan»? Ramadan per chi non lo sapesse è uomo intelligentissimo, le sue posizioni sono di sapiente ambiguità, ma Magdi Allam ha dimostrato come la chiave giusta per leggerle sia la volontà di islamizzare l'Europa, trasformandola in una succursale dell'Arabia. Non stiamo qui però a discutere di Tariq. Fermiamoci al «Signor Ratzinger ». Davvero siamo a questo in Italia? Davvero un sostenitore del governo Prodi può arrivare a tanto, senza che nessuno della sua congrega ulivista dica be'? Non è un caso che la mozione di appoggio al Papa e di censura alle espressioni di Bertot non sia stata votata dalla sinistra antagonista e dai Ds. Come dire: ma sì, il pluralismo religioso esige anche qualche schiaffo al «Signor Ratzinger». Però, al di là dell'accostamento pazzesco tra il Pontefice e un fondamentalista musulmano, colpisce proprio quel rifiuto a considerarlo per quello che è, capo dei cattolici. Dov'è che abbiamo già trovato un'espressione simile? Nel 1979 quando Giovanni Paolo II arrivò in Messico fu salutato così dal presidente: «Signor Papa». continua...

  7. #7
    scemo del villaggio
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    Predefinito Ancora Guareschi

    Si può (ancora) ridere da destra? Gli ultimi anni ci hanno consegnato l'istantanea per niente mossa di una schiera di umoristi più o meno "a senso unico". Prede di un paradossale ossequio a una legge di mercato così inflessibile da continuare anche dopo il risultato delle elezioni di aprile, e così ferrea da smentire anche il vecchio teorema del "potere" da colpire sempre e comunque. Due sere fa Roberto Benigni, nelle sue (straordinarie) letture dantesche, ha sganciato un paio di battute politiche. I bersagli? Calderoli, autore della «legge porcata», e dunque «porco». E poi Speroni. Pesante la bordata su Prodi: «Non ti piace? Dovevi vedere quello che c'era prima». In prima fila, primo ministro e ministro della Cultura applaudono e lodano. Come se non fosse possibile altrimenti. Eppure, un'occhiata al Novecento restituisce altri "maestri" della satira. E, sorpresa, non di si nistra. Libero li racconta, cominciando da Giovanni Guareschi. Lui e gli altri, protagonisti di una serie che pubblicheremo nei prossimi giorni, sono la prova che si può ridere e far ridere (volontariamente) anche da destra. ::: segue dalla prima MICHELE BRAMBILLA (...) di tentato suicidio collettivo, la sagra che si svolge proprio davanti alla casa dove è nato Giuseppe Verdi. Eppure - a riprova che da quelle parti sono in molti a non avere le rotelle a posto - ogni anno a quel tentato suicidio partecipano migliaia di persone. Cotiche, fagioli, torta fritta e culatello: e per mandare giù il tutto, litri di Lambrusco. Terra di matti. È la terra di don Camillo, Peppone, lo Smilzo, il Brusco, il Nero, il Filotti, il dottor Spiletti, la vecchia maestra che chiede di essere seppellita avvolta nella bandiera monarchica e la giunta comunista decide di obbedirle, perché la Bassa, come scrive Guareschi in quel racconto, è sì una terra di matti, ma di matti che rispettano i morti. continua...

    LA VITA Giovannino Guareschi nasce nella Bassa parmense il 1° maggio 1908. Fin da giovanissimo si occupa di giornalismo e inizia l'attività di scrittore. Si sposta a Milano. Durante la guerra, viene incarcerato in un lager tedesco, quindi deportato in Poloni. continua...

 

 

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