Cari politicanti attenti, sta tornando l'Antipolitica
Marcello Veneziani
Si sta preparando un nuovo ciclone. Si sente nell'aria, troppi indizi concorrono a dirlo. Sta tornando l'Antipolitica. Si scalda ai bordi del campo per sostituire i giocatori azzoppati della politica. Ma si sente già il suo fiato. Ben venga l'Antipolitica, se la politica è questa cosetta qui, che si dibatte tra pesci lessi e carni fresche (traduzione turpe di quote rosa). La Casa delle libertà è al rompete le righe, il governo pure, le liberalizzazioni- coraggiose, va riconosciuto - soffiano nel ventre dell'Italia, il porcaio delle intercettazioni disgusta troppa gente, gli italiani colpiti negli affetti più cari, il calcio, la tv e il sesso... L'era berlusconiana, cominciata dodici anni fa, sta finendo. Indipendentemente dalla leadership di Berlusconi e dalla sua futura durata, si è concluso un ciclo. Ma nessuno è in grado di caratterizzare il nuovo; quel che resta in Casa sono frattaglie o leader malmessi in salute. Schizzi di Lega e di Udc che vanno da tante parti, schizzi di Fini che annuncia di andar lontano dalla destra, dalla Casa di Silvio e dal partito unico, ma non si capisce verso dove, creando apprensione nel suo partito; e poi là, nelle praterie dell'Unione, nei paraggi di Palazzo Chigi quanti focolai di guerriglia che si vedono all'orizzonte... Non c'è un leader nuovo, un partito nuovo, un versante nuovo, ad accoglierli; c'è il richiamo della foresta, l'ululato incomposto dell'Antipolitica, il populismo selvatico e d'occasione che aspetta il momento buono per attaccare. continua...




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