Popolo Saharawi: 50mila rifugiati a causa delle alluvioni
I Ds lanciano un appello
Sarebbero oltre 50mila i rifugiati Saharawi rimasti senza tetto nella regione di Tindouf, in Algeria occidentale, a causa delle piogge torrenziali che alla fine della scorsa settimana hanno causato forti inondazioni. I cinque campi nell'area di Tindouf ospitano i rifugiati fuggiti dal Sahara Occidentale nel 1975, anno in cui la Spagna cede definitivamente il Sahara Occidentale a Marocco e Mauritania che invadono il territorio saharawi costringendo una parte della popolazione civile a rifugiarsi nel deserto algerino, appunto in prossimità di Tindouf.
L'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati che ha già avviato le operazioni di emergenza, organizzando un ponte aereo per trasportare sul luogo tende leggere, coperte, taniche per l'acqua, materassi e teli di plastica, provenienti dal proprio deposito regionale in Giordania. L'Agenzia ha anche annunciato l'invio nella regione di Tindouf di un team d'emergenza che si unirà agli operatori Unhcr già presenti sul terreno. A partire da giovedì scorso le ininterrotte piogge torrenziali, fenomeno inusuale nella regione, hanno distrutto fino al 50 per cento delle abitazioni in mattoni di fango nei campi di Awserd, Smara e Laayoune. L'inondazione avrebbe anche causato la morte di una donna e il ferimento di molte altre persone. Tutte le scuole sono state distrutte.
Intanto anche la comunità internazionale si mobilita. Dalla Commissione europea è arrivato l'annuncio di uno stanziamento d'emergenza di 900mila euro in favore delle popolazioni colpite.
I Ds lanciano un appello a sostegno delle popolazioni colpite: «una terribile alluvione ha duramente colpito le popolazioni saharawi, profughe da trent'anni nel deserto del Sahara occidentale, essendo stato loro negato il diritto ad una propria Patria indipendente. Da allora i Saharawi vivono in condizioni già normalmente precarie», sottolinea Luciano Vecchi, responsabile Esteri dei Democratici di sinistra. «L'alluvione – prosegue – ha ora distrutto oltre metà delle tende, il 70% delle scorte alimentari e sanitarie, attrezzature da cucina, taniche per acqua potabile, 60.000 coperte e tutto quanto necessario ad una vita almeno accettabile».
«L'Alto Commissariato dell'Onu per i rifugiati e la Croce Rossa Internazionale hanno chiesto a tutti coloro che possono di mobilitarsi e inviare aiuti». «I Ds hanno già chiesto al Governo italiano un immediato invio di materiali e generi di prima necessità, e fanno appello ai loro aderenti e simpatizzanti affinché – conclude Luciano Vecchi – contribuiscano urgentemente con aiuti o contributi».




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