UDEUR, “sparisce” il tesoriere. Mastella in allarme per la cassa

• da Il Messaggero del 16 febbraio 2006, pag. 7

di N.B.M

No seggio? No cassa. Non se l’aspettava proprio Tancredi Cimmino, martelliano d’acciaio, napoletano verace, amicone di Mastella, di trovarsi depennato dalla lista dei magnifici cinque udeurrini da eleggere in quota Prodi. E invece si, il suo nome in quella lista non c’è. Rimosso, espunto. Zac. Cimmino non gradisce proprio e non porge l’altra guancia. Prende carta e penna e il 3 febbraio scrive a Clemente l’ingrato: “Sono deluso, mi dimetto da tesoriere del partito”. Mastella ha un cuore d’oro, si sa, e sul momento non pensa ai possibili sviluppi, alle nubi che possono addensarsi sul capo e sul partito. Poi qualcuno lo mette sull’avviso: guarda che Cimmino oltre che essere tesoriere, è anche l’intestatario del Campanile, il giornale dell’UDEUR, che riceve il finanziamento pubblico secondo la legge sull’editoria. Sta a vedere che il deluso Tancredi non ci combina qualche scherzetto… Seguono giorni di apprensione, di panico: da quel 3 febbraio delle dimissioni da tesoriere Cimmino latita, non si fa trovare, elude le chiamate, tanto che non si riesce neanche a convocare il consiglio nazionale per mettere all’ordine del giorno le dimissioni.



A convocare l’organismo dovrebbe pensarci Lorenzo Acquarone, che ne è il presidente, ma pure lui è deluso, non è nella rosa dei cinque, tentenna, soprassiede, la cosa va per le lunghe. Finisce che ci vogliono quasi due settimane prima che si riesca a mettere insieme questo benedetto consiglio nazionale. Che finalmente si riunisce proprio ieri. Si prende atto delle dimissioni di Cimmino, al suo posto come tesoriere viene nominato Mauro Fabris, che è pure capo della segreteria, “ci manca solo che faccia l’usciere”, commenta a caldo. E Cimmino? All’ormai ex tesoriere rimane l’intestazione della testata del “Campanile”. Né potrebbe essere altrimenti: il giornale nel frattempo è diventato una cooperativa il cui presidente è proprio Cimmino, e se all’ex tesoriere un domani dovesse saltare in mente di rompere con l’UDEUR, i soldi del finanziamento andrebbero alla “sua” cooperativa e non più al partito.



Un punto a favore, in una giornata piuttosto grigia, Mastella però lo ha ottenuto: il capogruppo di Forza Italia al comune di Torino Paolo Chiavarino ha lasciato Berluscopni e se n’è andato con Mastella. La stessa cosa aveva fatto l’altro giorno un altro consigliere azzurro, Rocco Lospinuso. Per Chiavarino ora si prospetta la candidatura a capolista dell’UDEUR per il Piemonte.