La Lega: sul genocidio armeno Ankara riconosca le sue colpe
La Lega continua a battersi per il riconoscimento del genocidio degli armeni, la persecuzione scatenata, tra il 1915 e il 1918, dai turchi nei confronti del popolo armeno residente in Anatolia e nel resto dell’Impero Ottomano. Lo sterminio portò alla morte di più di 1 milione e mezzo di persone, colpevoli soltanto di appartenere ad un’etnia e ad una cultura diverse e di professare un culto, quello cristiano, di minoranza.
Il gruppo della Lega presso la Regione Lombardia ha presentato ieri una mozione in sostegno del popolo armeno. Il documento fa riferimento a una serie di fatti storici che provano il coinvolgimento diretto del governo turco nei massacri. «La Turchia, dal 1895 capeggiata dal sultano Adbul Hamid II, avviò l’esecuzione di 300.000 Armeni colpevoli solamente di aver chiesto un riconoscimento della loro specificità all’interno del territorio ottomano», cita il testo che sottolinea come «nel 1909 i massacri ripresero grazie all’ascesa del movimento “Giovani Turchi” che, in nome della purezza razziale ottomana, uccisero 30.000 armeni».
«Tra il dicembre del 1914 ed il febbraio del 1915, il Comitato centrale del partito Unione e Progresso, diretto dai medici Nazim e Behaeddine Chakir, decide l’eliminazione sistematica degli Armeni - denuncia il Carroccio - Il tragico bilancio di questo piano criminale risulta alla fine: da 1.000.000 a 1.500.000 di armeni vengono eliminati nei modi più atroci. I due terzi della popolazione armena residente nell’Impero Ottomano venne soppressa e, regioni per millenni abitate da armeni, non videro più nemmeno uno di essi».
«Circa 100.000 bambini vennero prelevati da famiglie turche o curde e da esse allevati smarrendo così la propria fede e la propria lingua - continua il documento - La caduta del regime turco alla fine della grande guerra e la seguente ascesa alla guida del Paese di Kemal Ataturk non cambiò la situazione. Infatti, tra il 1920 ed il 1922, con l’attacco alla Cilicia Armena ed il massacro di Smirne, il nuovo governo portò a compimento il genocidio. Dopo questi ultimi crimini non un solo armeno vivo lasciò traccia in Turchia. A carico dei criminali turchi vennero, invano, intentati alcuni processi che si conclusero con l’annullamento di tutti i verdetti di colpevolezza e senza alcuna richiesta di estradizione dei colpevoli fuggiti all’estero».
La mozione della Lega cita inoltre la testimonianza del Console italiano Giovanni Gorrini di cui riporta una lettera. «Dal 24 giugno non ho più dormito né mangiato - scrisse Gorrini - Ero preso da crisi di nervi e da nausea al tormento di dover assistere all’esecuzione di massa di quegli innocenti e persone inermi. Le crudeli cacce all’uomo, le centinaia di cadaveri sulle strade, le donne ed i bambini caricati a bordo delle navi e poi fatti annegare, le deportazioni nel deserto: questi sono i ricordi che mi tormentano l’anima e quasi fanno perdere la ragione».
«Anche l’intervento della Santa Sede tramite Papa Benedetto XV non produsse alcun effetto in funzione anche del fatto che i turchi avevano proclamato la guerra santa - sottolinea la mozione della Lega - Vi è la necessità che l’opinione pubblica mondiale intervenga a favore del popolo armeno riconoscendo questo atroce genocidio».
«Considerato che molti istituzioni locali hanno già approvato documenti in questa direzione - prosegue il testo - fuori dal nostro Paese il genocidio del popolo armeno è stato già formalmente riconosciuto dalla Commissione per i diritti dell’uomo delle Nazioni Unite, da una risoluzione del Parlamento europeo e da alcuni Stati ed istituzioni, citiamo a titolo di esempio il parlamento svedese che lo ha riconosciuto formalmente. Nonostante ciò, al silenzio degli assassini si è aggiunto quello di alcuni Stati occidentali, e della diplomazia, oltre che della coscienza di uomini che hanno sempre dato maggiore importanza ai propri interessi politici ed economici piuttosto che alla giustizia ed al rispetto di quei principi morali ai cui spesso loro stessi fanno appello e di cui si sentono custodi».
«Abbiamo il dovere di interrompere questo silenzio delle coscienze - sollecita il documento del Carroccio - e di dare il nostro contributo affinché tutti proclamino con forza e ricordino questa verità storica, riconoscendo questo tragico genocidio. L’Italia e gli Stati europei che hanno accolto i pochi sopravvissuti riconoscerebbero la loro identità e darebbero finalmente un’ultima sepoltura morale alle vittime delle barbarie perpetrate dalla Turchia».
«Il Consiglio regionale della Lombardia esprime piena solidarietà al popolo armeno nella sua lotta per il riconoscimento della verità storica (...) - conclude la mozione -e invita il Parlamento europeo ad attivarsi affinché la Turchia, candidata a far parte dell’Unione Europea, riconosca e condanni il genocidio del popolo armeno, da lei stessa compiuto».




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