Vorrei sapere se secondo voi gli ebrei (sia che seguano la religione ebraica o la abbiano rinnegate per altra religione) possano essere camerati e militare in qualsiasi movimento di stampo fascista.
Semplice follia?
Vana utopia?
Anacronistica nostalgia?
Attuale e moderna possibilità?"


Vorrei sapere se secondo voi gli ebrei (sia che seguano la religione ebraica o la abbiano rinnegate per altra religione) possano essere camerati e militare in qualsiasi movimento di stampo fascista.
Noi siamo i padroni.
Noi siamo gli schiavi.
Siamo ovunque
e da nessuna parte.
Regniamo sui fiumi di porpora.


Motivate le vostre scelte.
Noi siamo i padroni.
Noi siamo gli schiavi.
Siamo ovunque
e da nessuna parte.
Regniamo sui fiumi di porpora.


camerati di gaetano saya non lo metto in dubbio![]()
percomela vedo io, se il tizio vive la sua religiosità, dentro casa sua, può essere benissimo un camerata.
se al contrario la sua religione influenza il suo modo di essere e di ragionare, allora non può essere un camerata. è al contrario un avversario
gli ebrei laici ,e con mille distinguo, potrebbero----il condizionale è quantomai d'obbligo---............
e finisce qui , dal momento che quelli praticanti sappiamo bene come sono fatti e gli scopi che perseguono x paradigma.


se io avessi avuto tre palle, ero un flipper?


ovviamente sì.
"un ebreo è camerata" è una tautologia.
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Ma certo che può esistere un ebreo camerata... Lupo... hai presente? C'è n'è uno che vive dentro una sinagoga!Originariamente Scritto da lupo1982
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Guido, il punto è che ogni vero ebreo, prima di essere cittadino dello Stato in cui risiede, appartiene innanzitutto alla propria comunità religiosa (che si basa su principi razzisti). Questo avviene da sempre, a parte rare eccezioni e che rimangono tali. Come ebbe a scrivere il buon vecchio Cioran:Originariamente Scritto da Guido Keller
"Ogniqualvolta un popolo prende coscienza di se stesso, entra fatalmente in conflitto con gli ebrei. Il conflitto latente che esiste sempre tra gli ebrei e il popolo rispettivo si attualizza in un momento storico decisivo, a un crocevia essenziale, per collocare gli ebrei al di là della sfera della nazione, di più: esistono momenti storici che fanno degli ebrei in modo fatale, dei traditori (...) Non sentendosi in nessun luogo a casa propria, essi non conoscono in nessuna maniera la tragedia dell’estraniamento. Gli ebrei sono l’unico popolo che non si sente legato al paesaggio. Non esiste angolo della terra che abbia loro modellato l’anima; è per questo che sono sempre gli stessi in qualunque paese o continente. La sensibilità cosmica è loro estranea (...) in ogni cosa gli ebrei sono unici; non hanno pari al mondo, piegati come sono da una maledizione di cui è responsabile soltanto Dio. Se fossi ebreo, mi ucciderei all’istante".


Ho votato si.
A parte le considerazioni sui Camerati di religione ebraica che hanno fatto la marcia su Roma, sul il primo caduto della "Disperata" di Firenze e sui pochi che hanno fatto addirittura la RSI tipo MARIO COEN BELINFANTI candidato nel fiamma tricolore nel 2001...
trovo che si sia scelto un tempismo perfetto per parlare di queste argomentazioni...
Israele Boia!