Ieri, 18 febbraio, gli <<Studenti Autorganizzati Comaschi>> hanno imbastito una manifestazione in città, incentrata sui temi dell'opposizione ad ogni politica discriminatoria e del riemergere del pattume fascista, esponendo con uno striscione lo slogan <<contro la lega, la destra e Maggiolini siamo tutti clandestini>>.
Più di cento i partecipanti, ottimo risultato se si considera l'acquazzone che ha preceduto e accompagnato le fasi iniziali del corteo.
Il percorso ha toccato i luoghi simbolo delle realtà contestate. In primis il Municipio, sede di una giunta di centro destra che persegue politiche antigiovanili ed ostaggio della Lega Nord. Fra i temi centrali di questo passaggio la chiusura della moschea di Camerlata, perseguita su pressione della Lega grazie a cavilli legali, e il costante rifiuto di accettare un'ipotesi atlernativa per la sua collocazione. Meta subito successiva il duomo, dove gli studenti hanno attaccato il Vescovo Maggiolini per i suoi atteggiamenti xenofobi e l'antislamiso viscerale dimostrato nella vicenda della moschea (arrivando a cacciare gli islamici che avevano trovato un luogo provvisorio ospitati dai Padri Somaschi).
Il corteo ha poi sostato di fronte alla Casa del Fascio, con l'intenzione di svoltare in via dei Partigiani, ove (sì, è proprio vero!) è situata la sede locale del Movimento Sociale - Fiamma Tricolore. Il blocco della polizia ha però impedito la svolta; gli studenti hanno risposto con l'occupazione della strada antestante mandando in tilt il traffico. La Fiamma è al centro della protesta dopo la presentazione di proprie liste in molti istituti della provincia, che è scaturita nei fatti del 5 novembre 2005; in quest'occasione un corteo della stessa, presenziato anche da Forza Nuova e naziskin di tutta la provincia, era stato disturbato da una contromanifestazione quasi spontanea di una cinquantina di studenti; a seguito dell'iniziativa sono pervenute tre denunce per manifestazione non autorizzata.
A seguito dell'intransigenza delle forze dell'ordine gli studenti hanno sciolto l'occupazione e proseguito, lanciando le uova destinate ai neofascisti contro un manifesto de L'Unione e inveendo contro le telecamere posizionate dal comune in tutta la zona. Infine il percorso è terminato in piazza Matteotti.
Quando però, un gruppo dei partecipanti (una cinquantina) si è diretto verso la stazione successiva, altri momenti di tensione: un naziskin è sceso dalla sua auto in mezzo alla strada, probabilmente con coltello alla mano, e da uno dei manifestanti viene lanciata un'asta, che colpisce, ferendolo leggermente, un agente della Digos. Lo spezzone è stato dunque scortato fino alla stazione dove la polizia ha tentato l'identificazione dei ragazzi, inzuppati d'acqua e stremati dal freddo.




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