Tanto per ribadire la mia posizione sul cosidetto 'scontro di civiltà' e su chi in realtà ci sta da tempo versando benzina sopra, riporto questo interessante intervento tratto dall'ottimo e consigliatissimo sito http://euro-holocaust.splinder.com/ aggiungendo alcune mie considerazioni personali.
Censura contro vignette! - Parte 15
Nell'intervista che abbiamo inserito al premier danese Rasmussen, viene ricordato anche un altro particolare importante, ossia la diffusione nel mondo maomettano di immagini e vignette non facenti parte delle 12 pubblicate a suo tempo dal giornale Jyllands-Posten. Cosa è successo? Vediamo un estratto da un articolo pubblicato sul sito Pagine di Difesa:
http://www.paginedidifesa.it/2006/bernardi_060214.html
...il quotidiano egiziano Al Fagr (così come ricostruito da Afrol, un’agenzia indipendente che tratta questioni del continente africano) aveva pubblicato le vignette sul Profeta il 17 ottobre dell’anno scorso proprio per dimostrarne il cattivo gusto, ma non vi era stata alcuna reazione. L’operazione, a mano a mano che emergono particolari sulla azione di musulmani radicali nei confronti di leader egiziani e palestinesi, si sta dimostrando come una manipolazione della informazione che tende a presentare l’evento come un sentimento anti-musulmano danese allo scopo di generare sentimenti anti-danesi e quindi anti-europei in tutto il mondo islamico.
Dopo che il quotidiano danese Jyllands-Posten, su invito del leader radicale musulmano Imam Ahmed Akkari, aveva rifiutato di scusarsi per la pubblicazione delle vignette sul profeta Maometto, questi decise a dicembre di scatenare una campagna internazionale nel mondo arabo contro la Danimarca. Nel mondo arabo le vignette erano già note perché erano state pubblicate dal quotidiano Al Fagr per dimostrare il basso livello di moralità della stampa europea. La pubblicazione però fallì lo scopo e l’ambasciatore danese al Cairo, Bjarne Sørensen, non registrò alcuna reazione.
Sempre Afrol riporta che, contrariati dallo scarso interesse destato in Egitto, i gruppi radicali islamici danesi iniziarono a preparare un altro attacco. L’imam danese ventottenne Ahmed Akkari decise di guidare una azione congiunta dei gruppi radicali in un Comitato per la difesa dell’onore del Profeta. Akkari afferma di guidare 27 gruppi, ma sembra che molti non siano mai stati contattati e altri non esistano nemmeno. Nel mese di dicembre Akkari guida una delegazione di musulmani danesi in Egitto per incontrare il grande imam di Al-Azhar, Muhammad Sayid Tantawy, il presidente della Lega Araba, Amr Moussa, e il ministo degli Esteri egiziano Ahmed Aboul Gheit. Si presenta come rappresentante legittimo dei musulmani in Danimarca (successivamente non confermato dalle comunità musulmane danesi) e porta con sé una valigia piena di documenti che dimostrano come il Profeta è offeso in Danimarca.
Akkari mostra una serie di documenti che dimostrano le offese contro il Profeta, ma che non sono mai state pubblicate sulla stampa danese, come da lui stesso ammesso di recente. L’immagine che avrebbe fatto saltare sulla sedia gli interlocutori di Akkari sarebbe stata quella di un uomo guarnito come un maiale e che, secondo lui, sarebbe stata quella del Profeta. Ma la foto era quella di un francese dei Pirenei che partecipava a un festival (festa del maiale) che è una ricorrenza annuale del villaggio. Altre vignette che indicavano il Profeta come pedofilo sarebbero state mostrate come riprodotte dalla stampa danese, ma erano false.
Il ministro degli Esteri Gheit decise di portare il materiale alla Organizzazione della conferenza islamica alla Mecca. I delegati adottarono una risoluzione che condannava la campagna aggressiva contro il Profeta e l’Islam in Danimarca. Dal momento in cui altri quotidiani europei hanno pubblicato le stesse vignette molti leader si sono convinti che era in atto una campagna anti-islamica in Europa. Ecco lo scoppio della protesta musulmana.
Questa sequenza di eventi è bene tenerla a mente, perchè chiarisce, purtroppo, come l'idea di "scontro di civiltà" non appartenga solo ai cosiddetti "occidentali", ma anche a settori del mondo maomettano. Ricordiamo che la diffusione in Europa delle vignette è iniziata nei primi giorni di gennaio (grazie al giornale norvegese Magazinet), ossia circa un mese dopo le minacce di morte da parte degli integralisti maomettani. E' fondamentale ricordare questo, perchè indica che la loro pubblicazione nel resto d'Europa è semmai una reazione, sana e necessaria, ad un abuso. Mettendo assieme gli elementi riassunti nell'articolo di Pagine di Difesa e considerando la cronologia (come la si può vedere anche scorrendo gli interventi pubblicati a suo tempo su questo blog), si nota come tutta la faccenda è semmai scoppiata per causa degli islamici e ad essi vanno le colpe.
http://euro-holocaust.splinder.com/post/6473024
http://euro-holocaust.splinder.com/post/6540455
http://euro-holocaust.splinder.com/post/6701739
http://euro-holocaust.splinder.com/post/6848451
Fermezza assoluta deve invece esserci da parte di qualunque europeo degno di questo nome e, diciamo questo, rimarcando come europei lo si è per ragioni ben più profonde dei pezzi di carta che si vuole dare con tanta facilità oggigiorno agli stranieri (altro che sostituire lo "jus sanguinis" con lo "jus solis"!). Facciamo notare infatti che uno dei possibili scatenatori della protesta maomettana è un cittadino danese, l'imam Ahmed Akkari. Meditate sulla cosa...
Ecco la foto che avrebbe realmente scatenato gli islamici:
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