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    Angry Difende la Croce Rossa:viene "dimissionato" su richiesta della comunità ebraica!!!

    Ansa, 09/02/2006


    ANTISEMITISMO: BOTTA E RISPOSTA COMUNITA'EBRAICA-VOCE MANTOVA


    POLEMICHE DOPO DIFESA SIMBOLO CROCE ROSSA DA PARTE QUOTIDIANO


    (ANSA) - MANTOVA, 9 FEB - Antisemitismo: e' la pesante accusa
    che la comunita' ebraica di Mantova ha rivolto alla Voce di
    Mantova, uno dei due quotidiani della citta', con un pamphlet
    dal titolo 'Antisemitismo ieri e oggi', edito dall'associazione
    Mantova ebraica e dall'Istituto mantovano di storia
    contemporanea.
    Il libretto di 15 pagine raccoglie due articoli scritti dal
    direttore della Voce, Davide Mattellini, nel giugno dell'anno
    scorso, e una lettera al giornale firmata da Valter Malacarne,
    coordinatore provinciale di Azione sociale, giudicati antisemiti
    dalla comunita' ebraica di Mantova. Nello stampato sono
    riportati anche due articoli apparsi nel 1938 sulla Voce di
    Mantova, allora organo ufficiale della federazione provinciale
    fascista, sulle leggi razziali. Per evidenziare - scrivono i
    curatori del pamphlet - ''parole che, sull'omonimo organo di
    stampa, erano frequenti e normali nel 1938, al tempo
    dell'approvazione delle leggi fasciste in difesa della razza''.
    Il libretto contiene contributi di Maria Bacchi, direttrice
    scientifica dell'Istituto mantovano di storia contemporanea, di
    Frediano Sessi, direttore scientifico di Mantova ebraica e di
    Fabio Levi, docente di storia contemporanea all'universita' di
    Torino. La polemica ha preso il via nel giugno scorso quando
    sulla Voce e' apparso un articolo dal titolo 'Ora anche gli
    ebrei contro la Croce', dedicato alla notizia che la Croce
    Rossa, nata proprio a Solferino, a due passi da Mantova, stava
    per cambiare il proprio simbolo e il commento in difesa del
    simbolo umanitario da parte del deputato leghista Mario
    Borghezio. Nell' articolo era scritto che il simbolo della Croce
    era contestato in particolare da Israele. Il giorno dopo, il
    direttore Mattellini, in un fondo, aveva difeso l'antico simbolo
    della Croce rossa, scrivendo tra l' altro: ''Dunant scelse quel
    simbolo per ricordare la propria Svizzera, sia pure a colori
    invertiti? E lasciamo allora che la Croce Rossa continui a
    perpetuare l' idea ispiratrice del suo fondatore. Cancellare
    quella croce per accontentare i sottanoni degli arabi o gli
    israeliani con i trecciolini che si inzuccano contro un muro e'
    una bestemmia bella e buona''.
    L'opuscolo contro la Voce di Mantova e' stato distribuito in
    pubblico in occasione della scorsa Giornata della memoria. Il
    fatto e' passato sotto silenzio da parte delle autorita'
    pubbliche e della citta' in generale. Solo sulla Voce vi e'
    stata una reazione dello stesso direttore Mattellini che, in un
    paio di editoriali, ha spiegato di non essere assolutamente
    antisemita, ma ''di aver fatto tutto solo per amore della
    liberta' e in difesa del simbolo della Croce Rossa'''.
    ''Il mio giornale viene tacciato di antisemitismo e nazismo,
    si sottende che e' una sorta di pericolo pubblico. Ci stanno
    dipingendo cosi' - spiega Mattellini - e io ho risposto con un
    collage autoironico di foto, una mia di quando ero
    diciassettenne, vestito da ufficiale tedesco per una festa di
    carnevale, accanto a quella che ritraeva il presidente della
    Provincia e il presidente del Tribunale di Mantova, con la
    kippah in testa, nella sinagoga durante la celebrazione della
    giornata della memoria del 2002. Intitolandolo: 'Cosi' la
    cultura di sinistra ci sta diffamando'. Ma anche questo e' stato
    preso per una provocazione''.
    ''Mai - spiega il direttore del quotidiano - e mi scuso se e'
    sembrato a qualcuno il contrario, ho inteso offendere la
    comunita' ebraica. Ho solo difeso il simbolo della Croce Rossa.
    Ma non giustifico che qualcuno demonizzi e diffami me e il mio
    giornale strumentalmente. Oltretutto paragonando la testata
    odierna a quella che usciva negli anni '30''.
    (ANSA).

    RED-LH/TP
    09-FEB-06 17:20 NNNN



    Data: 11/02/2006
    Fonte: Ansa
    Categoria: Editoria

    EDITORIA: CAMBIO DIRETTORE ALLA 'VOCE DI MANTOVA'



    POL:EDITORIA
    2006-02-11 13:15

    MOTIVO, UNA SERIE DI POLEMICHE CON LA COMUNITA' EBRAICA
    MILANO
    (ANSA) - MILANO, 11 FEB - La 'Voce di Mantova', giornale di proprietà di una cooperativa e collocato politicamente "nell' area del centrodestra moderato", ha da oggi un nuovo direttore: Romano Gandossi, già vicedirettore, subentra a Davide Mattellini che ha rassegnato le dimissioni. Il motivo del cambio della guardia sta nelle polemiche sollevate da alcuni articoli per i quali il giornale è stato accusato di antisemitismo dalla comunità ebraica mantovana, e non solo (anche dall'Istituto mantovano di Storia Contemporanea) La vicenda ebbe inizio nel giugno scorso, quando sulla Voce apparve un articolo dal titolo 'Ora anche gli ebrei contro la Croce', dedicato alla notizia che la Croce Rossa (nata proprio a Solferino, vicino a Mantova) stava per cambiare il proprio simbolo e che quel simbolo era contestato da Israele. A difesa del simbolo della Croce Rossa il giornale prima ospitò un commento dell'eurodeputato leghista Mario Borghezio, poi il direttore Mattellini pubblicò in un suo fondo queste parole: "Cancellare quella croce per accontentare i sottanoni degli arabi o gli israeliani con i trecciolini che si inzuccano contro un muro è una bestemmia bella e buona". Da qui la protesta della comunità ebraica, e la conseguente accusa di antisemitismo nei confronti del giornale. La polemica é presto uscita dai confini della cronaca locale (anche perché la Voce è distribuita come 'panino' con La Stampa), della vicenda si sono occupati alcuni settimanali nazionali (tra cui 'Diario') e alla fine Mattellini si è dimesso. "Prendo atto delle sue dimissioni e preferisco non commentarle - ha detto oggi Gandossi, che firma il suo primo numero -. Posso solo precisare che il mio intento è quello di tranquillizzare gli animi". Alla Voce lavorano dodici giornalisti. Il giornale vende tra le cinque e le seimila copie. (ANSA).

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    Il Corriere della Sera, 12/02/2006


    "Editoriali antisemiti, via il direttore della Voce"

    Gli attacchi «ai sottanoni degli arabi o agli israeliani con i trecciolini». Il saggista Sessi: rotto un muro di indifferenza, ma la sinistra assente Editoriali antisemiti, via il direttore della «Voce» Mantova, dimissioni dopo le accuse della comunità ebraica. Ma lui: solo provocazioni

    ROMA - Davide Mattellini, 43 anni, da ieri ex direttore de La voce di Mantova (la dirigeva dal 1999) è un tipo così. Gli dici: il tuo editoriale del 26 giugno 2005 intitolato «Ora anche gli ebrei contro la Croce rossa», sul nuovo simbolo internazionale del rombo rosso, in cui scrivevi «accontentare i sottanoni degli arabi o gli israeliani con i trecciolini che si inzuccano contro un muro è una bestemmia bella e buona» sembra un saggio di antisemitismo. Lui risponde: «Mai stato antisemita, sempre avuto il massimo rispetto per gli ebrei, se ho offeso chiedo scusa. Ma negli editoriali si usano le forme retoriche, le ipotiposi. Se scrivo polentoni tutti i settentrionali si offendono? No. Se dico mandolini tutti gli italiani se la prendono? No. Allora, perché queste differenze per sottanoni e trecciolini?»
    Comunque sia, da venerdì notte Mattellini non è più direttore («scelta di opportunità, per non far ricadere mie eventuali responsabilità su altri») e ora alla guida c’è il suo ex vice Romano Gandossi, 56 anni, che vuole girar pagina: «Basta con questa storia, rassereniamo l’atmosfera intorno al giornale». Forse ci vorrà un po’. Torniamo a giugno. Lettera di protesta di Emanuele Colorni, ebreo mantovano. Parla di «becero antisemitismo» e chiude sperando che il sole stemperi «il verde del livore antiebraico e della camicia di qualche eurodeputato», riferendosi al leghista Mario Borghezio che era intervenuto sul giornale. Mattellini replica: «A me comincia a nascere il sospetto che un popolo per aver subito quaranta persecuzioni in duemila anni, sempre "vittima" non dev’essere stato. Quanto meno un po’ rompicoglioni lo è». Come si giudica oggi l’ex direttore? «Risposta energica, provocatoria nelle forme. La mia intemperanza ha fatto il resto. Ma se ti danno del "becero antisemita", ovvio che si finisca sopra le righe. Volevo difendere la croce rossa di Henri Dunant che salva chiunque».
    Riprendiamo. La comunità ebraica presieduta da Fabio Norse si infuria, scrive al Comune e all’ordine dei giornalisti. L’8 luglio altra lettera, ma di Valter Malacarne di Alternativa Sociale. Titolo: «Non accetto alcuna lezione dagli ebrei». Battuta: «Degli ebrei dicono "quelli piangono il morto per fregare il vivo"». Chiusura: «Non accetto nessuna razza padrona, tantomeno l’ebreo». Non è davvero troppo, Mattellini? «Lì ho sbagliato. Ma per assoluto spirito di libertà. Ho pubblicato interventi di Rifondazione e di estrema destra. Forse il mio atteggiamento provocatorio sconfina nell’anarchia e nell’apolidismo». Ecco, Mattellini è un tipo così.
    La questione trascende. Per la giornata della memoria del 27 gennaio nasce un dossier degli articoli curato dal centro culturale «Mantova ebraica», diretto dal saggista Frediano Sessi, insieme con Maria Bacchi, presidente dell’Istituto storico di Mantova. E Mattellini cede? Macché. Pubblica una propria foto scattata a diciassette anni, mascherato da nazista, con una pistola puntata contro un’altra immagine: Maurizio Fontanili, Margherita, presidente della Provincia, Claudio Camocardi, Ds, suo vice e Giovanni Scaglioni, presidente del tribunale di Mantova: tutti con la testa coperta dalla Kippah durante le cerimonie del 27 gennaio. Titolo: «Antisemiti noi? Ma statevi zitti». Occhiello: «Ha ragione Berlusconi, con questa gente finiremo presto per trovarci in una dittatura». Commento alle due foto, definite «un collage»: «La cultura di sinistra ci sta diffamando così». Tutto finisce in prima pagina sul Diario di Enrico Deaglio, che gli dedica una accurata «inchiesta vecchio stile». Le dimissioni di Davide Mattellini diventano a quel punto inevitabili.
    I commenti. Fabio Norsa, presidente dei 130 ebrei mantovani: «Mi dispiace per la sua famiglia ma non tutto questo non era tollerabile. Poteva cercare di buttare acqua sul fuoco, chiedere scusa. Invece ha sempre peggiorato la situazione. Mi hanno preoccupato le lettere a sfondo antisemita arrivate al giornale». Maria Bacchi: «Mi spiace per la sua vita personale ma non credo fosse all’altezza di quell’incarico. In pochi, in questo periodo, sono intervenuti. Rare le prese di posizione anche a sinistra. Lo dico da persona di quell’area. Ma temo che l’atteggiamento critico verso Israele finisca col rivolgersi immotivatamente contro tutti gli ebrei».
    Concorda Sessi: «Sono contento di questa conclusione, si è rotto un muro di indifferenza verso affermazioni gravissime. Un giornale ha immense responsabilità verso una comunità. La sinistra assente? Verissimo. Certi sintomi di antisemitismo, purtroppo in crescita, si nutrono anche dell’ideologia anti-israeliana della sinistra». Forse a Mantova la faccenda non finirà con le dimissioni di Davide Mattellini.

    Paolo Conti

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    Liberta' d'opinione... Nei giorni passati siamo stati bombardati da questo nobile concetto ma oggi bisogna ricredersi: si tratta di una liberta "a senso unico"!!

    Liberta' d'opinione...

    Quante volte abbiamo sentito ripetere questo nobile concetto a proposito delle vignette
    anti-islamiche e della reazione da esse provocata nel mondo musulmano.

    Oggi dobbiamo ricrederci: il nobile concetto funziona
    solo "a senso unico", cioe'a dire fin quando non tocca
    determinati nervi scoperti (o presunti tali).

    Davide Mattellini, dal 1999 direttore della Gazzetta di
    Mantova, e' stato costretto alle dimissioni dalla reazione
    della Comunita' ebraica mantovana (130 membri) a taluni
    suoi articoli, il primo dei quali contro la richiesta
    d'israele di modificare il simbolo della Croce Rossa...

    Di fronte ai virulenti attacchi israelitici Mattellini non ha voluto calarsi le brache,
    affermando coraggiosamente:
    "A me comincia a nascere il sospetto che un popolo per
    aver subito quaranta persecuzioni in duemila anni, sempre
    "vittima" non dev'essere stato. Quanto meno un po' rompicoglioni lo e'...".

    Ora ammettiamo pure di dissentire da questa e da altre
    affermazioni del Mattellini ma dobbiamo allora porci la
    domanda: di quanto spazio libero gode la "liberta' d'opinione"?!

    Fabio Norsa, presidente della predetta Comunita', ha avuto
    l'innegabile buongusto di commentare:
    "Mi dispiace per la sua famiglia, ma tutto questo non era
    tollerabile".

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    "Cancellare quella croce per accontentare i sottanoni degli arabi o gli israeliani con i trecciolini che si inzuccano contro un muro è una bestemmia bella e buona".

    "A me comincia a nascere il sospetto che un popolo per
    aver subito quaranta persecuzioni in duemila anni, sempre
    "vittima" non dev'essere stato. Quanto meno un po' rompicoglioni lo e'...".

 

 

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