Care Amiche e Amici,
dopo lunga e matura riflessione, confortata dal consiglio di molti
amici,
invio in allegato e di seguito una lettera aperta al papa Benedetto XVI
con
preghiera che non riceva Berlusconi in udienza a ridosso delle prossime
elezioni politiche del 9-10 aprile. Sono a conoscenza di movimenti
sotterranei perché la visita abbia il più grande impatto mediatico.
Nessuno è tenuto a condividere la lettera, il suo tono, i suoi
contenuti.
L'ho fatta leggere ad alcuni amici i quali hanno suggerito alcuni
aggiustamenti formali e qualche correzione di stile e contenuto.
L'ho fatto.
Quella che propongo è la lettera definitiva.
La spedisco a circa 600 indirizzi criptati, chiedendo di divulgarla
più
che sia possibile per lasciare libertà di scelta:
Chi condivide la lettera può collegarsi con il sito
http://minimalessandro.blogspot.com/2006/02/lettera-aperta-al-papa-benedetto-xvi.html
che è un blog di un amico, ALESSANDRO LOPPI che ospita sia la lettera
che la
raccolta di firme. In fondo alla lettera cliccare su COMMENTS e nello
spazio
bianco del riquadro che si apre apporre la propria firma nel seguente
ordine: Cognome, Nome, professione, Città.
Paolo Farinella, prete - Genova
Di seguito la lettera
A Sua Santità
Benedetto XVI
Città del Vaticano
Apprendiamo che a ridosso delle elezioni politiche italiane del 9 e 10
aprile 2006, Lei riceverà in visita ufficiale il presidente del
consiglio
italiano, Silvio Berlusconi, nell'ambito di una visita del Partito
Popolare
Europeo (Ppe). Molti dicono che questo incontro sia stato pensato e
programmato dallo stesso interessato che vuole questa visita come una
sorta
di «consacratio ad limina», a ridosso delle imminenti elezioni
politiche e
dopo mesi di estenuante campagna elettorale mediatica senza esclusioni
di
colpi. L'ospite che giunge in Vaticano, dopo essersi paragonato a
Napoleone,
il 12 febbraio 2006 ad Ancona in un infinito comizio ai suoi
sostenitori ha
superato il segno della normalità psicologica e della decenza morale,
afferman-do testualmente: «Io, il Gesù della politica, una vittima
paziente,
mi sacrifico per tutti». Nelle precedenti politiche del 1993 ebbe a
presentarsi come il «Messia», inviando i suoi sostenitori come
«missionari e
apostoli». Mai uomo politico intelligente o sprovveduto era mai
arrivato a
tanto.
Nulla da eccepire se l'udienza capitasse in tempi normali o non
sospetti.
In queste circostanze e condizioni, la visita è programmata da parte
italiana con fini strumentali: essa serve al capo del governo per
potersi
accreditare come «consono» alla Chiesa cattolica a differenza del suo
rivale, Romano Prodi, che da cattolico serio e «adulto» non usa la
religione
come strumento populista di infima propaganda. Egli, infatti, si è
incontrato con il card. Vicario, Camillo Ruini, nel più assoluto
riserbo.
Se Lei dovesse ricevere Berlusconi in udienza, di fatto, anche senza
volerlo, si schiererebbe con una parte e il gesto più eloquente di ogni
parola contraddirebbe quanto Lei afferma nella sua prima enciclica: «La
Chiesa non può e non deve prendere nelle sue mani la battaglia politica
per
realizzare la società più giusta possibile» (28/a).
Con questa visita, anche contro la Sua volontà, il Papa rischia di
accreditare un uomo che ha diviso la nazione invece di unirla, come
richiedeva la sua funzione. Il presidente del consiglio italiano si
definisce cattolico, ma non esita a distruggere lo stato sociale,
impoverendo ancora di più i poveri e favorendo i ricchi. Al contrario,
egli
ha triplicato il suo patrimonio facendosi approvare leggi su misura
contro
ogni legittimità giuridica. Interi settori della popolazione che fino a
ieri
vivevano una vita dignitosa, oggi vengono nelle parrocchie a chiedere
aiuto
per arrivare alla fine del mese. Questo stato di cose incide e
condiziona
non solo la qualità, ma anche l'esistenza stessa della famiglia che
Berlusconi ben conosce, giacché, da «buon cattolico» usufruendo del
divorzio, ha fatto una duplice esperienza familiare. Ci risulta, a
proposito, che da alcuni giornali specializzati in «gossip» si è fatto
fotografare mentre fa la Comunione, contravvenendo così ad una chiara
norma
della Chiesa sull'accesso dei divorziati ai sacramenti e lasciando
nello
sconcerto la massa di cattolici, spesso divorziati senza colpa, che sono
indotti a pensare che il Sig. Berlusconi abbia avuto uno sconto dalla
Chiesa
in quanto ricco e potente.
Il presidente del consiglio dei ministri dovrebbe essere un modello
per
l'intera nazione e invece assistiamo ad una sistematica
denigrazione della
giustizia e delle istituzioni pur di salvarsi dai processi per accuse
gravissime come la corruzione di giudici, divulgando tra la popolazione
non
solo il senso dell'illegalità, ma anche la convinzione che le leggi
siano
lacci per i polli che i furbi sanno evitare. Anche il Papa si sarà
chiesto
come mai un uomo prudente e saggio come il Presidente della Repubblica,
Carlo Azeglio Ciampi, si sia rifiutato di firmare in prima istanza, a
norma
della Costituzione, tutte le leggi qualificanti l'azione di questo
governo,
dichiarate «palesemente incostituzionali».
La vittoria delle elezioni si giocherà sul filo del rasoio perché il
capo
del governo ha voluto e ha fatto approvare una legge elettorale su sua
misura. In subordine, in caso di sconfitta, che gli istituti
demoscopici non
escludono, egli vuole rendere l'Italia ingovernabile, in base al
principio
del «muoia Sansone con tutti i Filistei» (Gdc 16,30). Da vero statista.
Al
Papa non può sfuggire il particolare che il Sig. Berlusconi sia
proprietario
di tre reti tv e disponga delle altre tre pubbliche, avendo così dalla
sua
l'intera flotta mediatica, supportata da giornali di proprietà o
compiacenti
e asserviti mediante il meccanismo perverso della distribuzione delle
quote
pubblicitarie.
In un momento così grave e delicato per l'Italia, molti cattolici
chiedono
al Papa di non prestarsi anche involontariamente a questo gioco che a
molti
appare demagogico, populista e dissacratore, perché appare basato sul
principio machiavelliano, immorale per l'etica cattolica, che il
fine
giustifichi i mezzi. Chiediamo al Papa che «almeno» per opportunità
politica
non riceva il capo di una fazione politica, nel momento in cui la legge
italiana impone una reale par condicio che il capo del governo ha eluso
e
aggirato a piene mani e anche ostentatamente. In subordine chiediamo che
riceva insieme i due capi dei poli opposti e faccia loro una autentica
lezione di comportamento etico anche in campagna elettorale, senza
dimenticare di ricordare i principi fondamentali della «Dottrina sociale
della Chiesa» che ha come fulcro il «bene comune» dell'intera
Nazione.
Desideriamo informare il Papa che molti, moltissimi fedeli sono
impressionati per il silenzio della gerarchia cattolica italiana di
fronte
ad eventi e scelte governative che gridano vendetta al cospetto di Dio,
giacché ritengono e pensano che essere cristiani sia incompatibile con
il
modello di governo che questi cinque anni ci hanno riservato. Una
«contradditio in terminis». Molti di noi non sanno spiegarsi i motivi
per
cui partiti che dicono d'ispirarsi ai principi cristiani abbiano
potuto
essere alleati succubi di questo esorbitante e folcloristico potere che
ha
tenuto in scacco tutte le Istituzioni, a cominciare dalla Suprema Carta
costituzionale di cui è stato fatto scempio pur di saziare gli appetiti
delle singole fazioni che compongono la maggioranza attuale.
I partiti che fanno riferimento ai principi etici del cattolicesimo
hanno
firmato una legge sull'immigrazione che nega i principi
fondamentali della
fede cristiana, per sua natura universale e quindi aperta, con le
necessarie
regole, all'accoglienza di disperati e affamati; i quali bussano
alla porta
dell'occidente opulento che pure legge ogni domenica Mt 25, 31-46,
là dove
il Signore si identifica con gli affamati, gli assetati, i carcerati, i
forestieri. L'ospite che arriva in Vaticano ha appena approvato e
fatta
varare dal parlamento una legge immorale che concede a tutti i
cittadini la
licenza di uccidere e di essere uccisi in nome di una malintesa
sicurezza la
cui custodia è affidata alle pistole di una pericolosa giustizia «fai da
te».
Al Papa chiediamo che non presti il fianco a dividere ancora di più i
cattolici che già sono frammentati in partiti e porzioni di partiti.
Infine,
chiediamo che il Papa preghi per tutti gli Italiani perché possano
scegliere
con scienza e coscienza, lasciandosi guidare non da interessi
particolari,
ma unicamente dal bene comune della loro Nazione, all'interno del
quale si
realizza e si compie anche il bene personale.
Lei stesso nella sua prima enciclica Deus Caritas est citando
Sant'Agostino ha scritto: «Il giusto ordine della società e dello
Stato è
compito centrale della politica. Uno Stato che non fosse retto secondo
giu-stizia si ridurrebbe ad una grande banda di ladri, come disse una
volta
Agostino: «Remota itaque iustitia quid sunt regna nisi magna
latrocinia?»
(De Civitate Dei, IV,4). Alla struttura fondamentale del cristianesimo
appartiene la distinzione tra ciò che è di Cesare e ciò che è di Dio
(cfr Mt
22, 21), cioè la distinzione tra Stato e Chiesa o, come dice il Concilio
Vaticano II, l'autonomia delle realtà temporali (Gaudium et Spes,
36)».
Dio non voglia che il Papa permetta questa commistione diabolica e
preservi la Sede di Pietro da ogni calcolo di interesse e da basse
strategie
di strumentalizzazione partitica e faziosa. E' una questione etica.
E' un
imperativo di decenza.
Con cordialità.
Paolo Farinella, prete - Genova
(seguono altre firme)
____________________________
Notazione di Dario Rossi
Molti amici mi hanno segnalato la difficoltà di acceso al blog.
Il motivo è l'eccessivo traffico. La lettera starà sul blog in
prima
posizione ancora una settimana.
Un blog non è un server, ma è ospitato da un server e il mio amico
Alessandro si è offerto a pubblicarlo sul suo blog.
Chi vuole firmare: LEGGA CON ATTENZIONE LE ISTRUZIONI CHE DI SEGUITO
ILLUSTRO.
Da lunedì la lettera sarà pubblicata anche da ARCOIRIS che ha 50.000
contatti.
Di seguito le istruzioni.
Paolo Farinella, prete
PS Chi non volesse ricevere altri messaggi o volesse essere depennato
dal
mia rubrica, mi segnali l'indirizzo e/o il nome ed io eseguo.
Per chi ha difficoltà a firmare per il troppo traffico o perché non
si
leggono le istruzioni, indico una procedura:
1. Un blog ha un sistema per evitare spammig automatici, per cui chi
vuole
firmare deve fare attenzione e leggere le istruzioni.
2. Allego due nuovi links che aprono la stessa pagina: se non
riuscite
alla prima attendete due minuti e poi riprovate.
3. Una volta entrati nel Blog appare subito il testo della lettera.
4. Andate in fondo dopo la dicitura (seguono altre firme).
5. Cliccare a destra su "Comments" o sulla bustina.
6. Si apre una nuova pagina con a destra un riquadro bianco: SCRIVERE
QUI
IL PROPRIO COGNOME, NOME, PROFESSIONE E CITTA'.
7. Sotto vi sono tre possibilità (Blogger - Altro) e ANONIMO.
Cliccare su
ANONIMO.
8. La pagina cambia faccia: riempire lo spazio vuoto che appare sotto
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9. Cliccare su ACCEDI E PUBBLICA. La firma è apposta.
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