Elezioni: come e perché un’occasione ghiotta sta trasformandosi in un disastro
L’occasione era storica. La nuova legge elettorale aveva costretto le sacche emarginate a rompere la routine nella quale vivacchiavano impantanate nella periferia del nulla, per - e grazie a - i rimborsi elettorali.
Per capitalizzare l’opportunità bisognava però coglierla con uno spirito molto ardito. Ricevuta la patente di corsa si doveva fare davvero i corsari, mettendo in difficoltà le “potenze marittime”, particolarmente quella che ci aveva offerto il mezzo sdoganaggio.
Tutto è partito male e non ha fatto che peggiorare.
Innanzitutto il fatto che ben due cartelli elettorali contrapposti accettassero di concorrere entrambi nella CdL ma in competizione fra loro rendeva il traguardo plausibile (6-7 deputati) un vero e proprio miraggio. Strano poi che quelle due debolezze estremo/destre si rivelassero così inconciliabili da non potersi mettere d’accordo per il conseguimento di un vero e proprio capitale, con il rischio se non la certezza di precluderselo, visto che solo nove mesi prima erano insieme alle regionali! Dobbiamo pensare male di qualcuno? Fate voi.
Poi sono intervenuti i veti prevedibili e previsti. Basti pensare che il copione che abbiamo oggi sotto gli occhi mi era stato prospettato nei minimi particolari oltre quaranta giorni fa da Roberto Salvarani che l’aveva indovinato usando solo ed esclusivamente la testa.
Purtroppo i protagonisti delle commedie, i topi giocati dai gatti, sono sempre gli ultimi a rendersene conto. Sicché Alternativa Sociale, che era accreditata di possibile successo, ha subito un vero e proprio tiro a segno dall’artiglieria del potere.
Di fronte ai veti incrociati tutti i dirigenti dei partitelli della coalizione si sono fatti indietro. Due (Fiore e Tilgher) perché rifiutati, l’altra perché starebbe dimostrando loro solidarietà. Una solidarietà che costerà in soldoni la non elezione a Strasburgo di Fiore e quindi la penalizzazione totale di Forza Nuova.
Fine dei giochi per AS?
Una lista senza nomi di grido potrebbe anche competere, ma non di certo se parte con toni almirantiani evocando “maggioranze silenziose” e richiamandosi “a destra della destra” come sembra avere scelto Roberto. Se AS segue con questa linea probabilmente non raggiungerà nemmeno la percentuale minima per ottenere il rimborso elettorale perché oltre a perdere per strada buona parte dell’elettorato più focoso non si vede come e perché dovrebbe recuperare da AN o da FI degli elettori. Questo non può avvenire di certo entrando in dialettica perbenista ma solo se si è particolarmente scioccanti e “politicamente scorretti”, (da non confondersi con bacchettoni per piacere), e può accadere meno ancora se si ha un concorrente come la Fiamma perché in due non si appare seri. La Fiamma poi, finora silenziosa, è data davvero male da tutti i sondaggi, al punto che si presume che da un risultato devastante e umiliante possa cavarsela solo con un patto solido con la CdL.
Alla fine della fiera, oggi, le prospettive sembrano queste: deputati, per ambo i cartelli, zero; rimborso elettorale molto ma molto improbabile.
In altre parole anziché dar vita alle forze corsare si rischia di naufragare a pochi metri dalla riva e ciò con una perdita di credibilità e d’immagine davvero devastante.
C’è tempo per cambiare? Sì, qualche ora. Ma ci sono la consapevolezza, lo spirito, la mentalità? E poi quanti “piloti” non sono davvero omologati e arruolati altrove? Difficile rispondere.
Io aggiungo che fino a qualche giorno fa era possibile sperare che le basi più attive e vivaci dei cartelli potessero sopperire ai vertici inducendoli, con un pressing organizzato e spregiudicato, a comportarsi da corsari. Ma così come appaiono oggi le cose anche questa ipotesi sembra tramontata perché le zattere dalle quali si dovrebbe partire all’arrembaggio sono letteralmente sfondate e chi le ha fra le mani sembra non accorgersene.
Era un’occasione storica; se verrà persa, come oramai sono convinto che avvenga, tra qualche mese a “destra della destra” si costituirà un ectoplasma di moderati e presentabili e persino i partitelli di oggi, Forza Nuova in primis ma forse la stessa Fiamma, rischieranno di soccombere anche finanziariamente.
Restano poche ore: se una mutazione antropologica, semantica e morfologica sembrano impensabili – ma nulla è impossibile a chi vuole - non sarebbe meglio rinunciare a concorrere al suicidio?
G.A.
da noreporter 18/02/2006 ore 11.30




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