L’Ue stravolge e approva la direttiva Bolkestein tanto voluta dalla commissione guidata da Romano Prodi e più volte criticata dalla Lega Nord. “Uno schiaffo all’ex presidente Ue” afferma l’eurodeputato del Carroccio Mario Borghezio. La direttiva sulla liberalizzazione dei servizi commerciali nei 24 paesi dell’Ue ha subito un fortissimo ridimensionamento, tanto da essere snaturata nella sua parte fondamentale. I deputati, cambiando il testo originario, hanno stabilito che le leggi alle quali il prestatore dei servizi dovrà sottostare sono quelle del paese dove opera e non dello stato di origine dell’azienda, come prevedeva il testo proposto dall’ex commissario Frits Bolkestein.
Nell’idea avanzata dall’ex commissione, allora presieduta da Prodi, un operatore di un Paese in cui vigono leggi meno restrittive rispetto alle nostre, avrebbe potuto operare liberamente lavorare sfruttando le proprie leggi e non quelle dello Stato “ospite”.
Quella passata, secondo Giacomo Stucchi, presidente della Commissione Politiche Ue della Camera, “è una legge depotenziata che perde molte parti preoccupanti come il “principio del Paese d’origine”.
“In questo caso – afferma ancora Stucchi – un elettricista che viene ad esempio dalla Polonia, dovrà sottostare alle regole di sicurezza vigenti nel nostro Paese e non a quelle della Polonia, come previsto nella bozza iniziale. In più le aziende che hanno intenzione di operare in altri Stati dovranno avere una sede fisica nel Paese “ospitante”.
“Le nostre preoccupazioni per una norma pericolosa, quindi diminuiscono, anche se ora la Corte di Giustizia Europea – afferma ancora l’esponente del Carroccio - può intervenire per “salvare” la direttiva, ma credo che dopo la battuta di arresto ricevuta, difficilmente i Palazzi europei avranno il coraggio di tornare indietro. Diciamo che dalla posizione cui siamo arrivati non ci si muove”.
Secondo l’eurodeputato del Carroccio, Mario Borghezio, la votazione rappresenta “un sonoro schiaffo a Romano Prodi” che da presidente dell’esecutivo europeo aveva prodotto la “devastante direttiva Bolkestein”. Il testo votato a Strasburgo, per Borghezio pur essendo “un pasticciaccio brutto” grazie all’accordo Ppe-Pse, smentisce l’operato di Prodi nel 2004. “La Lega Nord, comunque - ricorda Borghezio - ha mantenuto la sua posizione contraria, in quanto le correzioni apportate non eliminano il pericolo di un “diritto europeo” che, a colpi di sentenze della Corte di Giustizia, potrà far prevalere ed annullare le normative nazionali e locali”.
(16 FEBBRAIO 2006)




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