Risultati da 1 a 2 di 2
  1. #1
    email non funzionante
    Data Registrazione
    01 Sep 2009
    Messaggi
    1,032
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    22 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Question [Tobin tax] Ho letto questo articolo

    Una Tobin tax? No grazie, meglio tassare i debiti a breve - Il Sole 24 ORE

    Torna in voga l'idea di imporre una tassa sulle transazioni finanziarie, nota come «Tobin tax» dal nome dell'economista che per primo la propose. Politicamente ha molto appeal, perché viene incontro alle richieste di penalizzare le banche per la crisi che hanno originato, soddisfa l'esigenza politica di fare qualcosa per evitare una nuova crisi e, in un momento di bilanci pubblici in difficoltà, offre un modo facile per incrementare le entrate senza aumentare le tasse sul reddito. Anche l'Unione europea ha esortato il Fondo monetario internazionale a prendere in considerazione l'introduzione di una tassa di questo tipo.

    Nonostante lo sponsor di peso, la Tobin tax presenta molti punti deboli. Innanzitutto, è difficile da mettere in pratica. Se verrà applicata solo alla compravendita di azioni e obbligazioni, otterrà l'effetto di spostare gran parte degli scambi sul mercato dei contratti futures e delle opzioni. Se verrà estesa a tutti i derivati trattati sui mercati ufficiali, favorirà quei contratti non scambiati o nuovi contratti creati appositamente per evitare la tassa. In secondo luogo, se non verrà applicata in modo omogeneo in tutto il pianeta, otterrà l'effetto di dirottare gli scambi sulle piazze offshore: vogliamo veramente che tutte le contrattazioni si trasferiscano alle Bermude? Infine, la teoria secondo cui una tassa del genere eviterebbe una nuova crisi è tutta da dimostrare.

    Secondo i suoi sostenitori, lo scopo della misura è quello di scoraggiare il comportamento "speculativo", riducendo la volatilità dei prezzi delle attività. Purtroppo, non c'è nessuna prova che una Tobin tax produca questo effetto. L'idea di una tassa per contrastare un comportamento indesiderabile è valida. Ma se vogliamo prevenire una ripetizione del 2008, dobbiamo concentrarci su quanto ha maggiormente contribuito a scatenare la crisi. Non è stato l'eccesso di scambi a originare il disastro, ma l'eccesso di rischio. Quello che ha trasformato le perdite relativamente contenute sui mutui subprime in una crisi è stato l'enorme indebitamento degli intermediari finanziari, un indebitamento per lo più a breve termine.

    Come sostengono Gary Gorton e Andrew Metrick in un recente saggio, a far precipitare la crisi sono stati i prestiti pronti contro termine. Quando le perdite dei mutui subprime si sono estese agli intermediari finanziari, i prestatori a breve, temendo la bancarotta, hanno rifiutato di rinnovare il prestito. Questo progressivo prosciugarsi dei fondi ha costretto gli intermediari a vendere più attività, facendo scendere ulteriormente i prezzi. Una situazione simile a quella del tradizionale assalto agli sportelli, tranne che a dare il via in questo caso sono stati i prestatori a breve. Prevedendo questo rischio, perché gli intermediari finanziari hanno scelto di indebitarsi a breve a tal punto? Perché così facendo riuscivano a prendere in prestito più soldi e a condizioni più convenienti, incrementando i profitti.

    I prestatori a breve, nel frattempo, erano sicuri che sarebbero riusciti a tirarsi fuori per tempo dalle società in difficoltà. Ma questa opzione era possibile per ogni creditore singolarmente, non per tutti insieme. Quando tutti i prestatori a breve hanno cercato di tirarsi fuori, non solo non sono riusciti a farlo, ma hanno fatto precipitare la crisi. In altre parole, c'è un eccesso di incentivi all'indebitamento a breve, rispetto al livello ottimale da un punto di vista sociale.
    È la tipica situazione in cui una tassa può risolvere il problema. Tassando il ricorso al debito a breve termine (con scadenza inferiore a un anno), scoraggeremmo l'eccessivo ricorso all'indebitamento eccessivo a breve, prevenendo un'altra crisi. Ma se il debito a breve è tanto pericoloso, perché non ci siamo accorti prima dei suoi effetti nocivi? Quando l'inflazione era alta e volatile, questo debito era costoso e rischioso al tempo stesso, perché comportava un rischio enorme di rifinanziamento. Gli ultimi trent'anni di inflazione bassa e stabile hanno fatto venir meno questi costi. La politica di tassi d'interesse bassi portata avanti dalla Fed ha creato incentivi enormi a prestare a breve termine. La forte concorrenza e i sistemi di retribuzione che ricompensavano generosamente i risultati positivi hanno fatto il resto, rendendo estremamente allettante prestare denaro a breve termine, con conseguenze importanti sul sistema.

    Qualcuno sostiene che il modo migliore per risolvere il problema sia eliminare la deducibilità fiscale del debito. Il vero problema tuttavia non è il debito in generale, ma quello a breve. In un contesto di tassi d'interesse prossimi allo zero, l'eliminazione della deducibilità fiscale produrrebbe l'incentivo perverso di favorire il debito a breve rispetto a quello a lunga.
    Una soluzione migliore è una tassa sul debito a breve termine, in particolare quello delle società finanziarie. Una tassa dell'1% sull'esposizione in circolazione frutterebbe ogni anno 21,5 miliardi di dollari (14,6 miliardi di euro) solo fra i nove maggiori istituti di credito globali. Non basterà a risolvere i nostri problemi di bilancio, ma sarà sufficiente per finanziare, ad esempio, l'incremento delle truppe in Afghanistan. E soprattutto potrebbe servire a stabilizzare il nostro sistema finanziario e prevenire una nuova crisi.



    Domande ai lettori del forum:
    1) Siete d'accordo con le obiezioni avanzate alla tassa?
    2) Se no, quali altre obiezioni avanzereste?
    3) Siete d'accordo con l'alternativa proposta?
    4) Se no, quale altra alternativa proporreste?
    Al ballottaggio vota: MANFR-BRUNIK 5:

  2. #2
    Moderatore
    Data Registrazione
    05 Apr 2009
    Località
    Portovenere e La Spezia
    Messaggi
    61,254
     Likes dati
    11,727
     Like avuti
    7,657
    Mentioned
    348 Post(s)
    Tagged
    7 Thread(s)

    Predefinito Rif: [Tobin tax] Ho letto questo articolo

    Citazione Originariamente Scritto da jack Visualizza Messaggio
    non sono del campo, ma lo leggerò con calma.

    ritengo però che bisogna favorire l'economia reale, gli industriali che creano lavoro, i grandi che hanno costruito le nazioni, non sti buffoni della finanza.

    è pauroso quanto viene tassato il poveraccio e quanto poco i grande capitale transnazionale.

    i paradisi fiscali vanno combattuti.

    grazie OCCIDENTE, grazie anglo-americani, grazie Israele, grazie ucraini.



    la libertà avanza ...........

 

 

Discussioni Simili

  1. Risposte: 50
    Ultimo Messaggio: 04-04-12, 09:32
  2. Avevate giá letto questo articolo di Lino Iannuzzi?
    Di zazoblepa nel forum Liberalismo e Libertarismo
    Risposte: 5
    Ultimo Messaggio: 05-02-08, 23:30
  3. Chi ha letto questo articolo di Cristina Carpinelli?
    Di are(a)zione nel forum Sinistra Italiana
    Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 07-08-07, 20:51
  4. Risposte: 8
    Ultimo Messaggio: 27-04-07, 09:06
  5. Avete letto questo articolo di U. Eco sugli embrioni?
    Di Scientist nel forum Centrosinistra Italiano
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 15-06-06, 18:31

Tag per Questa Discussione

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito