L’albero dalle fronde verdi e frutti maturi comincia a illuminarsi, poi mano a mano dalla cima ai rami laterali, a danzare, muoversi, agitarsi, mutare colori.È questa una delle opere ludiche che compongono uno dei due volti di Piero Gilardi, esposte in questa magistrale, interessante personale, dovuta alla cure di Angela Vettese che ha investigato a fondo l'opera di questo artista complesso, talora sottovalutato proprio per l'apparente gradevolezza di taluni suoi lavori.

E' invece proprio lo speciale rapporto con la natura, ecologia, le interdipendenze che regolano l'habitat umano che rendono il suo lavoro così unico, fin dai primi Anni '60 con «tappeti-natura», bassorilievi in poliuretano espanso che rinviano frutti, fiori, pannocchie, sassi, a indicare lo sviluppo tecnologico «snaturasse» la natura. Ne compaiono parecchi in mostra di questi «tappeti», via via aggiornati, sempre più intricati; recente è l'installazione di 10 tondi tappeti-natura ricoperti di neve. Dapprima attento alla Pop Art, Gilardiha partecipato all'Arte Povera, sempre appartato, con le dovute distanze.

Tuttavia la prima opera presentata è significativa: reca la data del 1964 e ha titolo Igloo, forse a indicare priorità di idee e ideologie su altri protagonisti del movimento, Merz compreso. Per ammirare l'Igloo è d'obbligo osservare attraverso un apparecchio e soffiare, in singolare coinvolgimento dell' osservatore. In alto, appare una vasta nuvola che si muove e muta tonalità.

E' questa in parte la seconda faccia del lavoro di Gilardi, artista impegnato in azioni colletive, sociali, dal teatro di strada ai lavori in ospedali psichiatrici, in periferie urbane pure dei paesi più lontani e bisognosi, all'indagine sulle relazioniumane con metodi interattivi: espedienti elettronici che consentono speciali relazioni fra l'osservatore, mentre l'opera si trasforma in luogo dove ciascuno può instaurare relazioni con gli altri. Gilardi è stimolato dei rapporti fra individui, dal connetterli in sensazioni, sentimenti, come accade con la duplice poltrona dove le persone sedute possono trasmettersi sensazioni, fin colori.

Tutto ciò trova lo sbocco più giusto nei progetti qui esposti del «Parco d'arte vivente» che Gilardi promuove a Torino fra allegria, natura finta e vera, tecnologie avanzate. Promette di essere un luogo fantasioso, stimolante, dove piccini e grandi possano trascorrere ore incantate. Prezioso il catalogo (ed. Silvana) con testi e interviste a Gilardi di Angela Vettese.

Piero Gilardi
Modena, Palazzo dei Giardini
Orari: mer. gio. ve. 10,30-13, 16-20. sab., dome: 10,30-19; Chiusura lunedì e martedì
Fino al 16 luglio