Il leader dell'Udeur assicura «Non ha bisogno di essere sdoganato» «Da Fausto svolta epocale, guidi la Camera» Mastella soddisfatto della scelta di Bertinotti di non candidare Ferrando «Ora può assumere qualsiasi ruolo» STRUMENTIVERSIONE STAMPABILEI PIU' LETTIINVIA QUESTO ARTICOLO
ROMA - Il Fausto Bertinotti che non ricandida Marco Ferrando e non partecipa alla manifestazione per la Palestina piace - e molto - a Clemente Mastella. Il leader dell’Udeur è convinto che quella del segretario di Rifondazione sia «una svolta epocale» e per questa ragione - in via teorica, naturalmente, perché ufficialmente il gioco delle poltrone istituzionali non s’ha ancora da fare - dice di non vedere ostacolo alcuno all’ipotesi di Bertinotti presidente della Camera.
COMPLIMENTI - Allora, onorevole Mastella, un moderato come lei che dice di apprezzare il leader d i Rifondazione comunista. Un’anomalia...
«No, perché Bertinotti ha compiuto delle scelte positive e ha capito che può farsi portatore degli interessi del suo mondo all’interno delle istituzioni».
Ma a che è dovuta , secondo lei, questa svolta "bertinottiana"?
«Non nasce, come qualcuno vuol far credere, da una sorta di atteggiamento senile di chi pensa ormai solo alla presidenza della Camera. Né l’atteggiamento di Bertinotti è quello caricaturale del radical chic che piace ai salotti».
Niente di tutto ciò , lei dice, e che cosa muove quindi il leader di Rifondazione comunista a non ricandidare Marco Ferrando o a disertare la manifestazione di Ro ma per la P alestina?
«La verità è che quella di Bertinotti è una vera e propria scelta politico-strategica che non nasce oggi ma che ha origine dall’ultimo congresso del Prc, quello di Venezia, per intendersi. Lì il leader di Rifondazione ha preso le distanze dai movimenti violenti, lì ha capito che doveva portare il suo partito nelle istituzioni. E che quella sia stata una svolta epocale lo dimostra il fatto che quelle assise non sono state facili per Bertinotti, tant’è vero che la minoranza ha preso notevoli consensi».
Par di capire, onorevole Mastella, che questa svolta non la stupisca più di tanto.
«No, perché ho visto le diverse tappe dell’evoluzione del leader di Rifondazione. Bertinotti è un po’ come quegli scrittori che di libro in libro fanno dei progressi, fino a quando non arrivano alla loro opera migliore. Ecco, oggi il segretario del Prc si trova in queste condizioni».
Dica la verità, Mastella, a lei non dispiace neanche il fatto che Bertinotti non a bbia insistito più di tanto sui Pacs al contrario di Emma Bonino e della Rosa nel pugno.
«Dirò la verità: anche quell’atteggiamento di Bertinotti su una materia così delicata come i Pacs in realtà non mi ha stupito. Rifondazione è un partito che ha una sua corposità e che, quindi, ha diversi strati di elettori. Una parte della componente giovanile dell’elettorato del Prc è legata al mondo cattolico, e Bertinotti, che è un leader attento e abile, non può non tenerne conto».
Sarà. Comunque , onorevole Mastella, fino all’anno scorso Rifondazione comunista avrebbe partecipato alla manifestazione per la Palestina. Ieri, invece, c’erano solo i verdi e il Pdci.
«Ovvio: quelli sono partiti più piccoli (e lo dico senza supponenza perché io mi trovo nelle stesse condizioni) che hanno l’assillo di raggiungere in tutti i modi il 2 per cento e quindi sono costretti a inseguire qualsiasi cosa. Bertinotti, invece, può compiere le sue scelte politiche senza quest’affanno».
Mastella, ma se anche lei "sdogana" Bertinotti signfica che non vi è nessuna pregiudiziale contro l’ipotesi che il leader del Prc divenga il presidente della Camera.
«Ci mancherebbe solo che qualcuno ponesse dei veti! Ma, se Berlusconi accetta spesso di dialogare con Bertinotti, come possono i suoi alleati avere dei pregiudizi? Bertinotti può assumere qualsiasi ruolo, non ha bisogno di essere sdoganato».
Mastella, è lei a sorp rendere: tutti questi elogi a Bertinotti... «Sono sinceri: a Fausto darei anche un bel dieci e lode se non fosse che non ha tolto anche Caruso dalle liste...».
Maria Teresa Mieli
19 febbraio 2006
I media di regime, per anni, hanno strillato in prima pagina le differenze che il buon Mastella esprimeva nei confronti di Bertinotti. Oggi invece, l'Uomo di ceppaloni, ha esaltato la stima per la scelta di Bertinotti di non candidare Ferrando.
Ne avete avuto contezza attraverso i media di regime?
Un attacco al fegato, bananas!!![]()




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