OMNIA SUNT COMMUNIA
Notiziario del Campo Antimperialista .9 febbraio 2006 ...
http://www.antiimperialista.org
Roma: volantino distribuito alla manifestazione del 18 febbraio sul caso Ferrandohttp://www.antiimperialista.org/index.php?option=com_content&task=view&id=4183&Ite mid=68
Austria: antimperialisti e comunità islamiche manifestano assieme:http://www.antiimperialista.org/index.php?option=com_content&task=view&id=4184&Ite mid=82
Venezuela: Primo rapporto della nostra delegazione
http://www.antiimperialista.org/inde...4180&Itemid=68
India: manifestazione di massa per il Nepal
http://www.antiimperialista.org/index.php?option=com_content&task=view&id=4169&Ite mid=55
Norvegia: il governo boccia la Lista Nera euro-americana
http://www.antiimperialista.org/index.php?option=com_content&task=view&id=4076&Ite mid=55
NOI VOTIAMO IL 18 MARZO!
Nel terzo anniversario dell’aggressione all’IRAQ, i movimenti contro la guerra hanno indetto per il 18/3 una giornata mondiale diprotesta. IMPEGNAMOCI TUTTI affinche’ la manifestazione di ROMA sia GRANDE, unitaria e combattiva. Gli antimperialisti si fermeranno a P.zza Venezia coi COMITATI IRAQ LIBEROdove prendera’la parola Jabbar al-Kubaysi,esponente della RESISTENZA IRACHENA, scarcerato dopo un anno di prigionia a Bagdad.
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Questo Notiziario contiene:
1. OGGI COME IERI: VIVA MENELIK!
SOLIDARIETA’ CON I MANIFESTANTI LIBICI
2. QUATTRO IMBECILLI A CHI?
annessi e connessi riguardo alla manifestazione del 18 febbraio.
3. L’AVVOCATO TAORMINA C’E’ O CI FA?
4. PERUGIA CONTESTA BERLUSCONI
5. VENEZUELA: UN MILIONE DI Ak-47
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1. OGGI COME IERI: VIVA MENELIK!
SOLIDARIETA’ CON I MANIFESTANTI LIBICI
Come purtroppo pochi ricordano le avvenure imperialistiche italiane iniziarono a spese dei popoli etiopici guidati dal Re dei Re Menelik. L’impresa coloniale venne decisa dal Governo Crispi, da un governo di “sinistra”, e culmino’ nella umiliante disfatta di Dua del 1 marzo del 1896. Due anni prima lo stesso governo aveva represso nel sangue la rivolta proletaria dei fasci sicialiani e messo fuori legge il neonato Partito socialista. Le cronache del tempo riportano che durante il conflitto, sui muri di tante citta’ italiane, comparvero scritte quali VIVA MENELIK! Erano, a farle, i militanti socialisti e anarchici i quali, contrariamente ai “compagni” politicamente corretti di oggi, non esitarono a schierarsi col nemico della patria, coi selvaggi retrogadi che rifiutavano l’italica e democratica civilizzazione. Tocco’ poi alla Libia, che in due occasioni si oppose eroicamente alle sanguionose invasioni italiane.
Il ricordo di quelle tragedie, ne sa qualcosa chi e’ stato in Libia, e’ ancora vivo nella memoria popolare. Questo in parte spiega il carattere antitaliano della rivolta in corso, duramente repressa dal regime di Gheddafi —che oramai agisce per conto di una camarilla compradora e corrotta. La rivolta si va estendendo e assume caratteri antigovernativi, ma la sua scintilla è stata la famosa maglietta antislamica del dimissionario e provocatore Ministro Calderoli. Di qui l’assalto al Consolato italiano nella regione di Bengasi, che tutti i partiti italianisti (nel clima ravanchista che la vicenda foibe incarna) condannano ed esecrano. Ci sia consentito affermare che questa rivolta, oltreche’ legittima, e’ giusta. Finche’ agli occhi dei popoli oppressi mondo l’Italia verra’ rappresentata da impostori razzisti come il padano Calderoli, noi siamo in diritto di sentirci antitaliani, ovvero libici, palestinesi, iracheni, venezuelani. Oggi come ieri: VIVA MENELIK!
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2. QUATTRO IMBECILLI A CHI?
Annessi e connessi riguardo alla manifestazione del 18 febbraio
"Un merito del governo Berlusconi e' stato di 'migliorare i rapporti con Israele e noi continueremo su questa linea'. Lo afferma Rutelli. Questo miglioramento e' stato 'una delle poche cose positive' fatte dal governo Berlusconi, ha detto il presidente della Margherita dopo un incontro a Gerusalemme con il premier ad interim israeliano Olmert. E' emersa 'una identita' di vedute sui punti strategici', ha indicato Rutelli. Olmert ha assicurato che Israele 'non si fara' ingannare da Hamas'. "[1] ANSA, 13/02/2006 12.44.00.
Queste affermazioni spazzano via ogni dubbio su quella che sara’ la politica estera del centro-sinistra ove andasse al governo. E’ inoltre emblematico che siano state fatte in Israele. Una volta chi si candidava alla guida dell’Italia doveva prima genuflettersi alla Casa Bianca, ora e’ necessario che faccia una visita di cortesia a Tel Aviv. E’ in questa cornice che si spiega la lapidazione e la trombatura di Marco Ferrando da parte dell’inFausto e il putiferio scatenato su una modesta manifestazione romana per la Palestina. Sono bastati pochi slogan e l’atto simbolico di bruciare le bandiere di due stati-canaglia, per spingere alcuni tra gli stessi promotori a dissociarsi e ad esprimere la loro accorata esecrazione. Diliberto ha addirittura convocato in fretta e furia una conferenza stampa per dire che lui non ha visto ne’ sentito niente e comunque ha bollato gli antimperialisti in questione come –quattro imbecilli... provocatori-. Senti chi parla! Parla il segretario di un partito che mentre porge patetiche scuse alla grande armata sionista-americanista della propaganda; mentre fa il mea culpa per uno slogan su Nassirya e due bandiere bruciate; non ha nai voluto fare abiura per essere stato in un governo (D’Alema) il quale, stracciando la Costituzione, trascino’ l’Italia nella piu’ sporca delle guerre, quella alla Iugoslavia. Lo spettacolo e’ patetico ma esprime bene la metamorfosi dell’Occidente dopo l’11 settembre. Stiamo scivolando a piccoli passi in un nuovo totalitarismo imperialistico. Vengono giorno dopo giorno sbriciolate le convenzioni costituzionali e lo stato di diritto. Si spostano surrettiziamente i paletti e i confini di ciò che viene ritenuto lecito, ammissibile, legale. I tradizionali paradigmi ideologici sono stati messi in soffitta e rimpiazzati dai nuovi made in USA, e chiunque li contesti viene considerato fuori dal perimetro del sistema. Quali sono questi nuovi dogmi su cui si fonda la religione civile imperialistica?
- Israele non si tocca e compie grave sacrilegio chi non senta come una colpa ontologica le pene, da chiunque inflitte, al popolo ebraico; - Gli Stati Uniti sono la democrazia più bella del mondo, tutti saremmo tenuti a difenderne la supremazia mondiale e il loro diritto ad esportarla manu militari; -Ogni Resistenza armata all’espansionismo imperiale americano e sionista sarebbe terrorismo.
Questo slittamento, lento ma inesorabile, prima di diventare effettuale sul piano politico e giuridico, ha una sua incubazione simbolica. Pigliamo il caso eblematico di Ferrando. Quelli che pensano che la campagna di stampa della grande armata sionista-americanista della propaganda si sia posta solo l’obbiettivo di forzare Rifondazione a cancellarlo dalla liste (allo scopo di avere solo dei deputati-signor-si), si sbagliano. In verità l’armata ha un obbiettivo piu’ ambizioso. Si tratta di una colossale operazione di rimozione ideologica: cancellare dal senso comune l’idea che Israele e USA siano due tumori maligni che minacciano l’umanita’. E’ un’offensiva capillare, sistematica, che non conosce tregua. Davanti a questa avanzata globale, se gli iracheni e i palestinesi possono ricorrere alla critica delle armi, qui in Occidente diventa fattore di raccapriccio ricorrere alle solw armi della critica, ove la critica, in assenza di strumenti adeguati di comunicazione (tutti in mano al potere) non puo’ appunto che esprimersi per gesti simbolici, come bruciare delle bandiere o urlare che dieci cento Nassyria. Ecco cosa si vuole illegalizzare: non tanto bruciare bandiere ma la solidarieta’ con le Resistenze.
Per questo le frasi sui –quattro imbecilli- sono pezze d’appoggio all’illegalizzazione dell’antimperialismo iche e’, tra le varie forme di antagonismo, quella che il sistema oggi meno digerisce. Come sono di obiettivo fiancheggiamento le penose dichiarazioni di Caruso, che da disobbediente pare diventato il Pierino delle barzellette. E dispiace pure che lo stesso Ferrando, quando il seggio blindato in Parlamento a fianco di Prodi, D’Alema e compagnia era un miraggio, non ha saputo tenere duro e, a domanda (Mentana a Matrix), --ma lei che pensa della Resistenza irachena?--, non ha avuto il coraggio di affermare di sostenerla, limitandosi a dire che essa e’ legittima (bella scoperta!). Ha fatto di peggio. Dopo un servizio su Moqtada al-Sadr, confondendocolpevolmente le milizie al Mahdi con quelle governative Badr, ha farfugliato le solite frasette di circostanza contro l’integralismo e il terrorismo, per poi dire che a Nassiryia c’e’ stato un orrendo massacro, lasciando intendere che la stessa legittimita’ della Resistenza e’ una variabile dipendente —da calibrare evidentemente sulla scala dell’ipocrisia imperialista, che mentre giustifica come atti di guerra i bombardamenti a tappeto sulle città insorte come Falluja, bolla come terrorista ogni azione resistente di contrattacco. Ci chiediamo: ma una spina dorsale coloro che si ritengono comunisti ce l’hanno ancora?
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3. L’AVVOCATO TAORMINA C’E’ O CI FA?
ANSA (POL) - 19/02/2006 - 20.42.00 - ISLAM: TAORMINA, LEGAMI SINISTRA-TERRORISTI SONO DIMOSTRATI
''La risposta dei Ds non mi meraviglia, perche' la collusione con i terroristi islamici e' dimostrata non soltanto da quello che e' avvenuto nelle vie di Roma nella giornata di ieri, ma da una storia vecchia''. E' quanto afferma Carlo Taormina (Fi). ''Una storia - rileva - che parte dagli accordi con i terroristi iracheni per speculare sui sequestri che sono serviti solo a finanziare la delinquenza integralista di quel Paese, dalla solidarieta' manifestata ai magistrati che hanno sbeffeggiato un governo impegnato a prevenire il terrorismo assolvendo criminali integralisti di prima risma, al fiancheggiamento di formazioni come il Campo Antimperialista, notoriamente facente capo a Moreno Pasquinelli che era sistematicamente in contatto con Al Kubaisi durante i sequestri delle due Simone e di Giuliana Sgrena''. (ANSA). FLB 19-FEB-06 209 NNN
Alcuni mesi fa Taorimina si presentava alla Procura di Roma difendendo un losco personaggio di nome Preite. Preite soteneva di avere su supporto informatico la prova di telefonate tra gli antimperialisti italiani, in particolare di Moreno Pasquinelli, ai rapitori di Giuliana Sgrena. Secondo il sicofante l’ordine partito dall’Italia era non solo di rapire ma uccidere la Sgrena, poiche’ ella era a conoscenza che lo stesso rapimento dei quattro mercenari italiani dell’aprile 2004 era partito dal Campo Antimperialista. Non ‘ un film, e’ la pura verita’. Contro questo provocatore (I cui mandanti si debbono immaginare) fu subito presentata querela per calunnia. Della cosa si stanno effettivamente occupando i magistrati romani. Adesso lo stesso Taormina dovra’ rispondere in tribunale delle sue suqinternate e gravissime accuse. Il tempo di redigere l’ennesima querela.
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4. PERUGIA CONTESTA BERLUSCONI
Venerdi scorso, al Palasport di Perugia, Berlusconi ha dato avvio alla sua campagna elettorale in Umbria. Diverse decine di giovani, antimperialisti e antagonisti, hanno svolto proprio all’ingresso un presidio di protesta esponendo due striscioni; Via Berlusconi e No alla guerra, ritirare le truppe dall’Iraq. Il minimo che si potesse fare, pur in un clima difficile come l’attuale e malgrado l’assenza totale della cosiddetta –sinistra radicale-, per far sentire la voce di chi non perdona al primo Ministro la sua scelta di inviare truppe in Iraq, la sua sfrontata arroganza reazionaria, e non per questo vuole stare al carro del centro-sinistra.
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5. VENEZUELA: UN MILIONE DI Ak-47
Nello scoso Notiziario avemmo modo di sottolineare la straordinaria importanza dell’appello rivolto da Ugo Chavez al Forum sociale mondiale, ai movimenti contro la guerra e agli stati che si oppongono alla tirannia gringa, quello a costituire un «FRONTE ANTIMPERIALISTA INTERNAZIONALE» allo scopo «di battere gli americani e di fare in modo che questo secolo sia il secolo in cui l’impero americano sara’ seppellito». Pochi giorni dopo Chavez, dicendosi certo che gli USA stanno preparando un altro colpo di Stato e, contestualmente, un’invasione del paese, ha dichiarato che cento mila Kalashnikov non bastano, che ne occorrono un milione almeno. La rivoluzione bolivariana si prepara a difendersi, nella prospettiva di costruire quanto prima un vero esercito popolare, sull’onda degli insegnamenti che giungono dall’Iraq. Queste dichiarazioni fanno seguito alla scoperta che i nordamericani stanno tentando in ogni modo di inflitrarsi in Venezuela, di organizzare una logistica e gruppi di cospiratori in vista di una prova di forza. Alcuni cittadini statunitensi sono gia’ stati espulsi con l’accusa di svolgere attivita’ ostili e illegali. Chi pensa che le acccuse di Chavez siano solo propaganda si sbaglia. Indiscrezioni su piani nordamericani di attacco sono trapelate negli stessi media USA.
TUTTO E' DI TUTTI




9 febbraio 2006 ...
9 NNN
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