I tagli previsti nella Finanziaria 2006 per il Parlamento, Regioni ed Enti locali
Una scelta da approvare senza riserve
L'imminente scadenza elettorale nazionale e l'approvazione della nuova legge proporzionale hanno richiamato l'attenzione della stampa e dell'opinione pubblica sulle regole del sistema politico: un quadro che comprende il Parlamento, le Regioni, gli Enti locali e che è fonte di una serie di costi crescenti.
La legge Finanziaria 2006 aveva, pertanto, approvato una serie di norme legislative finalizzate alla riduzione nei bilanci delle specifiche voci di spesa e aveva fissato per i membri del Parlamento, le cui indennità sono definite dalla legge del 31 ottobre 1965 n. 1261, una decurtazione del 10%. Tale riduzione va applicata anche ai membri del Parlamento europeo eletti in Italia ed estesa, inoltre, nei confronti dei Sottosegretari di Stato.
L'Ufficio di presidenza della Camera dei deputati ha deliberato nei giorni scorsi l'applicazione di tali norme, riducendo del 10% l'indennità dei parlamentari, compresi gli assegni vitalizi corrisposti gli ex deputati.
Una decisione che va oltre il semplice adempimento legislativo, ma vuole rappresentare l'avvio di una concreta inversione di tendenza. La notizia è stata, infatti, accompagnata da una nota che dice" Con la delibera adottata la Camera ha recepito gli indirizzi contenuti nella Legge Finanziaria in materia di mantenimento dei costi della politica, nella consapevolezza delle difficoltà economiche attraversate in questo momento dal Paese."
La stessa materia era stata affrontata ai primi di gennaio dal Senato che, però, aveva deciso di limitare l'applicazione al taglio della sola indennità dei senatori, senza toccare i vitalizi, avendo ritenuto che le norme della Finanziaria riguardassero soltanto i senatori in carica.
Per la riduzione delle indennità degli amministratori regionali e degli enti locali e per il contenimento dei costi dei relativi organismi la legge Finanziaria 2006 aveva, invece, stabilito due possibilità d'intervento: uno obbligatorio ed un altro facoltativo.
La prima misura riduce del 10% le indennità di funzione di sindaci, presidenti di Provincia e di Regione, presidenti di Comunità montane, consigli circoscrizionali, comunali, provinciali e regionali e dei componenti degli organi esecutivi e degli uffici di presidenza di detti enti.
L'importo complessivo annuo per le indennità di funzione è sostanzialmente fisso, in quanto la determinazione dell'importo è calcolata in base ai parametri rigidi stabiliti dal dlgs n.267 del 2000. Il fondo, definito con precisione e inserito nel bilancio di previsione, viene pertanto nel suo complesso ridotto del 10%. La riduzione degli emolumenti può avvenire, in quanto atto applicativo della disposizione legislativa, senza particolari formalità, per cui basta la semplice determinazione del responsabile di servizio.
Stesso taglio subiscono le indennità e i gettoni di presenza dei consiglieri degli stessi enti, ma l'onere complessivo per questa voce non è fisso, ma variabile in funzione del carico di lavoro dei consigli e delle commissioni.
La riduzione obbligatoria può accompagnarsi ad una decisione dalle giunte e dei consigli di diminuire le indennità di funzione e dei gettoni di presenza, sia ad una scelta di contenimento dei costi degli uffici di staff, per come espressamente previsto al comma 201 della legge. Questa seconda possibilità potrà essere estesa ad altri profili, come la diminuzione dei budget per le commissioni e i gruppi consiliari, i cui costi negli ultimi tempi sono cresciuti a dismisura.
Non sappiamo quale sarà l'entità dei risparmi che questi provvedimenti produrranno, ma sicuramente il loro inserimento nella legge finanziaria risponde ad una logica che deve essere approvata sul piano politico senza alcuna riserva.
Questa linea assume una particolare rilevanza, specie nel momento in cui il rapporto di alcune forze politiche con le organizzazioni che operano nella cooperazione e nel sindacato e che sono loro vicine, si è sostanzialmente modificato, contribuendo a creare situazioni che, sotto alcuni aspetti, presentano risvolti oscuri ed equivoci.
Pino Vita responsabile nazionale enti locali del
Partito Repubblicano Italiano
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