Risultati da 1 a 7 di 7
  1. #1
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    Predefinito per una vera rifondazione comunista: ripartire dai circoli

    Il nostro partito oggi si appresta ad andare al governo in una situazione interna pessima: travagliato da lotte intestine, con una linea politica ondivaga o appiattita sull’ipotesi governista a tutti i costi, con un corpo militante sfiduciato e frustrato.
    Necessità urgente è che il partito venga seriamente ristrutturato e per fare questo bisogna partire dall’organizzazione. Nostro compito è quello di contribuire alla rifondazione di un partito costruito democraticamente dal basso, in cui il dibattito sia libero e senza correnti cristallizzate. Bisogna ripartire dai circoli, restituendo il potere agli iscritti, valorizzando la militanza e stoppando la nascita di un partito leggero, mediatico, d’opinione, dove le decisioni sono prese in Tv senza neppure transitare per passaggi formali dagli organismi dirigenti. Compito dei segretari deve essere quello di favorire la massima partecipazione, coinvolgendo ogni singolo compagno o simpatizzante, aiutando la formazione di militanti preparati e motivati che si sentano parte integrante del partito e non esecutori o soggetti passivi. Dobbiamo essere in grado di creare un partito con una grande preparazione dei militanti con una spiccata coscienza politica e di classe. E’ necessario dunque investire sul partito, credere in questo splendido strumento, in termini di risorse umane ed economiche.

    Ecco alcune proposte concrete:

    - no cumulo degli incarichi, si alla rotazione delle cariche, per responsabilizzare e far maturare i compagni ed evitare il crearsi di una sorta di notabilato autoreferenziale
    - no al culto della personalità
    - più informazione e partecipazione: i militanti devono essere messi nella possibilità di conoscere, proporre ed elaborare
    - riprendere in mano lo strumento dell’inchiesta utile per conoscenza del territorio, delle classi, delle condizioni e soprattutto per sviscerare fatti e misfatti celati dall’informazione serva dei potentati economici
    - partecipare concretamente alle lotte: non si può continuare con una politica fatta di volantini o comunicati stampa o condotta nei peggiori reality della politica
    - le federazioni dovranno essere il volano delle iniziative a carattere provinciale stimolando azioni comuni dei circoli, coordinando il lavoro degli stessi, aiutando i quadri a formarsi, promotrici di vertenze locali, da legare a dimensioni politiche nazionali
    - potenziare il radicamento nei luoghi di lavoro dove la vita del partito è più aderente ai problemi della classe ed dove quindi si formano posizioni più realistiche e meno velleitarie
    - Liberazione, il nostro giornale deve diventare come pane quotidiano per i militanti che devono apprezzarlo come strumento che garantisca il pluralismo rispetto al dibattito interno, la diffusione delle idee, e vederlo come strumento d’analisi e ricerca. Uno strumento che potenzierei con la presenza di un foglio provinciale per suscitare interesse nel territorio e dare ai compagni responsabilità per la diffusione e il lavoro di redazione.
    - Un’altra necessità che avverto è quella dell’istituzione di una fondazione culturale, centro di ricerca, formazione, recupero delle nostre culture, di coordinamento delle varie iniziative e di riscoperta dei pensatori classici e dimenticati del marxismo e della storia nazionale e locale.

  2. #2
    Neutrino NO-TUNNEL
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    condivido in toto, sarebbe ottimo far circolare questo appello
    Nè DAVANTI Nè DI DIETRO, MA DI LATO

  3. #3
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    ho provato a farlo pubblicare su diamocideltu ma a quanto pare non ne hanno intenzione.
    se non ripartiamo dalla base questo partito è finito. compagni dobbiano farci sentire. noi militanti dobbiamo alzare la voce

  4. #4
    Neutrino NO-TUNNEL
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    Citazione Originariamente Scritto da dav76
    ho provato a farlo pubblicare su diamocideltu ma a quanto pare non ne hanno intenzione.
    se non ripartiamo dalla base questo partito è finito. compagni dobbiano farci sentire. noi militanti dobbiamo alzare la voce
    è strano che non te lo abbiano pubblicato, io in passato avevo pubblicato articoli molto critici nei confronti delle dirigenza eppure non sono mai stato censurato...
    Nè DAVANTI Nè DI DIETRO, MA DI LATO

  5. #5
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    Buona la scelta di dare voce ai militanti ma,tuttavia, credo che PRC abbia il dovere di parlare con maggior frequenza dei diritti sociali invece dei soliti diritti civili di radical-libertarian-chic memoria

    In una coalizione (L'Unione) dove comandano democristiani come Mastella, ultraliberisti come Rutelli o Rosa Nel Pugno, atlantisti come Sbarbato e Veltroni un partito che si dichiara COMUNISTA deve,per forza di cose, far sentire la propria voce e trattare tematiche consone alla sua realtà di riferimento
    Eternal_Summer

  6. #6
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    Esatto dobbiamo ridare centralità al lavoro e alla precarietà, alle tematiche ambientali, al problema delle guerre nel mondo, ma per fare questo serve uno strumento che supporti le lotti, che sia in grado di confrontarsi nel quotidiano con gli avversari e di vincere queste battaglie. Questo soggetto a mio modo di vedere è ancora il partito, inteso non come comitato elettorale ma come centro propulsore dell'iniziativa politica, di elaborazione e di partecipazione.
    Detto questo anche alcune tematiche sui diritti civilie e sulla laicità devo essere rimessi in primo piano. Siamo stati infatti scavalcati da altre forze su temi come scuola pubblica, pacs e concordato.

  7. #7
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    Quante sono le strade che partono dai nidi di ragno. Qual'è stato il prezzo pagato per chi ha scelto di andare e lottare? Portami ancora là, dove il vento è pronto a soffiare, a trovare ogni passo perduto lungo il sentiero dei nidi di ragno
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    Citazione Originariamente Scritto da dav76
    Il nostro partito oggi si appresta ad andare al governo in una situazione interna pessima: travagliato da lotte intestine, con una linea politica ondivaga o appiattita sull’ipotesi governista a tutti i costi, con un corpo militante sfiduciato e frustrato.
    Necessità urgente è che il partito venga seriamente ristrutturato e per fare questo bisogna partire dall’organizzazione. Nostro compito è quello di contribuire alla rifondazione di un partito costruito democraticamente dal basso, in cui il dibattito sia libero e senza correnti cristallizzate. Bisogna ripartire dai circoli, restituendo il potere agli iscritti, valorizzando la militanza e stoppando la nascita di un partito leggero, mediatico, d’opinione, dove le decisioni sono prese in Tv senza neppure transitare per passaggi formali dagli organismi dirigenti. Compito dei segretari deve essere quello di favorire la massima partecipazione, coinvolgendo ogni singolo compagno o simpatizzante, aiutando la formazione di militanti preparati e motivati che si sentano parte integrante del partito e non esecutori o soggetti passivi. Dobbiamo essere in grado di creare un partito con una grande preparazione dei militanti con una spiccata coscienza politica e di classe. E’ necessario dunque investire sul partito, credere in questo splendido strumento, in termini di risorse umane ed economiche.

    Ecco alcune proposte concrete:

    - no cumulo degli incarichi, si alla rotazione delle cariche, per responsabilizzare e far maturare i compagni ed evitare il crearsi di una sorta di notabilato autoreferenziale
    - no al culto della personalità
    - più informazione e partecipazione: i militanti devono essere messi nella possibilità di conoscere, proporre ed elaborare
    - riprendere in mano lo strumento dell’inchiesta utile per conoscenza del territorio, delle classi, delle condizioni e soprattutto per sviscerare fatti e misfatti celati dall’informazione serva dei potentati economici
    - partecipare concretamente alle lotte: non si può continuare con una politica fatta di volantini o comunicati stampa o condotta nei peggiori reality della politica
    - le federazioni dovranno essere il volano delle iniziative a carattere provinciale stimolando azioni comuni dei circoli, coordinando il lavoro degli stessi, aiutando i quadri a formarsi, promotrici di vertenze locali, da legare a dimensioni politiche nazionali
    - potenziare il radicamento nei luoghi di lavoro dove la vita del partito è più aderente ai problemi della classe ed dove quindi si formano posizioni più realistiche e meno velleitarie
    - Liberazione, il nostro giornale deve diventare come pane quotidiano per i militanti che devono apprezzarlo come strumento che garantisca il pluralismo rispetto al dibattito interno, la diffusione delle idee, e vederlo come strumento d’analisi e ricerca. Uno strumento che potenzierei con la presenza di un foglio provinciale per suscitare interesse nel territorio e dare ai compagni responsabilità per la diffusione e il lavoro di redazione.
    - Un’altra necessità che avverto è quella dell’istituzione di una fondazione culturale, centro di ricerca, formazione, recupero delle nostre culture, di coordinamento delle varie iniziative e di riscoperta dei pensatori classici e dimenticati del marxismo e della storia nazionale e locale.

    Condivido... ma... tutto ciò mi ricorda tanto le proposte che noi giovani dell'allora FGCI provammo a portare nell'allora PCI... sto parlando di, quasi, 30 anni fa.
    Auguri compagni... essendo esterno a Rifondazione, ed a qualsiasi altro partito, non posso far altro che augurarvi miglior fortuna.

 

 

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