ESTRATTO DA : PER IL BENE DELL’ITALIA – Programma politico della coalizione di Romano Prodi, pagine 249-257 capitolo “Migranti e nuovi italiani”
Avvertenza – non ci sono distinzioni in queste pagine tra immigrati clandestini o immigrati regolari, sono tutti posti sotto la cattegoria di “migranti”.
Il commento è scritto in corsivo, tutto il resto è da intendersi come estratto copia/incolla dal programma “Per il bene dell’Italia” senza aggiunte o tagli di nessun tipo.


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Intendiamo ripartire da zero, sostituendo le parole d’ordine della normativa in vigore – chiudere, emarginare, criminalizzare – con le nostre: governare, accogliere, costruire convivenza.
{Distruggendo tutto ciò che di buono si è fatto. Non è una cosa responsabile.}

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…Bisogna:
- riformare e rafforzare la cooperazione allo sviluppo in tutte le sue componenti, assumendo come priorità la valorizzazione dei migranti e della mobilità internazionale...
- sviluppare le buone pratiche a sostegno del rientro dei migranti;
- riconoscere pienamente i diritti pensionistici dei migranti, garantendo l’effettiva erogazione agli immigrati e ai familiari superstiti della pensione, se maturata, o in caso contrario la totalizzazione dei contributi o il rimborso di quanto versato;

{La valorizzazione degli sforzi del popolo italiano (il risparmio, la tenacia lavorativa per raggiungere obiettivi come avere una casa o fare dei figli, ecc…) viene ovviamente valutata aquisita e quindi posta dopo i nuovi problemi dei “migranti”.
Le buone pratiche per il rientro dei “migranti” dovrebbero portare ad uno sviluppo di leggi che non sono specificate.
Esistono cattegorie di lavoratori italiani i quali dopo una vita d’esosi versamenti contributivi percepiscono pensioni minime.
Quando si parla di famigliari superstiti, vogliamo sperare ci si riferisca a famigliari residenti in Italia regolarmente non a persone residenti nei loro paesi d’origine (qui, pericolosamente ciò, non è specificato), par di capire poi che se un “migrante” decidesse, dopo un congruo numero d’anni (e di versamenti contributivi), di ritornare nel suo paese, il capitale versato ai fini pensionistici gli verrebbe restituito per intero. Diritto negato ai cittadini italiani che eventualmente decidessero di disporre in altra maniera del loro capitale pensionistico versato.}


I migranti sono prima di tutto persone, che cercano di costruire un proprio progetto di vita non determinato dalla condizione che il caso ha attribuito a ciascuno. Per questo le politiche dell’immigrazione non possono avere come unica determinante gli interessi economici e sociali della realtà d’arrivo delle migrazioni, cancellando soggettività e diritti dei migranti.

{Da ciò si evince che: una delle ragioni di scelta del nostro paese come destinazione potrebbe essere la bellezza del nostro patrimonio artistico. I “migranti” quindi non vanno visti come massa o flusso, men che meno di disperati provenienti da paesi poveri o nei quali non c’è possibilità di sviluppo e lavoro.Così le politiche per l’immigrazione devono tener conto delle aspettative ed aspirazioni soggettive dei “migranti” e conformarsi alle stesse. Siccome nessuno aspira a stare peggio di qualcun altro, questi nuovi italiani avranno, come già hanno, molti più privilegi degli autoctoni in materia di casa, lavoro, previdenza, ecc…}

Dobbiamo costruire un nuovo patto tra lo Stato italiano e i cittadini stranieri, offrendo vie legali all’immigrazione, creando una convenienza all’ingresso regolare, eliminando la finzione dell’incontro a distanza tra domanda e offerta di lavoro, riconoscendo la soggettività del migrante.

{In pratica invece di regolare i flussi che inevitabilmente arrivano qua da noi dobbiamo creare un patto (nota bene non un corpo di leggi come si fa per gl’italiani ma addirittura un patto) tra lo stato ed i cittadini stranieri.
Per cui le leggi vigenti in materia non hanno validità per i cittadini stranieri o la hanno fino al compimento del patto. Le leggi italiane si fondano sul concetto che “tutti gl’italiani sono uguali rispetto alla legge la quale è uguale per tutti senza distinzione alcuna”, riconoscendo soggettività ad un qualsiasi gruppo di cittadini (qui si parla addirittura di cittadini stranieri) si elimina il concetto basilare espresso poc’anzi. Concetto tanto basico quanto sacro, esistente in tutti gli ordinamenti legislativi moderni.
Leggendo avanti c’è di peggio…}

Possiamo aumentare la flessibilità di questa programmazione tramite:
- lo scorporo dalla programmazione triennale d’alcune categorie di lavoratori: collaboratori domestici e di cura, per i quali si può ipotizzare un canale continuativo d’ingresso su domanda; lavoratori stagionali, per i quali può essere ampliata la possibilità di permessi di soggiorno pluriennali;
- una politica attiva di attrazione di studenti immigrati e professionalità specifiche di alta qualificazione, grazie a pacchetti di sostegno che non si limitino alla concessione del permesso di soggiorno.

{Per collaboratrici domestiche (questa dicitura e talmente ampia che in buona sostanza vuol dire tutti quelle/i che non hanno altra specializzazione), personale infermieristico e lavoratori stagionali si vuole istituire un canale continuativo d’ingresso, cioè possono venire quando vogliono ed in quanti vogliono ed in continuazione.
Da notare che queste tre cattegorie coprono quasi tutte le ragioni di lavoro dei “migranti”.
Per i professionisti e gli studenti poi ( quest’ultimi non producono reddito e difficilmente ne hanno, in pratica sarebbero totalmente a carico della colletività) si fa di più di quello che chiedono, si attuano addirittura politiche d’attrazione con pacchetti di sostegno (ovviamente economico) che non devono limitarsi al permesso di soggiorno, quindi devono includere o diritti inalienabili come la casa ed il lavoro oppure la cittadinanza.
Altro veramente non si capirebbe cosa.
Ovviamente tutti questi professionisti e studenti li dobbiamo attrarre perché ne abbiamo un disperato bisogno, (considerato che le nostre scuole sono vuote i nostri insegnanti sono in esubero ed abbiamo una mancanza di professionisti).
Questi “lavoratori attratti” diverranno presto lavoratori a retribuzione ridotta peggiorando così le possibilità di occupazione ( enormi come si sa) dei nostri laureati, diplomati, personale infermieristico o altro.}


Dobbiamo assolutamente superare la situazione attuale per cui, per il singolo soggetto straniero, è facilissimo passare da una posizione regolare ad una irregolare, mentre è praticamente impossibile il percorso inverso. Per questo dobbiamo assolutamente semplificare i meccanismi d’ingresso e stabilizzazione tramite:
- l’introduzione del permesso annuale per ricerca di lavoro, da rilasciare in seguito a prestazione di precise garanzie economiche;
- la reintroduzione della figura dello sponsor, privato, imprenditoriale o istituzionale;
- l’istituzione di un meccanismo di regolarizzazione permanente ad personam per lo straniero in possesso di determinati requisiti;
- la previsione di norme che regolino la possibilità di convertire permessi brevi in permessi di lavoro.

{Dopo aver facilitato la trasformazione da irregolare (clandestino o peggio) in regolare di tutti quelli già presenti su nostro territorio si vuole stabilizzare (cioè far arrivare in maniera continuativa) e semplificare i meccanismi d’ingresso di quelli non ancora presenti.
Si può facilmente prevede arrivi in massa con queste nuove leggi.
Anche in ragione del fatto che non occorrerà più avere un lavoro per accedere al nostro territorio ma basterà avere un permesso annuale per la ricerca del lavoro.
Siamo allo stravolgimento totale del concetto di immigrazione.
Si vuole poi un non ben definito meccanismo per la “regolarizzazione permanente”. Vale a dire la cittadinanza? Se no cosa?
Oggi uno straniero regolare che risieda nel nostro paese da 10 anni può chiedere la cittadinanza, perché si vuole cambiare? A chi giova? Non ai cittadini italiani di sicuro.
Perché convertire i permessi brevi in permessi di lavoro? Quindi il permesso breve a che serve? Qual è il suo scopo?}

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L’adozione di queste norme comporta il superamento dei Centri di Permanenza Temporanea.
{In pratica non appena arrivati “liberi tutti” come a mosca cieca.}

Favorire l’inserimento dei cittadini stranieri nella comunità italiana è interesse di tutti.
{Tutti chi?}

Gli immigrati giocano un ruolo attivo e importante nel mercato del lavoro:
nel 2002 le loro retribuzioni hanno raggiunto i 10 miliardi di euro, con grande beneficio per l’INPS;
hanno investito in immobili 10 miliardi di euro, hanno contratto mutui per 5 miliardi.
Non possiamo chiuderci, dobbiamo al contrario stabilizzare e includere.

{Tutti chi? L’ INPS, e la sua probabile mala gestione dei fondi che versiamo copiosi sia che siamo lavoratori dipendenti o autonomi.
Tutti chi? Le società d’intermediazione immobiliare (ricorda che ormai gl’immobiliaristi sono i nuovi capitalisti, rappresentano oggi quello che una volta erano i capitani d’industria, i tycoon).}
{Quindi si faranno leggi il cui unico scopo è favorire e garantire la gestione statale ed il grande capitalismo, non i cittadini italiani contribuenti anzi…
Questi ultimi saranno i penalizzati.}

Vogliamo "includere sul lavoro":
- attuando la Convenzione OIL n.143 del 1975, che prescrive parità di trattamento e piena parità di diritti per i lavoratori extracomunitari regolari;
- introducendo meccanismi affinché ai cittadini migranti vengano riconosciuti titoli di studio e qualifiche professionali acquisiti nei paesi di provenienza e/o di transito;

{Un diplomato o laureato di un qualsiasi paese africano o mediorientale avrà l’equiparazione del suo titolo in Italia.
Siccome le aziende private ben conoscono la differenza di un titolo avuto a Milano o a Luanda, in che settore i “migranti titolati” potranno inserirsi? Ma in quello statale ovviamente ed in particolare nel sistema sanitario, collaborando al miglioramento di tale settore.}

- prevedendo meccanismi di regolarizzazione per emersione da lavoro nero
{Qualsiasi “migrante”che dichiari di lavorare in nero sarà regolarizzato. Punto e basta.}

- introducendo robuste politiche antidiscriminatorie sul mercato del lavoro;
{Cioè le aziende e la pubblica amministrazione saranno obbligate all’assunzione di quote “migranti”, posti di lavoro che ovviamente saranno dati a scapito dei nostri giovani in attesa di prima occupazione.}

- disciplinando e sostenendo il lavoro autonomo. Includere nella sfera personale:
- semplificando i ricongiungimenti familiari;
{Ogni “migrante” regolarizzato tra mogli, figli, genitori, parenti, ecc…potrà far entrare almeno una decina di altri.}

- adottando una legge sulla libertà religiosa e di culto;
{Perché adesso ci sono limitazioni di libertà religiosa o di culto? Non dimentichiamo che la pratica dell’infibulazione potrebbe essere vista come una libertà di culto o il rispetto di una cultura.}

- sostenendo l’intermediazione culturale;
- sviluppando iniziative per l’apprendimento della lingua e della italiana e dell’educazione civica da parte degli adulti;

- introducendo forme di assistenza e difesa civica;
{Ovviamente gratuite! Forme d’assistenza di cui gl’italiani non godono.
Giova ricordare poi che nulla è veramente gratuito, questi come altri costi graveranno sulle spalle del contribuente.}

- rafforzando la cooperazione con le associazioni degli stranieri
L’attuale disciplina delle pratiche di soggiorno perpetua il senso di precarietà
I frequenti rinnovi dei permessi di soggiorno di breve durata producono conseguenze sulle strategie d’inserimento degli immigrati
{Incomentabile.}

Dobbiamo semplificare la materia:
- eliminando il “contratto di soggiorno”;
- introducendo permessi di soggiorno di durata più ragionevole e crescente ad ogni rinnovo;
{Incomentabile.}

- garantendo tempi certi per le pratiche;
- trasferendo la competenza per le pratiche di rinnovo dei permessi agli enti locali;
- potenziando gli sportelli di orientamento e consulenza legale già istituiti da numerose amministrazioni locali;
{Incomentabile. Ma chi pagherà questi potenziamenti? Il solito contribuente.}

- semplificando e velocizzando l’acquisizione della carta di soggiorno, da rilasciare – senza vincoli riferiti a requisiti di reddito e abitativi – dopo un periodo di tempo, inferiore all’attuale, durante il quale la persona immigrata è posta in condizione di accedere all’apprendimento della lingua italiana attraverso adeguate opportunità concesse dalla scuola pubblica.
{Cioè senza che il “migrante” debba in qualche modo certificare di avere un tetto sopra la testa o un lavoro. Da notare anche la mancanza di qualsiasi riferimento alla certificazione penale.}



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Dobbiamo inoltre riconoscere valore alla risorsa costituita dagli stranieri e dai loro figli, molti dei quali nati nel nostro Paese
{Una risorsa particolare, evidentemente diversa dagli italiani e dai loro figli. Ma di che tipo?}

Né possiamo ritardare l’attribuzione di nuovi diritti sul piano della cittadinanza: dobbiamo introdurre il diritto di voto alle elezioni amministrative dopo un congruo numero di anni di residenza, riformare la legge sulla cittadinanza, legandola per i nuovi nati allo «ius soli», riducendo il tempo necessario per l’acquisizione e rendendo espliciti e ben definiti i requisiti per la naturalizzazione.
{Ecco il punto focale: per i loro voti (e la perpetuazione della rendita di potere data dal mestiere del “politico”) svendiamo il paese, la nostra società, il nostro futuro e quello dei nostri figli.}


DIRITTO DI ASILO

L’esame delle domande deve essere più rapido:
- la garanzia di effettività del diritto al ricorso contro la decisione amministrativa di rigetto della domanda di asilo. Ciò comporta l’accesso al patrocinio gratuito e il divieto di allontanamento del ricorrente fino ad esito del giudizio;
{Quale cittadino italiano ha il diritto al patrocinio gratuito? Da notare: Il divieto d’allontanamento anche in caso sia giudicato colpevole in primo grado di reati gravi.}

- la definizione, in linea con la normativa comunitaria, dello status giuridico del titolare di protezione umanitaria, introducendo regole certe e prevedendo esplicitamente la possibilità di conversione del titolo di soggiorno in lavoro o studio in presenza dei requisiti di legge;
- la pianificazione di programmi adeguati volti all’accoglienza e all’inserimento sociale degli stranieri ai quali è stato riconosciuto il diritto all’asilo, con il coinvolgimento del volontariato;
{Ovviamente altri costi.}



{Caro amico/a quello che hai appena letto è il programma della coalizione che sostiene Romano Prodi per quel che riguarda il problema dell’immigrazione.
Quello che hai letto e ciò che si propongono di fare se saranno eletti.
Quello che hai letto è PURA FOLLIA, non c’è nulla di caritatevole, nulla di compassionevole nello spalancare le porte senza controllo, senza garanzie, senza sicurezza, nell’attrazione di lavoratori in un paese che sta passando una fase economica difficile, nulla che abbia un senso o che porti un vantaggio ad alcuno, se non a chi desidera l’immigrazione incontrollata per poter avere capitale umano (forza lavoro e voti) in abbondanza.
Così da poterla usare e sotto-pagare meglio.}

NON renderti responsabile di questo.

NON votare per chi ti propone questo.

IL NON VOTO O LA SCHEDA BIANCA è un tuo DIRITTO, oltre che una chiara indicazione ai tuoi leader di riferimento.

NON VALE LA PENA gettare alle ortiche il nostro futuro solo per una generica antipatia verso i leaders avversari.

NON VOGLIONO IL VOTO per il futuro presidente del consiglio come vogliono farci credere, LO VOGLIONO per una linea d’azione socio-economica che avrà RIPERCUSSIONI SU TUTTI NOI, quello che hai appena letto è FOLLE.

VOTARE a sinistra non è un peccato ma VOTARE questo tipo di sinistra (contraria ai valori, anti-cristiana, anti-italiana e anti-occidentale) è criminale ed autolesionistico.