Da oggi manca una spinta forte e muta alla libertà di ricerca.
Grazie a Luca Coscioni per la sua battaglia.


Da oggi manca una spinta forte e muta alla libertà di ricerca.
Grazie a Luca Coscioni per la sua battaglia.


Ha combattuto la sua battaglia da UOMO.
Gravissima perdita per tutti
g.f.


http://www.rosanelpugno.info/rosanelpugno/node/1084
Repubblicani Europei
«Una battaglia civile al di là della sua sofferenza fisica. E' questo l'esempio che Luca Coscioni ha voluto lasciare a favore della libertà di ricerca che nel nostro Paese non è ancora possibile. Si è battuto in questi anni con caparbietà e coraggio anche attraverso le attività dell'Associazione che porta il suo nome, per sostenere l'utilizzo delle cellule staminali nella lotta alle malattie genetiche».


La piovra diessina, mentre Turci lla ascia (http://www.quaderniradicali.it/agenz...=read&nid=6933) si appresta ad appropriarsi, dopo di Ugo LaMalfa, anche di Luca Coscioni?
Massimo D'Alema
«Vi sono affettuosamente vicino in questo momento doloroso per la scomparsa di Luca Coscioni. Ho sempre ammirato il suo impegno civile, la sua battaglia per la libertà della ricerca scientifica, come ebbi anche personalmente modo di dirgli incontrandolo alcuni mesi fa. Il suo coraggio e la forza della sua personalità gli hanno consentito di trasformare la sua sofferenza in una testimonianza preziosa di lotta e di solidarietà verso gli altri. Per queste ragioni continueremo a ricordarlo e ad impegnarci nelle battaglie che egli ha condotto»
Piero Fassino
«Esprimo tutto il mio dolore per la scomparsa di Luca Coscioni. Luca ha rappresentato in questi anni per tantissime persone il simbolo di una sofferenza atroce vissuta con straordinario coraggio e dignità. Le nostre esistenze hanno bisogno di libertà per la ricerca scientifica, amava ripetere spesso, e in nome di questa libertà, nonostante fosse afflitto da quella tremenda malattia, ha sempre combattuto fino all'ultimo, con una forza fuori dal comune, perché scienza e medicina potessero perseguire tutte le loro potenzialità di cura e di ricerca. La sua scomparsa ci priva di una persona forte, ma ci lascia una grande eredità, di coraggio e di passione, in nome della quale noi Democratici di Sinistra continueremo a lottare per far sì che l'esistenza di tante persone come Luca sia resa meno difficile e meno dolorosa».
Vannino Chiti
«Ho appreso con grande commozione e dolore la notizia della scomparsa di Luca. Ciò che di lui resta è il soffio vitale che in questi anni, nonostante la sua invalidante malattia, ci ha profuso, promuovendo e sostenendo battaglie per la libertà della ricerca scientifica. E' stato, in questo, un instancabile alleato per tante persone che, nelle sue medesime condizioni di vita, lo hanno potuto sentire vicino. A noi che restiamo rimane il dovere morale di un impegno per realizzare in Italia e ovunque gli obiettivi ai quali Luca ha legato il senso della sua vita».


Romano Prodi
«Sono addolorato e colpito per la morte di Luca Coscioni, coraggioso testimone di uno straordinario impegno in difesa della dignità della vita e dei malati. Esprimo la mia commossa partecipazione al vostro dolore e agli amici che hanno condiviso le sue sofferenze e la sua passione civile».
Francesco Rutelli
«Esprimo il mio più profondo cordoglio per la morte di Luca Coscioni. La sua scomparsa ci riempie di amarezza non solo per le sue qualità umane me anche perché ha combattuto senza sosta una lunga e dolorosa battaglia contro la malattia. Restano il suo impegno e la sua capacità di modificare le priorità della politica, che, anche nelle occasioni del dissenso faceva affiorare una dedizione civile che accompagnerà certamente la sua memoria».
Alessandra Mussolini
«Nel giorno in cui Luca Coscioni è venuto a mancare il mio pensiero e quello di tutto il movimento che rappresento va alle battaglie civili condotte e alla dignità che ha saputo mantenere in tutti questi anni. Non posso non rilevare l'ipocrisia di chi solo un anno fa, in occasione dell'elezioni regionali, mise il veto alla presentazione delle liste a suo nome e oggi piange lacrime. Un'ultima beffa che poteva essergli risparmiata»


Io ho trovato l'unico intervento sensato quello di Alessandra Mussolini.
Prodi in questo momento dovrebbe star zitto, perché è stato lui a porre il veto al nome di Coscioni e oggi, più vigliacco di un anno fa, spende parole che raffrontate alle sue azioni segnano il calibro della sua ipocrisia.


Un pensiero
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Questa lettera, che ricevo da Stefano Covello (Italia Repubblicana), è forse il modo migliore per ricordare Luca Coscioni e il suo testamento politico.
E' una lettera aperta che l'esponente radicale ha inviato ai professori e agli scienziati italiani il 15 febbraio 2001.
Egregio Professore,
scrivo a Lei e a molti altri scienziati per proporLe un impegno comune.
Mi chiamo Luca Coscioni. Sono laureato in economia e commercio e dottore di ricerca in economia ambientale.
Ho insegnato politica economica alla Facoltà di economia di Viterbo. Sono impegnato, in prima persona, nella lotta
per la libertà della scienza e delle terapie, in particolare della ricerca sulle cellule staminali embrionali.
Oggi in Italia quella ricerca è proibita, e con essa è proibita la speranza per milioni di persone affette da
gravissime e diffusissime patologie, per le quali oggi non esistono terapie realmente efficaci. Per questo ho
bisogno, ora, del Suo e del Vostro sostegno. Se potesse incontrarmi, non potrebbe sentire la mia voce.
Cinque anni fa sono stato colpito dalla sclerosi laterale amiotrofica. E' una malattia neuromuscolare
oggi incurabile, che rende chi ne è colpito paralitico e incapace di parlare con la propria voce. Per
comunicare utilizzo un computer con un programma di sintesi vocale. E' il sistema che usa il professor
Stephen Hawking, il celebre fisico inglese colpito dalla stessa malattia.
L'incontro con la sclerosi laterale amiotrofica, che colpisce una persona su diecimila, è decisamente sconsigliabile.
Purtroppo, però, non si conoscono ancora le cause che ne determinano la patogenesi, e così è impossibile
prevedere quali siano i soggetti e i comportamenti a rischio. Questa malattia può, forse, essere curata
ricorrendo alle cellule staminali. Se e come, ce lo potrebbe dire la ricerca scientifica. Però questa
possibilità di cura è preclusa alle migliaia di concittadini che, come me, lottano quotidianamente per
la propria sopravvivenza. Perché? Per l'ingerenza della Chiesa cattolica notoriamente contraria alla
clonazione terapeutica e all'utilizzo degli embrioni soprannumerari a fini di ricerca. Questi ultimi sono
embrioni comunque destinati ad essere distrutti, ma se fossero impiegati nella sperimentazione potrebbero
invece contribuire a salvare la vita a milioni di persone. Secondo il Rapporto Dulbecco sulle cellule
staminali (il documento che contiene le raccomandazioni dei 25 Saggi incaricati dal Ministro
della Sanità di fare chiarezza sulla materia) sono infatti 10 milioni gli italiani che potrebbero essere
curati e anche guarire, se trattati con terapie basate su tali cellule. Sono i malati affetti da diverse
patologie, e tra queste: morbo di Alzheimer, morbo di Parkinson, sclerosi laterale amiotrofica, atrofia
muscolare spinale, lesioni traumatiche del midollo spinale, distrofia muscolare, tumori e leucemie,
diabete, infarto, ictus. Sono tutte persone sofferenti in attesa di una legge sulla clonazione terapeutica.
Mentre, 6 mesi fa, Stati Uniti e Gran Bretagna hanno detto sì alla clonazione terapeutica, oggi in Italia
stiamo ancora discutendo se sia etico o meno utilizzare embrioni congelati, prossimi alla scadenza,
se non già inutilizzabili. A quanto pare possono essere distrutti, senza suscitare alcuno scandalo, ma
non possono essere utilmente impiegati nella ricerca. E così, mentre sono partite negli Stati Uniti e in
Gran Bretagna le sperimentazioni, in studi pre-clinici, da noi in Italia, invece, si alzeranno le
nebbie della demonizzazione e della disinformazione. E, nel fitto di queste nebbie, non sarà difficile per
il governo e la maggioranza parlamentare continuare a proibire, fra le altre cose, anche la clonazione
terapeutica, negando così a centinaia di migliaia di malati italiani una concreta speranza di guarigione e
costringendoli ad un odioso turismo sanitario. Ecco, di fronte a questo scenario disarmante, è necessario,
indispensabile essere presenti in Parlamento.
La Lista Bonino ha predisposto una proposta di legge di iniziativa popolare recante norme in materia di
procreazione medicalmente assistita, clonazione terapeutica e di ricerca sugli embrioni umani, di cui
ho l'onore di essere il primo firmatario. Lottare, anno dopo anno, mese dopo mese, giorno dopo giorno,
ora dopo ora, contro la malattia che mi ha colpito, non ha dato un senso alla mia vita. Una malattia, e la
sofferenza che ne deriva, non hanno mai un senso. Il senso, alla mia vita, lo sto dando io, vivendola, come
mi è consentito di viverla. Amando, odiando, facendo politica, una delle mie passioni. Per questo ho deciso
di candidarmi alle elezioni politiche, insieme ad Emma Bonino, nella lista che porta il suo nome, dando corpo
alla lotta per difendere la libertà di ricerca scientifica, la libertà di cura, la libertà di
scegliere come e quando morire, in caso di malattia incurabile e foriera di atroci sofferenze. Nel mondo
civile e avanzato, il confronto nasce e si sviluppa sulle idee. In Italia, invece, non si può nemmeno
discutere. L'imperativo è proibire, proibire, proibire... Mi appello a Lei, a tutti Voi a cui
scrivo, Premi Nobel e scienziati, per chiedere il vostro sostegno, ad una causa che è mia, ma che è
anche soprattutto Sua, Vostra. Io sono un esempio concreto di come il diritto alla vita e la libertà
della scienza coincidano, e diventino una cosa sola.
Se il mio paese continuerà ad essere vittima dell'oscurantismo antiscientifico, milioni di
cittadini come me continueranno ad essere condannati dall' irresponsabilità della politica prima che dalla
gravità delle malattie. Per questo, Le chiedo di inviarmi un messaggio di sostegno alla battaglie e
all' appello contro l'attacco alla libertà di ricerca e pratica scientifica, e in particolare contro il
bando alla sperimentazione sugli embrioni e alla clonazione terapeutica. La ringrazio, Vi ringrazio,
esprimendo il mio ringraziamento alla Scienza, che è Conoscenza. Alla Scienza, che è, anche, tecnologia
informatica, mediante la quale l'oceano di conoscenza e di ignoranza, di disperazione e di speranza, di
amore e di odio, oceano che è in me, che è me, e che il caso avrebbe voluto costringere al silenzio, nello
spazio angusto di una bottiglia, può, invece, rifluire, seppur lentamente, verso Voi tutti.
Luca Coscioni