Penso che talvolta dovremmo prendere esempi da altri paesi europei , certamente più civili di noi . La nostra vicinanza al Continente Africano talvolta risulta essere deleterio per il nostro Paese , oltre al fatto che siamo anche contaminati dai "buzzurroni rossi" .
Questi episodi che avvengono "regolarmente" in Francia da noi solleverebbero polveroni infiniti , proprio perchè un terzo dei nostri conterranei rappresentano l'antitalianità per eccellenza:sofico:
Domenica 03 Gennaio 2010
di FRANCESCA PIERANTOZZI
PARIGI - Voleva aprire un conto all’ufficio postale sotto casa. Mettere da parte qualcosa del ricavato dei suoi lavoretti. Ma al posto di un libretto di risparmio, Alou, 27 anni, nato in Mali e residente a Viry-Chatillon, alle porte di Parigi, si è ritrovato con un foglio di via. A denunciarlo come “sans papiers”, è stato proprio l’impiegato della Posta a cui lui si era rivolto e al quale aveva spiegato - sottovoce - la sua situazione. Per le organizzazioni di difesa dei diritti umani e di sostegno ai “sans papiers” è l’ultimo, inaccettabile episodio di «delazione» in una Francia sempre più in preda alla clandestinofobia. Prima delle Pubbliche poste, anche Banche, Operatori telefonici, la cassa mutua, persino un’Assistente sociale, si sono distinti per aver diligentemente denunciato alle prefetture degli immigrati senza documenti in regola. La denuncia di “sans papiers” non è in realtà un «dovere repubblicano» previsto dalla legge, anche se è stata fortemente incoraggiata da una serie di circolari emesse dal ministero dell’Immigrazione e dell’identità nazionale, creato nel maggio 2007 dal neo presidente Nicolas Sarkozy.
«Lavoro, guadagno, filo dritto, ho persino un cellulare, nessuno mi aveva mai detto niente» si è difeso ingenuamente Alou, che è in detenzione provvisoria da due settimane. I suoi avvocati hanno chiesto l’annullamento dell’arresto e della richiesta di espulsione per vizio di procedura, ma la decisione del giudice si fa attendere.
«Quando Alou è stato convocato dal commissariato di quartiere, allertato dalla Posta, lo abbiamo accompagnato - ha raccontato Claudette Seze, militante di un’Associazione di aiuto agli Immigrati - Ci hanno detto di aspettarlo fuori, lui è entrato e non è più uscito. Abbiamo saputo soltanto il giorno dopo che Alou era in stato di fermo per uso di documenti falsi e infrazione alle norme sugli stranieri». Alou ha confessato di aver usato una falsa carta di soggiorno. «L’hanno sempre accettata tutti - ha detto - anche l’Agenzia presso cui ho sottoscritto l’abbonamento per il mio telefonino».
All’Ufficio postale, messo sotto accusa dalle associazioni, gli impiegati si difendono: «Era nostro dovere segnalare una persona con falsi documenti. Poteva trattarsi di una truffa. Non è delazione, ma un normale sistema di controllo».
Alou non è certo il primo “sans papier” in Francia a finire nella «tana del lupo». Due mesi fa è arrivato sui giornali il caso di un giovane della Mauritania che ha trovato un agente di polizia ad aspettarlo presso l’agenzia della banca dove aveva aperto un conto corrente e dove si era recato per ritirare dei soldi. Stessa sorte è toccata a due clienti sans papiers di due diverse banche -Crédit Lyonnasi e Cic - sempre alla periferia di Parigi. Lo scorso luglio un ragazzo del Mali è stato invece arrestato quando si è presentato in un’agenzia di Bouygues per cambiare il suo telefono cellulare. Persino la Sécurité Sociale, la Cassa Mutua, non ha esitato a denunciare alle autorità competenti un ragazzo angolano che aveva lasciato le sue generalità all’ospedale dove era stato ricoverato. La polizia lo ha però rilasciato perché gravemente malato. Grandi polemiche ha infine provocato la decisione di un’assistente sociale di denunciare un giovane “sans papiers” incontrato in casa di una famiglia in difficoltà, presso cui si era recata per lavoro. Per i suoi colleghi, si tratta di una palese «violazione del segreto professionale».
Il Messaggero articolo




Rispondi Citando
