Una lettera indirizzata "a Sua Santità Benedetto XVI" per chiedere la cancellazione della visita ufficiale che il presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi effettuerà in Vaticano alla vigilia delle prossime elezioni Politiche. La scrive Paolo Farinella, un prete di Genova che - attraverso internet - ha lanciato un appello per fermare quella che potrebbe trasformarsi in una sorta di pubblicità elettorale per il premier. Il Cavaliere, infatti, dovrà recarsi presso la Santa Sede a pochi giorni dalla consultazione nella veste di esponente del Partito Popolare Europeo.
"Molti dicono che questo incontro sia stato programmato dallo stesso interessato, che vuole questa visita come una sorta di «consacratio ad limina», a ridosso delle imminenti elezioni politiche e dopo mesi di estenuante campagna elettorale mediatica senza esclusioni di colpi - ha scritto il sacerdote - l'ospite che giunge in Vaticano, dopo essersi paragonato a Napoleone, il 12 febbraio 2006, ad Ancona, durante un infinito comizio ai suoi sostenitori, ha superato il segno della normalità psicologica e della decenza morale, affermando testualmente: «Io, il Gesù della politica, una vittima paziente, mi sacrifico per tutti». Nelle precedenti politiche del 1993, ebbe a presentarsi come il «Messia», inviando i suoi sostenitori come «missionari e apostoli». Mai uomo politico intelligente o sprovveduto era mai arrivato a tanto".
Il parroco aggiunge che - naturalmente, non avrebbe nulla "da eccepire se l'udienza capitasse in tempi normali o non sospetti".
"Ma in queste circostanze e condizioni, la visita è programmata da parte italiana con fini strumentali - ha chiarito - essa serve al capo del governo per potersi accreditare come «consono» alla Chiesa cattolica a differenza del suo rivale, Romano Prodi, che da cattolico serio e «adulto» non usa la religione come strumento populista di infima propaganda".




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