Il sessuologo Willy Pasini sarà candidato del Carroccio in Europa per il Senato. Si presenterà nello schieramento formato da Lega Nord e Movimento per l’autonomia di Raffaele Lombardo che anche all’estero, come in Italia, correranno alleati. Sarà il consiglio federale della Lega che si riunirà lunedì a definire se sarà lui, come sembra, il capolista nella ripartizione europea. Interpellato dal Velino, il professore conferma: “Andrò anche al Sud a spiegare il federalismo. Io che vivo a Ginevra so bene come funziona un Paese federalista”. Infatti, sarà in Puglia il 26 di febbraio a Maglie (Puglia) città d’origine di Rosi Mauro, la sindacalista della Lega: “Parleremo di federalismo, ma anche di bellezza”. Si chiama proprio Dietro la bellezza, infatti, l’ultimo libro di Pasini, pubblicato da Mondadori, che in questi giorni sta presentando in giro per l’Italia. Ieri a Roma, domani sarà a Saturnia.
D’altra parte anche il volume in questione ha a che fare con l’avvicinamento dello psichiatra a Umberto Bossi. “La coautrice del libro – spiega Pasini – è una chirurga leghista, Maria Teresa Baldini. Un paio di anni fa mi ha portato dentro il movimento. Ho conosciuto Bossi di persona ma già lo consideravo il più interessante politico italiano con idee che hanno sempre anticipato i tempi. Dei cinesi che ci avrebbero invaso, per esempio, lui lo diceva dieci anni fa”. Il senatùr ha voluto presidente di giuria di miss Padania sia l’anno scorso sia quest’anno. Ma sono state le adunate leghiste a sedurre Pasini. “Andando a vedere i giovani padani sono rimasto meravigliato perché mi sono reso conto che non ce ne sono altrove con una passione così”. Residente a Ginevra, dove insegna psichiatria e psicologia medica all’Università, 64 anni, Pasini non è nuovo però alla politica. “In passato ho frequentato i socialdemocratici di Saragat”, dice. “Dieci anni fa con Forza Italia feci un tentativo alle europee ma andò male perché mi assegnarono all’ultimo momento la circoscrizione Sud”. (elb)


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Scusate ma le battute sulla svizzera risvegliano in me una certa ilarità.

