
Originariamente Scritto da
Shaytan
Lettera con «polvere» e insulti per Boso
La replica: «Mi difenderò con un fucile a pompa»
di MATTIA ECCHELI «Tu, calderoli, borghezio e altri scemi della Lega andrebbero eliminati fisicamente, speriami che qualcuno provveda. W l'Islam-W i musulmani W l'Italia Unita». Mancate maiuscole ed errori di battitura compresi, ecco il testo della misteriosa lettera recapitata ieri ad Erminio Boso presso la sede del Carroccio in via Torre Verde a Trento e che l'ex senatore ha voluto aprire alla presenza dei media nel pomeriggio di ieri. «Non ci va di stare sempre zitti - ammonisce il segretario Maurizio Fugatti - non ci va di continuare a genufletterci, a tenere la testa sotto la sabbia». Per questo, dopo un rapido confronto mattutino successivo alla scoperta della missiva, i vertici della Lega convocano gli organi di informazione e rendono tutto di dominio pubblico. «Nelle ultime settimane - insiste Fugatti - siamo stati oggetto di provocazioni che avevano deciso di non diffondere». Rincara il consigliere provinciale Sergio Divina: «Ci sono state delle provocazioni che volevano suscitare nostre reazioni. C'è la volontà di portare la Lega oltre la misura». Fugatti e Divina mantengono i toni ragionevolmente pacati pur ammettendo che «facciamo fatica a non reagire». La busta è bianca e non affrancata e porta l'intestazione della Civica Margherita. Indirizzo e destinatario sono scritti a macchina. È per Boso: è «personale» e la parola è sottolineata in rosso. L'ex senatore la maneggia con cura e, scuotendola, fa rumore come se contenesse sabbia. Dentro c'è la parte di foglio a righe con il testo battuto a macchina. E poi c'è una polvere bianca. Potrebbe essere borotalco, farina, detersivo ma sembra unta perché sulla busta lascia qualche segno. Nessuno sa cosa sia: la Lega chiama la Digos e consegna il tutto dentro un giornale. La Padania, naturalmente. Sull'episodio sono in corso indagini e gli agenti della Digos hanno consegnato la polvere al laboratorio di analisi. Boso parte in quarta prima di recarsi in Questura a sporgere una doppia denuncia, personale e di partito, assieme al segretario: «Sto invecchiando e mi voglio più bene. Sono in possesso di armi e sono deciso a usarle» - sorride. Per questo manifesta l'intenzione di farsi autorizzare, per legittima difesa, ad utilizzare una nuova arma: «Un fucile a pompa Remington 20 Magnum a 7 colpi - precisa con la perizia - con munizione spezzate che fanno un certo effetto. Se qualcuno bussa alla mia porta non ci sono problemi ma se avesse altre intenzioni, beh, sono armato e mi difenderò». Ammette di aver ricevuto spesso in passato minacce ed insulti (bastardo leghista, vigliacco del nord e via elencando) ma anche proiettili: «Una decina di volte almeno - ricorda - e in nove casi sono riuscito a buttarli perché non volevo che la mamma si preoccupasse. La decima, invece, ha preso lei la busta ed ha voluto che denunciassi il tutto». Boso ha pochi dubbi: «Penso che siano stati o gli islamici dei Fratelli musulmani o i disobbedienti dei no global». Poi è sferzante: «L'Imam Bregheiche non ha forse detto che aveva votato Margherita? Magari gli è rimasta in casa qualche busta…». In serata, si fa sentire il coordinatore della Civica Mauro Betta: «Prendiamo le distanze da quanto accaduto - dice - Noi quando interveniamo lo facciamo con metodi democratici e alla luce del sole, non con buste anonime».
23/02/2006