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  1. #1
    Dios, Patria, Fueros, Rey
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    Segni particolari: antieuropeista. Convinto.

    Berlusconi ha appena finito di parlare davanti al Congresso americano. L’antipolitica del premier mi piace poco, gli amici conservatori lo sanno bene. Ma ieri il presidente si è superato. Il suo discorso è stato alto e profondamente politico. Dalla prima all’ultima riga.
    Il passaggio più vibrante è stato quello sull’unicità dell’Occidente. Che è inscindibile e va dalla California a Gerusalemme. Subito hanno caricato a corda Prodi che, dopo un fiato e un sospiro, è riuscito ad emettere un bisbiglio tonante: “Berlusconi è antieuropeista”. Sono proprio contento: il premier è antieuropeista come me.
    Sì, io che pratico l’anticonformismo militante sono contro questa Europa, che è talmente viscida e posticcia che sono contrario a tutte le europe possibili. Perché non potrebbero essere diverse da “questa”, visto che l’Europa non c’è stata e – proprio per questo – mai ci sarà. L’hanno disegnata a tavolino, castrando le differenze tra gli Stati membri. Cercando di cancellare i legittimi interessi nazionali, che sempre saranno italiani, francesi, tedeschi, e mai “comunitari”.
    Ma non c’è spazio per chi è contro questa costruzione solo monetaria. Si viene trattati come paria del pensiero. Come “scettici” che ancora non si convincono della “grande opportunità”, ma che forse domani se ne faranno una ragione. Basta solo che superino la loro “grettezza”, la loro “chiusura”. Ci sarebbe da ridere se non ci fosse da piangere. Chi non si adegua all’europeismo trionfante non merita legittimità politica. E’ fuori dall’”arco costituzionale”, è stretto nell’angolo della vergogna.
    Siamo stati obbligati a togliere il tricolore dai pennoni per metterci il blu stellato di una cosa che non c’è. Ci lavano il cervello a colpi di Schumann e Jean Monnet. Esaltano il “grande sogno” continentale, accusando di ogni nefandezza i grandi movimenti nazionalisti. Che becera disonestà. Il nazionalismo, per lorsignori, è solo “ultra”. Non poteva che partorire Hitler e i suoi cugini fascisti. Ridiamoci su un’altra volta.
    Nazionalismo, una parola che non deve scusarsi di niente. Non è affatto sinonimo di fanatismo e non porta meccanicamente a far dormire la ragione.
    Ma per fortuna il pensiero non è solo “debole”, ma può essere anche “forte” e radicalmente “anticonformista”. Sono in troppi, però, a dare patenti di legittimità sempre e soltanto a una parte.
    Non voglio morire europeista perché, vivaddio, ci sono anche i nazionalisti. E io sono con loro. Così come, su un altro piano, mi schiero dalla parte dei monarchici (borbonici, ben inteso) e non dei filorepubblicani, perché deve essere riconosciuto il diritto di poter tifare per il re e non solo per il presidente.
    E ho pure il diritto di pensare che la costruzione europea debba essere seppellita. Se mi oppongo all’Europa con un referendum, e quel no va a vincere sul sì, devo pretendere di non essere insultato da quelli che in questi casi parlano puntualmente di “incidenti di percorso” o di “pause di riflessione”. Se siamo in “democrazia” e se c’è la possibilità che l’unione europea trionfi, ci deve essere pure quella che i cristalli di Bruxelles si rompano per sempre. Se un no si afferma, quel no deve essere rispettato fino in fondo, senza stare a ripetere il voto finché il sì non vince. C’è un limite all’indecenza di essere considerati rozzi e incapaci di intendere.
    Non abbiamo bisogno della bandiera blu con le stelle. Di vessilli ce ne servono solo quattro. Quelli delle nostre Patrie, quello degli Stati Uniti, di Israele e della Nato. Per ricordarci che l’Europa è solo un’illusione perché esiste soltanto l’Occidente, da San Francisco a Tel Aviv, unito e armato sotto le insegne dell’alleanza atlantica.
    Grazie Silvio, lo hai sottolineato con il pennarello blu. Quello dei pensieri forti.

    Italianhawk

  2. #2
    Leoni in guerra e agnelli pieni di dolcezza nelle nostre case
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    Citazione Originariamente Scritto da Italianhawk83
    Berlusconi ha appena finito di parlare davanti al Congresso americano. L’antipolitica del premier mi piace poco, gli amici conservatori lo sanno bene. Ma ieri il presidente si è superato. Il suo discorso è stato alto e profondamente politico. Dalla prima all’ultima riga.
    Il passaggio più vibrante è stato quello sull’unicità dell’Occidente. Che è inscindibile e va dalla California a Gerusalemme. Subito hanno caricato a corda Prodi che, dopo un fiato e un sospiro, è riuscito ad emettere un bisbiglio tonante: “Berlusconi è antieuropeista”. Sono proprio contento: il premier è antieuropeista come me.
    Sì, io che pratico l’anticonformismo militante sono contro questa Europa, che è talmente viscida e posticcia che sono contrario a tutte le europe possibili. Perché non potrebbero essere diverse da “questa”, visto che l’Europa non c’è stata e – proprio per questo – mai ci sarà. L’hanno disegnata a tavolino, castrando le differenze tra gli Stati membri. Cercando di cancellare i legittimi interessi nazionali, che sempre saranno italiani, francesi, tedeschi, e mai “comunitari”.
    Ma non c’è spazio per chi è contro questa costruzione solo monetaria. Si viene trattati come paria del pensiero. Come “scettici” che ancora non si convincono della “grande opportunità”, ma che forse domani se ne faranno una ragione. Basta solo che superino la loro “grettezza”, la loro “chiusura”. Ci sarebbe da ridere se non ci fosse da piangere. Chi non si adegua all’europeismo trionfante non merita legittimità politica. E’ fuori dall’”arco costituzionale”, è stretto nell’angolo della vergogna.
    Siamo stati obbligati a togliere il tricolore dai pennoni per metterci il blu stellato di una cosa che non c’è. Ci lavano il cervello a colpi di Schumann e Jean Monnet. Esaltano il “grande sogno” continentale, accusando di ogni nefandezza i grandi movimenti nazionalisti. Che becera disonestà. Il nazionalismo, per lorsignori, è solo “ultra”. Non poteva che partorire Hitler e i suoi cugini fascisti. Ridiamoci su un’altra volta.
    Nazionalismo, una parola che non deve scusarsi di niente. Non è affatto sinonimo di fanatismo e non porta meccanicamente a far dormire la ragione.
    Ma per fortuna il pensiero non è solo “debole”, ma può essere anche “forte” e radicalmente “anticonformista”. Sono in troppi, però, a dare patenti di legittimità sempre e soltanto a una parte.
    Non voglio morire europeista perché, vivaddio, ci sono anche i nazionalisti. E io sono con loro. Così come, su un altro piano, mi schiero dalla parte dei monarchici (borbonici, ben inteso) e non dei filorepubblicani, perché deve essere riconosciuto il diritto di poter tifare per il re e non solo per il presidente.
    E ho pure il diritto di pensare che la costruzione europea debba essere seppellita. Se mi oppongo all’Europa con un referendum, e quel no va a vincere sul sì, devo pretendere di non essere insultato da quelli che in questi casi parlano puntualmente di “incidenti di percorso” o di “pause di riflessione”. Se siamo in “democrazia” e se c’è la possibilità che l’unione europea trionfi, ci deve essere pure quella che i cristalli di Bruxelles si rompano per sempre. Se un no si afferma, quel no deve essere rispettato fino in fondo, senza stare a ripetere il voto finché il sì non vince. C’è un limite all’indecenza di essere considerati rozzi e incapaci di intendere.
    Non abbiamo bisogno della bandiera blu con le stelle. Di vessilli ce ne servono solo quattro. Quelli delle nostre Patrie, quello degli Stati Uniti, di Israele e della Nato. Per ricordarci che l’Europa è solo un’illusione perché esiste soltanto l’Occidente, da San Francisco a Tel Aviv, unito e armato sotto le insegne dell’alleanza atlantica.
    Grazie Silvio, lo hai sottolineato con il pennarello blu. Quello dei pensieri forti.

    Italianhawk
    Giò questo va sul Falco dritto dritto..
    Antieuropeisti? Siamo in 3.
    www.interamala.it - Visitatelo che ci tengo

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da templares
    Giò questo va sul Falco dritto dritto..
    Antieuropeisti? Siamo in 3.
    Facciamo quattro allora!

    Ciao giò!

  4. #4
    Leoni in guerra e agnelli pieni di dolcezza nelle nostre case
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    Citazione Originariamente Scritto da UgoDePayens
    Facciamo quattro allora!

    Ciao giò!
    Nulla è cambiato, e la presenza di Giò lo conferma. Vivremo da Conservatori e moriremo Conservatori, passano i mesi, gli anni ma il tempo non ci divide.
    www.interamala.it - Visitatelo che ci tengo

  5. #5
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    Ciao ragazzi!
    E' sempre un piacere tornare a Casa.

  6. #6
    roberto m
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    non pensavo che eravate antieuropeisti, allora un punto in comune in più, solo che a me piace poco anche l'Ammerika

  7. #7
    Alvise
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    Mi inserisco nella discussione. Premetto che la mia posizione è diversa e distante da quella espressa da Italianhawk, ma siccome ho trovato alcuni spunti interessanti e condivisibili nel suo scritto, mi è comunque venuta voglia di scambiare qualche parere.

    Io, grosso modo, sarei un "europeista". Scrivo "grosso modo" perché in realtà sono molto lontano da quello che comunemente si intende con quella parola. Io i padri nobili come Altiero Spinelli, Robert Schuman, Jean Monnet, li considero vera e propria feccia. Sono ferocemente ostile alla UE ed a ciò che rappresenta, sono nemico dell'idea d'Europa che viene portata avanti.

    Eppure in me vive il mito dell'Europa. Un mito profondo, che in genere viene sentito da tutti coloro che cercano di vivere nel solco della Tradizione; e proprio per questo sento profondamente estraneo il concetto di "Occidente" come oggi è comumemente inteso, e proprio per questo sento l'Europa come un qualcosa che differisce radicalmente da Stati Uniti ed Israele. Il mio giudizio sulla NATO viene di conseguenza ed è facile da intuire.

    Ora, io sono d'accordo con Italianhawk quando scrive che:
    Sì, io che pratico l’anticonformismo militante sono contro questa Europa, che è talmente viscida e posticcia che sono contrario a tutte le europe possibili. Perché non potrebbero essere diverse da “questa”, visto che l’Europa non c’è stata e – proprio per questo – mai ci sarà. L’hanno disegnata a tavolino, castrando le differenze tra gli Stati membri. Cercando di cancellare i legittimi interessi nazionali, che sempre saranno italiani, francesi, tedeschi, e mai “comunitari”.
    Ma non c’è spazio per chi è contro questa costruzione solo monetaria. Si viene trattati come paria del pensiero. Come “scettici” che ancora non si convincono della “grande opportunità”, ma che forse domani se ne faranno una ragione. Basta solo che superino la loro “grettezza”, la loro “chiusura”. Ci sarebbe da ridere se non ci fosse da piangere. Chi non si adegua all’europeismo trionfante non merita legittimità politica. E’ fuori dall’”arco costituzionale”, è stretto nell’angolo della vergogna.
    Siamo stati obbligati a togliere il tricolore dai pennoni per metterci il blu stellato di una cosa che non c’è. Ci lavano il cervello a colpi di Schumann e Jean Monnet.
    Ma invece, francamente, di quell'amorfo "Occidente dalla California a Tel Aviv" non so proprio cosa farmene. E proprio perché sono un fermo patriota, sono orgoglioso di non aver mai innalzato, nella mia vita, tre delle quattro bandiere che Italianhawk ha citato.

    Per inciso, quella che innalzo con orgoglio è il tricolore. Non certo i simboli della sudditanza della mia terra.

  8. #8
    Bibidibobidibù
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    Io invece sogno un'Europa delle nazioni, che non dimentica le sue origini, anzi, le tiene presenti.
    Un'Europa forte delle sue tradizioni, l'alleanza con l'America ci può stare solo se viene trattata da noi allo stesso piano, che non venga ad imporci la sua cultura, molto distante dalla nostra.
    E' vero quello che dite, forse quest'Europa che sta venendo su è un'Europa sbagliata.
    Ma io credo che grazie alle nostre idee, ferme nei Valori, cristiani e patriottici, il sogno della vera Europa si potrà realizzare!

  9. #9
    roberto m
    Ospite

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    Citazione Originariamente Scritto da Celtic
    Io invece sogno un'Europa delle nazioni, che non dimentica le sue origini, anzi, le tiene presenti.
    Un'Europa forte delle sue tradizioni, l'alleanza con l'America ci può stare solo se viene trattata da noi allo stesso piano, che non venga ad imporci la sua cultura, molto distante dalla nostra.
    E' vero quello che dite, forse quest'Europa che sta venendo su è un'Europa sbagliata.
    Ma io credo che grazie alle nostre idee, ferme nei Valori, cristiani e patriottici, il sogno della vera Europa si potrà realizzare!
    giusto, anche se non sei monarchico, io pregiudizi non ne ho

  10. #10
    Bibidibobidibù
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    Citazione Originariamente Scritto da roberto m
    giusto, anche se non sei monarchico, io pregiudizi non ne ho
    Ma io sono monarchico!

 

 
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