Ormai le cose hanno preso una brutta china.
Grazie alle pagliacciate di Calderoli, e al fatto che il governo e la maggioranza parlamentare non hanno isolato in modo netto e inequivocabile le prese di posizioni di scontro frontale con il mondo islamico, il nostro Paese purtroppo deve considerarsi a rischio.
Nel mondo arabo, con il quale abbiamo sempre mantenuto rapporti economici e politici nel segno del rispetto reciproco, ormai sta prendendo piede la sensazione che l'Italia non sia più un Paese aperto e tollerante della religione altrui. Nonostante anche il Papa si sforzi di dire il contario.
Ovviamente, molti protranno dire che in alcuni di questi Paesi non vige la democrazia. E' vero, è così.
Ma il processo democratico non viene certo aiutato, nel momento in cui con delle provocazioni gratuite si dà spazio (e il caso libico l'ha dimostrato in modo lampante) agli estremisti e ai violenti, che non aspettano altro che dar fuoco alle loro micce.
L'Italia quindi si avvia a pagare un prezzo molto caro, per l'avventurismo e l'irresponsabilità della Lega, e di chi l'ha coperta e ancora ci si allea.
Solo cambiando nettamente linea politica e indirizzo si può rimediare a una situazione che altrimenti porterà solo problemi al nostro Paese.
Per questo, il 9 Aprile occorre voltar pagina. Nettamente.




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