IL CASO
SI COMPLICA la trattativa tra i partiti piccoli e la Cdl. Il primo ad annunciare la quasi rottura è Pino Rauti, leader di Mis, Movimento Idea Sociale: «Se Berlusconi non accetterà le nostre richieste saremo costretti a presentarci alle elezioni da soli». «Noi - spiega Rauti - avevamo chiesto sei deputati sicuri da far eleggere nelle liste di Forza Italia più la conferma del senatore Caruso. C’era stato un primo incontro che aveva fatto ben sperare, ma poi tutto si è fermato. Chiediamo anche che Forza Italia rompa ogni rapporto con il Movimento Sociale di Luca Romagnoli, uno squallido personaggi che anche oggi ha dimostrato quali siano le sue idee». Il riferimento è alle parole sulle camere a gas, visto che il leader della Fiamma ha rilasciato frasi in cui sembrava negarne l’esistenza. Ma lo stesso Romagnoli ha poi corretto: «Non è vero che siamo razzisti, la cultura razzista non appartiene alla mia storia personale e politica. Se qualche esponente della comunità ebraica vuole venire con noi è il benvenuto». Dall’estrema destra al centro. Più seria è la situazione con la Dc di Rotondi. Il quale a metà pomeriggio annuncia: «Non ci sono più le condizioni per un accordo della Democrazia cristiana con la Cdl. Ascoltiamo senza essere stati coinvolti un programma senz’altro condivisibile, non vi è nessuna garanzia sui concordati diritti di tribuna. Prendo atto che l’accordo non c’è più». «Non sono un voltagabbana, voterò naturalmente per la CdL e per Berlusconi - afferma Rotondi - perchè è il miglior premier che l'Italia può avere. Prendo atto però che il mio partito è meramente aggiuntivo e mal tollerato in una coalizione che fin qui non lo ha mai coinvolto». In serata il segretario della Dc sembra ancor più ultimativo: «Non firmo nessun programma, sono in partenza per Parigi e non torno nemmeno nemmeno con un aereo privato». Prima di congedarsi dai suoi collaboratori, alcuni dei quali, come Montecuollo e Martinelli, avevano chiesto le dimissioni di Bondi, ha detto: «Non chiedo le dimissioni di Bondi e non voglio far danni a nessuno, dopo le politiche saremo tutti più riposati; Berlusconi ha perso le Regionali per questi cucinieri, sono gli stessi, perderà anche le elezioni politiche». Il Cavaliere intanto va avanti. E vede altre formazioni minori. «Un incontro molto importante», ha detto Alessandra Mussolini, leader di Alternativa Sociale, uscendo da Palazzo Grazioli. All’incontro, secondo quanto riferito da Gianluca Nocetti, leader della lista «No euro», erano presenti numerosi esponenti dei «piccoli partiti». La lista, sempre secondo quanto detto da Nocetti, comprende i «Riformatori e liberali» della coppia Della Vedova-Taradash, il Partito dei pensionati, «Progetto natura» (lista di cacciatori e pescatori), la Fiamma Tricolore di Luca Romagnoli, la formazione «Sos Italia consumatori», i «Verdi, verdi», il «Patto per la Sicilia» e i Repubblicani italiani.
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