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    Buon MILLENOVECENTOOTTANTAQUATTRO!

    Auguri di buon anno a tutti i Winston e un po' meno agli O'Brein. Auguri a quelli che ad avere un futuro almeno ci vogliono provare.

    No, non siamo tornati indietro né siamo in ritardo di ventitre anni.

    Quello che accade in questi mesi, in questi giorni, altro non è che il perfezionamento del mondo chiuso, falso, onnicomprensivo e totalmente mistificatorio del Grande Fratello.

    L'assassinio del fierissimo Saddam Hussein, forse l'ultimo capo di stato libero del pianeta, segnerà una svolta nelle pratiche selvatiche e sbrigative di liquidazione di quanto non risponde alle confraternite di ogni confessione e alla cupola del crimine organizzato. Sostanzialmente cambierà poco, perché interrottasi dopo le aberrazioni commesse a Norimberga, dopo la caduta del Muro di Berlino, questa strada era stata ampiamente intrapresa. Ma la necessità di mostrarsi ipocritamente buoni presso l'opinione pubblica faceva sì che fino a ieri i Milosevic li si uccideva in carcere simulando malori improvvisi.

    Se oggi li si può impiccare e trasmettere il filmato dell'esecuzione in internet, è perché si sa per certo che la cosiddetta opinione pubblica ha sceso un altro gradino della suddita perversione.



    Cosa diceva 1984



    Cosa ci annunciava, nel 1948, Orwell con il suo 1984?

    Ebbene che il mondo sarebbe stato governato, con l'ausilio dell'elettronica e degli schermi, ma, soprattutto degli schiavi volontari, da un Big Brother invisibile. Quel mondo sarebbe stato diviso fra tre potenze che lo controllavano simulando guerre tra di loro, con puntuali rovesciamenti di alleanze. In quel mondo la verità sarebbe stata sempre capovolta. "La guerra è pace" si diceva: ed eccoci a partecipare a "missioni di pace" . "La libertà è schiavitù" e, infatti, fuggiamo a gambe levate chiunque ci proponga di camminare eretti mentre ci accodiamo scodinzolosi a qualunque coda si formi. "L'ignoranza è forza" e, guarda caso, studiamo all'americana e in politica incontriamo portaparola come Schifani, così ignoranti che scivola loro addosso qualunque critica perché non avendo gli strumenti per capirla non possono nemmeno avere l'esitazione della riflessione. Formidabile, non c'è che dire!

    Inoltre il Big Brother rifà la storia a uso e consumo del presente, la rifà ogni giorno, a costo di smentire quel che aveva detto il giorno prima: tanto nessuno se ne accorge, coinvolto com'è nell'ignorante sonnambulismo che lo porta dalla culla alla tomba nell'ininterrotto chiasso di roboanti spinte viscerali, sempre privo di qualunque consistenza, coerenza, presenza a sé.



    Mistificare la storia



    Anche qui ci troviamo di fronte ad un perfezionamento. La storia l'hanno sempre scritta i vincitori, ma se in passato, quando pochi erano i mezzi di comunicazione, era ancora possibile che si mantenesse in vita una storiografia diversa dall'ufficiale, oggi una voce opposta non ottiene alcuna cittadinanza, soffocata com'è nella nebulosa infinita dell'eccesso di dati e priva di ogni rilancio nelle reti che contano. Senza calcolare che si è anche istituito il reato di "revisionismo storico"...

    Se in passato si ebbero mistificazioni che ancora reggono nella vulgata, come quella del Napoleone sovversivo e della Santa Alleanza tradizionale (mentre solo l'inverso è parzialmente vero) o come le responsabilità della guerra e dell'imperialismo che restano addebitate alla Germania di Hitler invece che alle criminali plutocrazie internazionali, oggi la mistificazione, l'inversione, la contraffazione sono totali.



    Camerata O'Brein



    E qui entriamo in un altro tema di 1984.

    Il protagonista, Winston, vuole amare (cosa proibita nel libro ma anche nella nostra realtà perché amare vuol dire uccidere la morte, essere vivi: e non è vivo quasi più nessuno). Incontra allora il rappresentante di un'opposizione, O'Brein, e gli si accoda per lanciare la sfida dell'amore e della libertà. Ma seguendo O'Brein alla fine scopre che quest'ultimo appartiene al Big Brother e lo porta alla perdizione.

    Cosa c'è di diverso da quanto accade oggi, a destra e a sinistra, nelle aree "antagoniste" ad opera dei loro rappresentanti e di molti che scrivono slogan, esprimono soluzioni o proposte? In queste aree, da parte di tutti i rappresentanti ufficiali e dei loro scriba, assistiamo a mistificazioni storico/ideologiche del passato.

    Confondere ad esempio il fascismo con una specie di moralistica associazione giovanile nostalgica dell'Ancien Régime e fare di tutto perché questo concetto sia accolto e rilanciato dai tanti piccoli Winston, significa distorcere la memoria storica (è perciò un delitto verso gli antenati) e svuotarlo di ogni carica rivoluzionaria.

    Ma come impedirlo se alcuni che anni fa, sia pur giovanissimi, scrissero pagine importanti del Verbo Rivoluzionario sono poi approdati totalmente alla Controrivoluzione e rileggono il proprio passato con una memoria selettiva che cancella quasi tutto quello che vi era di essenziale per salvare solo alcuni aspetti formali opportunamente ritoccati? Come controbatterlo, visto che questi novelli O'Brien hanno deciso di partecipare ad una delle tre potenze oligarchiche che si dividono il mondo che conosciamo (massoni, preti e imam) e si preoccupano quindi solo di contrastare le altre?

    Come evitare poi che scodinzolosi e bavosi individui, stanchi di portare il marchio del dannato, mendichino accettazioni dal Big Brother sostenendo compiacenti che Mussolini era un ostaggio dei tedeschi, che il fascismo era antinazista e altre miserie morali del genere? Abbiamo letto addirittura che Hitler era satanista...

    Come evitare che, di fronte all'accattivante sorriso di Mentana, segretari di partiti che dovrebbero essere gli eredi o almeno i testimoni di chi non piegò la testa giungano a dire che per l'Italia in fondo è stato meglio che si perdesse la guerra con gli americani?

    Come impedire che la più bella, alta, travolgente poesia degli ultimi secoli, il più fantastico movimento di popolo, il più eccelso avanguardismo culturale, artistico ed esistenziale mai conosciuto venga ridotto al surrogato del suo opposto tramite formule imbarazzanti quali "maggioranza silenziosa?"

    Come evitare che tutto, anche questo, sia lottizzato, per opera degli O'Brein?



    L'uno e l'altro sempre "fratelli" sono



    Non è facile scrutare la realtà dietro le quinte e avvedersi che ovunque, in ogni frazione del mondo politico/ideologico, il Big Brother ha posto due stati maggiori paralleli, uno trozkista e uno clericale, con tanto di commissari politici presenti agli snodi strategici, mentre di riserva, per il recupero, ha lasciato qualche spazio a piccoli e patetici imam.

    Capire questo significherebbe anche scoprire a chi fanno capo (volentieri, per affinità e non per corruzione) i singoli rappresentanti delle aree antagoniste.

    E c'indurrebbe a sconfessarli tutti per ripartire con le nostre gambe,

    rifiutando le briglie di qualunque fratello (si chiamano fra loro tutti così, che siano incappucciati o chierici). Questo anche senza il bisogno di risalire le fila per scoprire che più in su, un po' più in su di dove guardano gli O'Brien, tutti costoro si mischiano e si confondono in un'orgia di omosessualtà spirituale.



    Big Brother



    Questo ragionamento può sembrare paranoico solo a chi non abbia l'esperienza vissuta e gli strumenti culturali per comprenderlo.

    Nemmeno è disfattista. Il Big Brother, di certo perfezionatissimo è, in fondo, sempliciotto: chi superi l'ignoranza, rifiuti la schiavitù e recuperi lo spirito guerriero, chi sia nietzscheanamente autosufficiente per mancanza di falsi bisogni, si trova in condizioni di assoluto vantaggio.

    Perché è nell'uomo libero, eretto, che non delega a oligarchi di qualunque fede e colore la sua guida, che muore il Big Brother ed è da uomini così che nasce l'alternativa.

    La quale invece muore ogniqualvolta si pretenda di mettere uomini così ben disposti al servizio di oligarchi e di confraternite di qualunque colore e religione.

    Gli spazi per muoversi, per muoversi bene, proficuamente e con grandi risultati, in realtà ci sono, anzi aumentano, ma è carente l'avanguardia, mancano quasi del tutto gli uomini che la formano. Perché, come nel libro, la maggioranza di quelli che dovrebbero contestarlo, in realtà "amano il Grande Fratello". O, più propriamente, innamorati narcisisticanmente della propria immagine, elemosinano consensi facili dai greggi che li circondano belanti e da pastori ghignanti che li invitano sui set.

    Criticano il Big Brother da Big Brother, prigionieri del reality show.



    Tenebre e fuochi fatui



    Buon anno a te, compagno o camerata! Ma che tu stringa il pugno o tenda il braccio, finché lo farai essendo un piccolo O'Brein, sarai Grande Fratello anche tu; anzi soprattutto tu sarai il Grande Fratello perché è proprio nel tuo modo di ragionare, nel tuo accogliere come autentiche le verità "antagonistiche" di comodo, nel tuo rilanciare le banalità e i luoghi comuni, che livellano, devitalizzano e paralizzano ogni cosa, che il Big Brother si rinnova ogni giorno.

    Perché è soprattutto sugli schiavi volontari che si fonda. Dunque su di te.

    Buon 1984 allora, ovvero buon anno proprio a te: vedremo come riuscirai a vivere tra le tenebre che ottenebrano facendo lo slalom tra le luci dei fuochi fatui. Non è facile per niente ma si è reso davvero indispensabile.

    Perché è nell'uomo libero, eretto, che non delega a oligarchi di qualunque fede e colore la sua guida, che muore il Big Brother ed è da uomini così che nasce l'alternativa.

    Intanto, nell'attesa, stando fermi su noi stessi, come non avere bene impresse in mente le parole che in Werwolf gli Intolleranza dedicano a chi vuole darsi ai nemici? "Prima di avermi devon venire a cercarmi!"

    Troppi ne hanno trovati invece facilmente: si regalano nel grande incesto.

  2. #2
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  3. #3
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    Reggio Emilia: Triangolo Rosso. Ma con sangue partenopeo dunque ellenico, dunque aryo
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  4. #4
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  5. #5
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