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    Predefinito 8 marzo - giornata internazionale delle donne

    Giornata internazionale delle donne
    ALZA LA VOCE CONTRO LA GUERRA


    8 marzo, ore 16
    Ambasciata USA (via Veneto), Roma
    • Fine immediata dell'occupazione militare dell'Iraq;
    • Basta con gli stupri, le torture, le violazioni dei diritti umani, le deportazioni, le carceri segrete e lo sterminio di civili.
    FUORI LA GUERRA DALLA STORIA!
    La guerra non ha colore
    Se mai ne ha uno ha quello dell'orrore
    Raccogliamo gli appelli internazionali per una giornata di pacifico urlo contro la guerra davanti alle ambasciate USA in tutto il mondo (appello CodePink e Cindy Sheehan)
    Sit-in davanti all'ambasciata USA a Roma mercoledì 8 marzo 2006 dalle ore 16 alle 18.
    Invitiamo tutte le donne
    (e gli uomini!) a partecipare!

    Associazione Federativa Femminista Internazionale (AFFI) - Bastaguerra - Donne in nero - U.S. Citizens for Peace & Justice - Women's International League for Peace and Freedom (WILPF Italia)

    Per maggiori informazioni: cciddonne@tiscalinet.it oppure info@peaceandjustice.it
    Scaricare il volantino [PDF]
    Firma l'appello di CodePink: WomenSayNoToWar
    --- Comunicato [versione PDF] ---
    8 marzo – Giornata internazionale delle donne
    ALZA LA VOCE CONTRO LA GUERRA!
    Roma, mercoledì 8 marzo, dalle 16.00 alle 18.00
    Sit-in davanti all’Ambasciata Statunitense in via Veneto
    Una chiamata alla pace: Le donne (e gli uomini!) dicono no alla guerra.
    Il prossimo 8 marzo sarà una giornata importante per le donne e per la pace. Raccogliendo l'appello internazionale di CodePink e Cindy Sheehan, i movimenti delle donne e per la pace stanno organizzando manifestazioni davanti alle ambasciate USA in tutto il mondo per chiedere la fine immediata dell'occupazione militare dell'Iraq. La manifestazione principale si terrà a Washington D.C., dove un corteo porterà le firme di donne di tutto il mondo alla Casa Bianca.
    L'8 marzo vedrà manifestazioni in tutti gli Stati Uniti, dall'Alaska alle Hawaii, dal Montana alla Florida e anche in molti paesi del mondo (tra l’altro Francia, Germania, Gran Bretagna, Svizzera, Svezia, Pakistan, Egitto, Benin, Australia e Nuova Zelanda) e in Italia a Roma.
    Nella capitale, associazioni femministe e pacifiste promuovono per le ore 16 un sit-in davanti all’ambasciata USA di via Veneto. Con cartelli, striscioni e canti, le donne (e non sole!) chiederanno che tutte le truppe lascino l’Iraq e che ci sia una fine agli stupri, alle torture, alle violazioni dei diritti umani, alle deportazioni, alle carceri segrete e allo sterminio di civili.
    Per chi si chiede perché una manifestazione contro la guerra davanti all'Ambasciata USA a Roma mentre il governo Italiano ha le truppe in Iraq, le organizzazioni promotrici rispondono che l'Italia è diventata ormai il 51º stato degli Stati Uniti. La sovranità italiana viene calpestata con sequestri sul suolo nazionale da parte della CIA, con lo stoccaggio di armi nucleari nelle basi USA in violazione del trattato di non proliferazione, e con gli impedimenti nello svolgimento delle indaggini nel caso Sgrena Calipari.
    Il sit-in vuole anche essere una tappa verso la manifestazione nazionale che si terrà a Roma il 18 marzo, terzo anniversario dell'invasione e giornata internazionale contro la guerra e le occupazioni. (www.18marzo.unmondodiverso.it)
    Informazioni sul 8 marzo www.peaceandjustice.it/giornata-delle-donne.php .
    Per maggiori informazioni sull'appello internazionale e le manifestazioni in programma, vedere il sito Women Say No To War (www.womensaynotowar.org)
    Associazione Federativa Femminista Internazionale (AFFI) – Bastaguerra – Donne in nero –
    U.S. Citizens for Peace & Justice - Women's International League for Peace and Freedom (WILPF Italia)

  2. #2
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    Tempo di elezioni e di anatemi. Chierici e politici trescano e inseminano il terreno del voto con punizioni divine e crociate terrene. Preghiere e voti sotto la bandiera dell’embrione.
    Ultimo in ordine di tempo arriva il membro della Pontificia accademia per la vita, tal Le Menè a definire “
    complice d’omicidio chi vota per i partiti anti-embrione”, prima di lui era stato la voce del Sant’Uffizio Mons. Levada a dire «E´ peccato sostenere politicamente un candidato apertamente favorevole all´aborto o ad altri atti gravi contro la vita». Chi lo fa commette grave, gravissimo scandalo. … Proclami contingenti in vista del termine elettorale, ma da leggere nel più universale proclama trascendente ed extratemporale del papa che parla per conto di Colui che “non distingue fra l’embrione e l’adulto e ciascun essere umano ancor prima del suo prendere forma nel seno materno…”, embrione, anzi, pre-embrione, adulto.…tutt’uno.. Uguale, agli occhi di Dio … e di Pera che, già a suo tempo, aveva lanciato la categoria (penale?) dei “piccoli omicidi”. “L’aborto è un piccolo omicidio commesso dagli adulti…Forse perché un piccolo omicidio, non è un omicidio autentico?” si chiedeva l’esegeta peraltro applauditissimo lo scorso autunno dalla platea di ciellini alle sue invocazioni contro il meticciato e per il rilancio della calpestata identità d’occidente.
    Ed ecco un altro bel
    seme integrale (o integralista) che unisce i magnifici teorici dello scontro di civiltà; il Pera ad accusare la guerra santa contro l’occidente, il Calderoli, attuale crociato silurato, ad invocarla contro i musulmani. “Intervenga Ratzinger, serve una nuova crociata; ormai è l’unico che può fermare il fanatismo degli islamici contro la cristianità” disse. Oggi, dopo la T-shirt satanica, e la sua retrocessione, come dice Curzio Maltese, “da principe a ranocchio verde Padania”, indossa la veste del martirio; “se devo morire, meglio da cristiano” dice alla Stampa e annuncia la T-shirt christian-pride: “orgoglioso di essere cristiano“… Anche il Buttiglione la indosserà, lui, ministro dei beni culturali già martirizzato a Strasburgo per i suoi toni “così integralisti, arcaici e inopportuni da lasciare esterefatti”. D’altra parte, nessuno si illude che “liberare la libertà”, slogan di Ratzinger per la prossima giornata mondiale della gioventù sia un gioco da nulla; portare il bene costa, portare la democrazia costa. Infatti, non lo vediamo forse ogni giorno quanto costi alla patria della libertà, liberarla in altre plaghe del mondo alle quali è sconosciuta?! In God we trustBerlusconi pure rilancia la battaglia per la libertà contro il male. Di recente un parlamentare “comunista” si è lasciato sfuggire parole di schifo e raccapriccio per strette di mani grondanti sangue… insomma, a Diliberto è scappato qualcosa di sinistra; per carità, non che questo giovi molto al lifting di una left che dopo la TAV (per dirne una) dovrebbe fare un trapianto di faccia, ma insomma… è già qualcosa perché proprio non sta bene rimuovere la guerra in corso e quant’altro di brutto accade nel mondo. Dopotutto, è pur vero che nel paese di Bloody Bush tira cattiva aria; l’uragano Katrina si è rimaterializzato in forma di video-tape a sbugiardare il presidente e, per quanto riguarda direttamente le donne, tira pure un cattivo Alito. Alìto il nuovo membro della Corte Suprema garante delle posizioni integraliste contro l’aborto sarà il punto forte per la prossima revisione restrittiva della legge che autorizza l’intervento all‘interruzine di gravidanza.
    Anche là, come qua, …più o meno. Non ha forse auspicato il Cavalier servente che il mondo dovrà diventare tutto un' America? Guantanamo là, CPT qua.. Sparare per difesa legittima (o no) si può; pestaggi per le strade: forze dell’ordine vs sfigati inoffensivi c’è già…
    Ancora qualche sforzo donne… e ci partoriranno il peggiore dei mondi possibili. Nel frattempo, in questo clima e sotto questo cielo a croci e a sbarre, se scegliamo di abortire, ce l’abbiamo sempre più dura; per le schedatua di Storace, per gli obiettori duri e puri o duri e porchi vale a dire obiettori nel pubblico, mammane nel privato. Una bella indagine non guasterebbe, ma tant’è… se il ministro della salute è il piazzista del Movimento per la Vita; all’evidenziare le trasgressioni alla legge, può capitare che ci pensino le Iene Show o qualche sparuto giornalista, o, come è più probabile, nessuno. Impossibilitate così a “liberare la libertà” -nostra- di scegliere, ecco il risultato voluto poiché “l’uomo appartiene a Dio e alla Chiesa” … figurarsi la donna….
    Questo 8 marzo nel quale si ripete - questa volta laggiù, nel lontano oriente,- quello che avvenne 95 anni fa a New York, ovvero la strage di lavoratori e, per la maggior parte lavoratrici divorati dalle fiamme perché chiusi a chiave, schiavi a produrre per la civiltà dell’occidente; questo 8 marzo è la misura del male, dell'ipocrisia e della fraudolenza di
    questa civiltà. E questo non va bene. Ci stanno portando indietro tutta…. Abortiamoli tutti!!! Questo aborto, almeno questo, è libero, gratuito, autogestito.

    http://www.ecologiasociale.org/pg/dum_fem_8marzo06.html

  3. #3
    Bandito senza tempo
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    Quante sono le strade che partono dai nidi di ragno. Qual'è stato il prezzo pagato per chi ha scelto di andare e lottare? Portami ancora là, dove il vento è pronto a soffiare, a trovare ogni passo perduto lungo il sentiero dei nidi di ragno
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    vorrei, in poche righe, ricordare la storia di questo giorno, ormai massificato e consumista... per NON dimenticare... MAI!!!

    "Le origini della festa dell'8 Marzo risalgono al lontano 1908, quando, pochi giorni prima di questa data, a New York, le operaie dell'industria tessile Cotton scioperarono per protestare contro le terribili condizioni in cui erano costrette a lavorare. Lo sciopero si protrasse per alcuni giorni, finché l'8 marzo il proprietario Mr. Johnson, bloccò tutte le porte della fabbrica per impedire alle operaie di uscire. Allo stabilimento venne appiccato il fuoco e le 129 operaie prigioniere all'interno morirono arse dalle fiamme. Successivamente questa data venne proposta come giornata di lotta internazionale, a favore delle donne, da Rosa Luxemburg, proprio in ricordo della tragedia."


    Auguri a tutte le compagne ed a tutte le donne in lotta.

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da woland
    vorrei, in poche righe, ricordare la storia di questo giorno, ormai massificato e consumista... per NON dimenticare... MAI!!!
    a mio avviso non basta non dimenticare. ma bisogna piuttosto ripartire da qui, da un 8 marzo che troppo spesso si riduce ad un mero festeggiamento, per riprenderci i nostri spazi ed i nostri diritti. la questione di genere, spesso addirittura non compresa da parte di qualcuno, deve tornare ad essere centrale nella nostra agenda politica.

  5. #5
    olivia
    Ospite

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    Citazione Originariamente Scritto da woland
    vorrei, in poche righe, ricordare la storia di questo giorno, ormai massificato e consumista... per NON dimenticare... MAI!!!

    "Le origini della festa dell'8 Marzo risalgono al lontano 1908, quando, pochi giorni prima di questa data, a New York, le operaie dell'industria tessile Cotton scioperarono per protestare contro le terribili condizioni in cui erano costrette a lavorare. Lo sciopero si protrasse per alcuni giorni, finché l'8 marzo il proprietario Mr. Johnson, bloccò tutte le porte della fabbrica per impedire alle operaie di uscire. Allo stabilimento venne appiccato il fuoco e le 129 operaie prigioniere all'interno morirono arse dalle fiamme. Successivamente questa data venne proposta come giornata di lotta internazionale, a favore delle donne, da Rosa Luxemburg, proprio in ricordo della tragedia."


    Auguri a tutte le compagne ed a tutte le donne in lotta.
    bravo woland a ricordare quel tragico giorno
    grazie

  6. #6
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    da bresciaoggi

    Mimose alle operaie in lotta: «No, grazie»

    Vasi e mazzi enormi di mimose hanno accolto le operaie della fabbrica Invatec di Roncadelle. Ma le operaie «non si sono fatte incantare» e all'azienda hanno risposto lasciando i fiori gialli, tipici della festa delle donne, al loro posto.
    In compenso hanno preparato in fretta un cartellone, in cui hanno scritto appunto che loro non ci cascano: «Vogliamo i diritti non le mimose».

    Insomma, il profumo intenso dei fiori non ha fatto dimenticare le richieste che le dipendenti della fabbrica di cateteri dell'hinterland bresciano stanno portando avanti da qualche tempo.

    Con l'azienda è infatti aperta una vertenza. E ieri, otto marzo, le circa 300 dipendenti, tutte donne, dovevano tenere un'assemblea, all'ordine del giorno appunto la situazione delle trattative con la proprietà. L'Rsu chiede l'adeguamento del premio, il miglioramento del part time e alcuni diritti. Ma l'accordo non si trova per ora.

    «L'azienda - spiega Diego Filippini, segretario della Filcea Cgil - ha offerto l'adeguamento solo in presenza di utili. Su questo però non siamo disposti a discutere, sul fatto, intendo, che il premio sia agganciato a variabili come gli indici di bilancio che non possiamo controllare».

    Nell'assemblea di ieri si doveva appunto discutere di questo, «e dei molti contratti precari che hanno fatto in questa azienda». Ma prima di cominciare a parlarne ecco tutto quel giallo. I vasi colmi di mimose per la festa delle operaie. Che rispondono «No grazie».

    Eugenio Barboglio

 

 

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