Paroles d'un croyant di Hugues-Félicité Robert de Lamennais (1834)
Furono tempi che l'uomo ammazzando l' uomo di credenza differente stimava di offrir sagrifizio gradito a Dio. Aborrite da questi omicidi esecrati. Come potrebbe l' omicidio piacere a Dio, che disse all'uomo: non ucciderai? Quando il sangue dell' uomo scorre sulla terra, come offerto alla divinità, i demoni accorrono per tracannarlo , ed entrano in chi 1' ha versato. La persecuzione comincia allorchè si dispera di convertire , e chi dispera di convertire , o bestemmia tra se la potenza della verità , o non s' affida nella verità delle dottrine che annunzia. Qual maggiore stoltezza che dire agli uomini; credete, o morite! La fede è figlia del Verbo : penetra nei cuori con la parola, non già col pugnale. Gesù passò facendo il bene, e allettando colla bontà, e colla dolcezza toccando le anime più dure.
La benedizione era nella sua bocca divina; non la maledizione, se non che per gl' ipocriti. Ad apostoli non s'elesse carnefici. Diceva a' suoi: lasciate crescere il buono e il cattivo frumento sino alla messe: il padre di famiglia lo scernerà egli sull'aia. E a quelli che lò sollecitavano a far scendere il fuoco sopra una città non credente: Voi non sapete, disse, di quale spirito siate. Lo spirito di Gesù è spirito di pace , di misericordia, d'amore. Quelli che perseguitano in suo nome , che frugano le coscienze colla spada, che tormentano il corpo per convertire la mente, che provocano, anzichè rasciu gare le lagrime; in quelli non è lo spirito di Cristo. Guai a chi profana il Vangelo, facendolo segno di terrore agli uomini! Guai a chi scrive la buona novella sopra un foglio macchiato di sangue ! Rammentate le catacombe .
In quel tempo, tratti al patibolo, dati pastura alle fiere dell'anfiteatro per sollazzo del popolo, cacciati a migliaia nelle miniere , nelle carceri , pubblicati i vostri beni , calcati come il fango delle vie ; voi non avevate per celebrare i vostri misteri proscritti altro asilo che le viscere della terra. Or che dicevano i vostri persecutori ? che voi propagavate dottrine pericolose; che la vostra setta ( così la chiamavano) turbava l'ordine , e la pace pubblica ; che violando le leggi , e nemici del genere umano, voi davate il crollo all' impero , crollando la religione di quello. E in tale estremo, e in tanta oppressura che chiedevate voi? Libertà. Invocavate il diritto di non ubbidire che a Dio , di servirlo e adorarlo secondo coscienza. Or dunque, allorchè altri, anche ingannati dalla fede loro, invocheranno per se quel sacro diritto , abbiategli rispetto in essi , come volevate che i Pagani gli avessero rispetto in voi.
https://books.google.it/books?id=_w4uAAAAYAAJ&pg=PA51&lpg=PA51&dq=furono+t empi+che+l%27uomo+ammazzando+l%27uomo&source=bl&ot s=VvkP1Lx20O&sig=l6NVlQcxCIwPJQ-za0ZdtFGQoQc&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwiI9L7Gru7ZAhWGv hQKHbTyDo0Q6AEINTAB#v=onepage&q=furono%20tempi%20c he%20l'uomo%20ammazzando%20l'uomo&f=false
Gregorio XVI Singulari Nos (1833)
Invece, cosa che a stento sembrava credibile, proprio colui che avevamo accolto con l’affetto di tanta benevolenza, immemore della Nostra indulgenza, subito mancò alla sua promessa, e quella buona speranza che avevamo nutrito sul "frutto del Nostro ammonimento" riuscì vana, non appena abbiamo conosciuto un libello scritto in francese, col nome in verità celato ma manifestato da pubblici documenti, edito a stampa poco tempo fa dallo stesso e divulgato dovunque: piccolo invero per dimensioni, ma grande per la perversità, che si intitola Paroles d’un croyant.
Inorridimmo davvero, Venerabili Fratelli, già alla prima scorsa, e commiserando la cecità dell’autore comprendemmo dove mai si spinga la sapienza che non sia secondo Dio, ma secondo gli elementi del mondo. Infatti, contro la promessa fatta solennemente in quella sua dichiarazione, egli, per lo più con capziosissimi giri di parole e di finzioni, cominciò a controbattere e a demolire la dottrina cattolica che nella ricordata Nostra lettera definimmo, con il potere affidato alla Nostra umile persona, sia riguardo alla dovuta sottomissione alle autorità, sia sul dannoso contagio dell’"indifferentismo" da tener lontano dai popoli, sia sulle limitazioni da porre alla libertà di pensiero e di parola che si diffonde, sia infine sulla completa libertà di coscienza da condannarsi, e sulla scelleratissima cospirazione delle società eccitate anche dai cultori di qualunque falsa religione in danno dell’ordine religioso e civile.
Davvero l’animo si ribella nel leggere quelle proposizioni con cui nel medesimo scritto l’autore tenta di infrangere qualunque vincolo di fedeltà e di sottomissione verso i sovrani, avendo appiccato da ogni parte il fuoco della ribellione affinché si scatenino il sovvertimento dell’ordine pubblico, il disprezzo delle magistrature, l’infrazione delle leggi e siano sradicati tutti gli elementi del potere tanto sacro che civile. Poi, con una nuova e iniqua interpretazione, definisce il potere dei sovrani come contrario alla legge divina, e, con calunnia mostruosa, addirittura "frutto del peccato e potere di Satana". Applica le medesime parole infamanti alla sacra gerarchia e ai sovrani a causa del patto di crimini e di macchinazioni che, secondo il suo vaneggiamento, li vede uniti contro i diritti dei popoli.
E non contento di questo ardire tanto grande, va inoltre predicando una completa libertà di pensiero, di parola e di coscienza; augura ogni successo e felicità ai lottatori che combatteranno per riscattarla dalla tirannide, come dice; chiama palesemente da tutto il mondo con furibondo ardore adunate e conventicole e, spingendo e insistendo in propositi così nefasti, fa in modo che Noi possiamo vedere che anche per quell’articolo i Nostri ammonimenti e le Nostre prescrizioni sono da lui stesso calpestati.
Rincresce enumerare qui tutte le cose che con questo pessimo comportamento di empietà e di audacia vengono accumulate per sconvolgere tutte le realtà divine e umane. Ma soprattutto eccita l’indignazione ed è apertamente intollerabile per la Religione che le prescrizioni divine siano riportate dall’autore per affermare tanti errori e siano spacciate agl’incauti, e che egli le citi dovunque per liberare i popoli dalla legge dell’obbedienza come se fosse mandato e ispirato da Dio, dopo aver premesso il sacratissimo nome dell’augusta Trinità, e che distorca con furberia e audacia le parole delle sacre Scritture (che sono parola di Dio) per inculcare tanti malvagi deliramenti, per cui con maggior fiducia, come diceva San Bernardo, "al posto della luce possa diffondere le tenebre, e al posto del miele, o meglio nel miele, propinare il veleno, inventando per i popoli un nuovo vangelo e ponendo un altro fondamento contro quello che è stato posto".
In verità, il passar sotto silenzio questo tanto grave danno inferto alla sana dottrina Ci è vietato da Colui che pose Noi sentinelle in Israele perché ammoniamo del loro errore coloro che l’autore e Perfezionatore della Fede, Gesù, affidò alla Nostra cura.
Perciò, ascoltati alcuni dei Nostri Venerabili Fratelli Cardinali di Santa Romana Chiesa, di Nostra iniziativa, per conoscenza certa e con la pienezza del potere apostolico, riproviamo e condanniamo e vogliamo e decretiamo che sia considerato in perpetuo come riprovato e condannato il libro intitolato Paroles d’un croyant, con il quale – con empio abuso della parola di Dio – si traviano i popoli a dissolvere i vincoli di ogni ordine pubblico, a far crollare l’una e l’altra autorità, ad eccitare, fomentare e sostenere sedizioni, tumulti e ribellioni nei regni: un libro che contiene perciò proposizioni rispettivamente false, calunniose, temerarie, che inducono all’anarchia, contrarie alla parola di Dio, empie, scandalose, erronee, già condannate dalla Chiesa specialmente nei Valdesi, Wicleffiti, Hussiti e in altri eretici di tal genere.
Sarà ora vostro compito, Venerabili Fratelli, assecondare con ogni sforzo queste Nostre disposizioni che la salute e l’incolumità dell’ordine, sia religioso, sia civile richiedono con urgenza, affinché un tale scritto, uscito dalla tana per spargere distruzione, non sia dannoso al punto da condiscendere al gusto di una più pazza novità e da diffondersi più in largo fra i popoli come un cancro. In una questione di tanta importanza, è vostro compito sostenere la sana dottrina, smascherare l’astuzia dei Novatori e vigilare con maggiore attenzione per la custodia del gregge cristiano, affinché fioriscano e aumentino felicemente l’impegno della religione, la pietà delle azioni e la pace pubblica. Questo davvero Ci aspettiamo con fiducia dalla vostra fede o dal vostro totale zelo per il bene comune, perché, con l’aiuto di Colui che è padre della luce, possiamo rallegrarci, e dire con San Cipriano "che l’errore sia stato capito e rintuzzato e perciò distrutto in quanto riconosciuto e scoperto".
Del resto, dev’essere molto deplorato dove vadano a finire i delirii dell’umana ragione quando qualcuno si applichi alle nuove cose, e contro l’ammonimento dell’Apostolo si sforzi di "sapere più di quello che occorre sapere" e confidando troppo in se stesso creda che la verità sia da ricercarsi fuori della Chiesa cattolica, nella quale invece essa si trova senza la più piccola traccia di errore e che perciò è chiamata ed è "colonna e firmamento della verità". Voi poi capite bene, Venerabili Fratelli, che Noi qui parliamo anche di quel fallace sistema filosofico diffuso da non molto tempo e del tutto riprovevole, per cui, per spregevole e sfrenato desiderio di novità, la verità non viene cercata dove si trova con certezza e, trascurate le sante e apostoliche tradizioni, si accettano altre dottrine inutili, futili, incerte e non approvate dalla Chiesa, dalle quali uomini stoltissimi credono a torto che la stessa verità sia sorretta e sostenuta.
https://w2.vatican.va/content/gregor...ugno-1834.html




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