"In occidente molti credono che i liberali arabi non esistano, che nella regione non ci sia un dibattito interno, ma noi siamo qui. Se non vogliono vederci è un altro discorso .I liberali sono una crescente, battagliera e coraggiosa minoranza che va aiutata a diventare una maggioranza. Molti in occidente non capiscono quanto sia importante dare forza alle nostre voci. Noi ci occupiamo di temi riguardanti tutta la sfera umana e chiediamo riforme, per questo siamo il target degli estremisti e dei dittatori. Io ho combattuto contro Saddam e adesso voglio liberarmi dai fondamentalisti che controllano il mio paese e che dai loro pulpiti incitano al terrorismo."
(Hussein Siniari, presidente dell'Iraq Institute for Democracy)
"Basta accendere la televisione su un canale mediorientale per rendersi conto che esiste un dibattito, portato avanti dalla nuova élite intellettuale. Il canale al Arabiya ha un programma settimanale dove sono invitati ospiti liberali che esprimono le proprie idee. L'emittente del Qatar, al Jazeera, la più seguita nel mondo arabo, è stata la prima a iniziare questo tipo di talk show. In questo caso, però, l'invitato liberale è attaccato e contrastato dal presentatore e da un altro ospite estremista con un'opinione divergente da quella del liberale. L'emittente Dubai tv si è specializzata sulle riforme sociali con il programma della presentatrice Lina Sawan che deride apertamente la poligamia e critica quelle tradizioni di origine tribale del mondo arabo che vanno contro i diritti della donna. Le idee riformatrici hanno già ottenuto piccoli ma significativi progressi in Libano e "in Kuwait col voto alle donne", come ricorda Rola Dashti che si candiderà alle prossime elezioni del paese. A Rabat sarà presentato il documento del summit di Venezia che prevede la promozione del pluralismo politico, il libero accesso ai mass media, la partecipazione delle donne, il monitoraggio delle elezioni: riforme democratiche. "Una cosa è certa: avremo contro tutti i governi autoritari", dice Shahida Nighat Jamil, ex ministro pakistano. Nel breve termine, però, è necessario che siano creati mezzi alternativi e legittimi per superare le restrizioni sulla libertà di stampa: creare siti internet e organizzare un network liberale per poter scambiare le proprie opinioni e garantirsi l'appoggio durante i momenti di oppressione politica.
Anna Barducci Majhar
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Si potranno mai "Laicizzare" gli ArabiMusulmani?




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