
Originariamente Scritto da
Ronnie
TORINO 2006: LA BENEDIZIONE DEL CIO, CHE BEI GIOCHI
TORINO - Tutto e' andato bene: gli impianti, l'organizzazione e i servizi sono stati all'altezza di una Olimpiade. E, anche se non vengono fatti paragoni con il passato, rimarranno a lungo un punto di riferimento nella storia dei Giochi invernali. A poche ore dalla cerimonia di chiusura, e' questa l'opinione che il Cio si e' fatta di Torino 2006. ''Non ricordo Giochi di qualita' cosi' elevata'', esordisce il presidente del Comitato olimpico internazionale, Jacques Rogge, nell'ultima conferenza stampa di questa avventura a cinque cerchi. ''Non diro' mai che questi sono stati i Giochi migliori - aggiunge - perche' non e' possibile confrontare eventi che si svolgono in condizioni politiche, economiche e sociali molto diverse fra loro. Il Cio, pero', e' felice e soddisfatto di queste Olimpiadi e il presidente del Toroc, Valentino Castellani, sara' molto felice di ascoltare quello che diro' nel discorso di questa sera''. Inutile chiedergli di anticipare il suo pensiero, anche se poi l'entusiamo lo porta a farsi scappare qualche dettaglio in piu': ''La qualita' delle infrastrutture e' stata grandissima, la sicurezza ha funzionato bene, gli atleti e i broadcaster sono felici e le gare hanno raggiunto un livello davvero elevato''. Da ex atleta qual e', il presidente del Cio si sofferma soprattutto su quest'ultimo argomento. ''Ho visto cose meravigliose, come le imprese di Cindy Klassen (cinque medaglie nel pattinaggio di velocita', ndr) che e' senza dubbio la donna di questi Giochi, le lacrime di Ianica Kostelic per la medaglia di suo fratello o il tifo degli olandesi per i campioni della velocita' sul ghiaccio. E mi sono commosso quando ho visto un tecnico norvegese che ha dato un bastoncino alla canadese Backye Scott che lo aveva appena rotto''. E non finiscono qui le istantanee, liete e non, scattate dal presidente del Cio ai Giochi che si stanno concludendo. Rogge ricorda infatti anche ''i vecchietti d'oro'' dello slalom gigante, Aamodt e Maier, ''che sono finiti sul podio dopo aver superato diverse difficolta'''. Onori anche all'austriaco Raich, mentre per l'inconveniente accaduto alla Jacobellis (superata per distrazione al traguardo dall'avversaria che ha vinto l'oro al posto suo), Rogge si dice ''dispiaciuto''. Non sono mancate nemmeno le delusioni. Quelle per il doping, un male che bisogna combattere in modo ''perpetuo'', e quelle sportive: ''Da campioni come Rocca e Miller - sottolinea - mi aspettavo qualcosa in piu'. Spero che fra quattro anni, a Vancouver, siano ancora in pista in modo che possano dimostrare quello che vangono''. Il numero uno del Toroc sorride al suo fianco, esprimendo tutta la soddisfazione per i giudizi appena espressi dal Cio. ''Siamo fieri - dichiara - del modo in cui Torino e l'Italia hanno accolto questo importante appuntamento. Abbiamo superato ogni aspettativa, e crediamo di essere cosi' riuisciti a dare impulso ai Giochi del futuro''. Le Olimpiadi, infatti, finiscono questa sera, ma restano i suoi valori, ''perche' la passione di questi giorni - prosegue Castellani - deve continuare ad esistere''. Proprio come la generosita' dei volontari, i valori della pace e della cultura che per due settimane hanno trasformato Torino nella capitale del mondo e gli impianti che rimangono in eredita' allo sport italiano. Un patrimonio che non deve essere disperso per consentire all'Italia, come ha concluso il presidente della Commissione di coordinamento del Cio Jean Claude Killy, ''di mostrare il meglio di se stessa''.