“LA DIFESA DEI CONTRIBUENTI”
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FEDERCONTRIBUENTI
Associazione Nazionale per la difesa dei diritti dei contribuenti e la tutela della piccola proprietà immobiliare
La competizione elettorale ormai alle porte non può che sollecitare in una organizzazione come la nostra un momento di riflessione nel richiedere alle forze politiche un confronto sul tema della difesa dei diritti dei contribuenti e della piccola proprietà immobiliare. In questi anni, così come rilevato anche dalla Corte dei Conti lo Statuto del Contribuente è stato ripetutamente violato dagli Enti Impositori ma spesso anche dal legislatore. La Federcontribuenti - Associazione Nazionale per la difesa dei Contribuenti dello Stato e delle Autonomie Locali e la tutela della piccola proprietà immobiliare ha basato il suo principio fondativo sul concetto dell’equità fiscale e sul dettato costituzionale che ogn’uno deve pagare le imposte e le tasse, secondo la propria capacità contributiva.
Scelta etica e fondamentale per la Federcontribuenti è la lotta agli evasori e all’evasione.
Sin dalla nascita abbiamo posto l’esigenza di una maggiore tutela nei confronti di un sistema fiscale, complicato e spesso contraddittorio nei suoi aspetti normativi. L’esigenza di una rappresentanza costante e quotidiana del “Cittadino Contribuente” l’attuiamo attraverso la “proposta legislativa” e l’iniziativa sul territorio costituendo un punto di riferimento dei tanti cittadini che si trovano spesso “impotenti” di fronte a illegittime richieste dell’Erario e alle pretese tributarie delle autonomie locali, nonché all’ormai azione persecutoria dei concessionari della riscossione.
Al primo punto della Nostra Azione abbiamo messo la difesa dei diritti dei contribuenti e l’applicazione dello “Statuto del Contribuente” come momento centrale nel rapporto fra fisco e contribuenti.
Vogliamo essere “propositivi” anche rispetto a quel federalismo fiscale che dovrà costituire nel tempo lo strumento di ricaduta sul territorio della capacità contributiva dei cittadini, senza che venga meno l’esigenza unitaria e nazionale della “solidarietà”, in un Paese come il nostro, dove purtroppo ancora esistono grandi disparità territoriali fra Nord, Centro e Sud. Non a caso nasciamo al Sud, dove questa esigenza è fortemente sentita.

Fra le iniziative che intendiamo mettere in campo e su cui chiediamo un impegno per la prossima legislatura vi sono:
· Una legge per il recepimento negli Statuti delle Autonomie Locali dello Statuto dei Diritti del Contribuente;
· il progetto “Cambiare l’ICI”da imposta patrimoniale a imposta sui servizi;
· la richiesta d’istituzione di un Tavolo Nazionale sulle Cartelle Pazze;
· la Costituzione della Consulta Nazionale Tributaria e conseguenzialmente di quelle locali;
· l’istituzione in tutti i Comuni del Garante del Contribuente;
· l’applicazione di vere agevolazioni per i contratti di locazione a canone concordato;
· abolizione della minimun-tax sulle locazioni;
· credito d’imposta sulle ricerca;
· la modifica del sistema sanzionatorio su imposte e tributi;
· la modifica della normativa sulla riscossione dei debiti tributari (iscrizione ipotecarie, fermi amministrativi);
· la transazione per debiti tributari;
· l’istituzione di un testo unico sulle cosiddette IMPOSTE INVISIBILI;
· la “fiscalità di vantaggio” per le zone deboli del Paese;
· una legge per il ritorno al credito d’imposta automatico per l’incremento occupazionale e degli investimenti;
· una legge per la confisca dei beni per gli evasori fiscali e gli usurai;
· una legge a tutela dei contribuenti in caso di azioni vessatorie da parte degli enti impositori e dei concessionari dello Riscossione;

Per concludere sarebbe utile sapere in che modo si vorrà fare la lotta all’evasione ed il conseguente recupero di nuova base imponibile che porterebbe ad allentare la pressione fiscale. Le incertezze nella lotta all’evasione fiscale ci appaiono una risposta precisa alla difficoltà di governare un sistema ed un rapporto democratico che stabilisca una reale partecipazione alla “legalità tributaria” che è sempre fatta di diritti e di doveri sia per i contribuenti ma anche e soprattutto per lo Stato. Oggi è necessario che ogn’uno nei propri ruoli assuma un maggior senso di responsabilità specie quando si tratta di questioni che inevitabilmente nei cittadini creano “frustrazioni” e “sfiducia”. Noi lanciamo a tutti, Forze Sociali e Politiche, Amministratori e Amministrazioni l’idea che è giunto il momento di una grande riflessione comune per una partecipata azione democratica in cui sia chiara la percezione della volontà di trasformare il rapporto fiscale infondendo nella gente la certezza che la contribuzione tributaria diventi un apporto reale allo sviluppo della Nazione, delle Regioni e delle Città. Per fare questo è anche necessario che si sappia che risultato producano i propri pagamenti delle tasse. Ecco perché l’altra grande questione che poniamo e quella che lo Stato si attrezzi del suo “Bilancio Sociale” come misuratore delle politiche degli investimenti e dei servizi e dei benefici reali goduti dai Cittadini di questo Paese.

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