Il costo della finanza (nel tempo della moneta inconvertibile)
Fabio Gallazzi
16/01/2006
E' di qualche giorno fa la notizia che la somma dei bonus elargiti dall'industria finanziaria ai suoi dipendenti
negli USA è di 21,5 miliardi di dollari.
Se a questa si aggiunge quella elargita agli operatori nella City di Londra raggiungiamo la cifra di 35 miliardi
di dollari.
Un problema comune ai geologi e a chi tratta i numeri aggregati delle economie è che i grandi numeri maneggiati
non riescono a trovare una collocazione intuitivamente operativa nella mente di chi riceve l'informazione.
A cosa corrispondono oggi 35 miliardi di dollari?
Ecco alcuni rapporti significativi (i dati si riferiscono agli USA):
- a 15 mesi di profitti di tutto il commercio all'ingrosso
- a un anno di profitti netti della fiscalità dell'intera industria mineraria
- a 8 mesi di profitti dell'industria e del commercio minuto di prodotti informatici
- a 6 mesi di profitti dell'industria chimica
- a 3 mesi di profitti dell'intera industria energetica, col petrolio, il gas, il carbone e l'uranio sui massimi
- a cinque settimane di tutti i salari pagati nell'industria manifatturiera
Chi scrive è uno strenuo difensore dell'economia di mercato ed è perfettamente cosciente dell'importanza
degli strumenti finanziari per il fluido funzionamento di una economia.
E' essenziale avere un banchiere che possa guidare la miriade di risparmio disperso verso investimenti produttivi grazie a conoscenze privilegiate ed economie di scala precluse al singolo risparmiatore; è essenziale avere una borsa valori
per garantire la maggior liquidità dei titoli di credito e l'accesso alla partecipazione al rischio d'impresa; è essenziale
la funzione dello speculatore sui prezzi delle merci per limitare i rischi a cui sono esposti i compratori e i venditori
delle stesse.
Il profitto da speculazione finanziaria è economicamente funzionale e moralmente ineccepibile; ad una condizione però: che le regole del gioco non siano truccate.
Nella finanza odierna le regole del gioco sono truccate a favore dell'industria finanziaria.
Il nucleo e la causa prima del trucco sta nel fatto che gli esseri umani hanno accettato una istituzione moralmente inaccettabile: la moneta, per decreto emessa monopolisticamente e arbitrariamente da un cartello di banche private, protetto da una legge statale che legalizza il cartello nella forma «ufficiale», «accettabile» e perfino sacra di Banca Centrale dello Stato.
In generale la Banca Centrale sorge dagli interessi coincidenti di politici e banchieri a nocumento di tutti coloro
che politici e banchieri non sono e che non fanno parte delle clientele dei politici e dei banchieri.
Il fine del banchiere è quello di prestare denaro creato dal nulla e lucrare capitale e interesse dal prestito al riparo
dal rischio di fallimento.
La Banca Centrale «controlla l'offerta monetaria» e funge da «prestatore di ultima istanza».
Per usare una similitudine, il banchiere vuole puntare sul pari in una roulette con solo numeri pari e intascare le vincite.
Il fine del politico è quello di disporre di un sottoscrittore di ultima istanza del debito pubblico che possa quindi finanziare qualsiasi scellerato progetto legislativo di controllo dell'economia, distribuzione di risorse scarse a gruppi privilegiati (nei paesi «democratici», gli elettori) e soprattutto la guerra.
Ma la moneta per decreto (emessa monopolisticamente e arbitrariamente da un cartello di banche private protetto
da una legge statale che legalizza il cartello) produce dei gravissimi effetti di distorsione nella economia reale,
nella struttura del capitale, nella remunerazione degli investimenti e nella allocazione delle risorse.
Chi guadagna: le banche maggiori legate a doppio filo al potere politico, le grandi aziende strettamente connesse
alle banche e alla politica, i grandi sindacati, i grandi media finanziati da banche e Stato, gli intellettuali
e gli accademici collaborazionisti, i professionisti che lucrano sui costi imposti (notai, commercialisti,avvocati, ecc.),
i lavoratori protetti del sistema.
Una nota sul lavoro: dal momento che il sistema è economicamente inefficiente sta scaricando l'anello debole,
i lavoratori, delocalizzando le produzioni.
Chi perde: tutti gli altri, che rappresentano i contributori netti del sistema.
Ovviamente ognuno di noi talvolta contribuisce («è tassato»), talvolta chiede un beneficio («ha un diritto»).
Una osservazione sui diritti: esiste un solo diritto, quello di proprietà, sul proprio corpo e sui propri beni.
Il Creatore ci ha messo in condizione di scoprire questo avendoci dotati di un'anima razionale.
Per tornare al punto iniziale di questa nota, si può certo sostenere che i 35 miliardi di dollari ad appannaggio
dei lavoratori dell'industria finanziaria siano una forma contemporanea di bottino.
Il sistema bancario è sottoscrittore di 350.000 miliardi di dollari di strumenti derivati, contratti di varia natura
di assicurazione dal rischio e/o speculazione.
Il sistema bancario ottiene un profitto dall'assunzione di rischio.
Il bottino si materializza qualora si comprenda che il rischio, per la banca, non c'è.
Parte del rischio è trasferito a istituzioni governative, come le Banche Centrali, parte è ignorato grazie
alla responsabilità limitata consentita dal diritto societario.
I boss di una grande banca americana ragionano più o meno così: accolliamoci qualsiasi rischio, il potere politico
a noi contiguo, non permetterà mai il nostro fallimento.
E così il filo che regge la spada di Damocle diventa sempre più sottile.
Due note che riguardano questioni pratiche per la maggioranza delle famiglie.
La prima: come proteggersi?
Una casa di proprietà o con poco mutuo, rigorosamente a tasso fisso, oro (ma anche argento, platino se riuscite
a acquistarli senza IVA) in possesso privato, nessun debito per il consumo, contante, forse azioni minerarie
e di commodity varie, soprattutto energia.
La seconda: come convincere un figlio ad intraprendere la faticosa strada del medico, dell'ingegnere, dell'imprenditore, del musicista classico, del filologo quando diventerà chiaro che i profitti veri e facili si fanno nella finanza
e nella politica, o nei sottoprodotti culturali del sistema Stato-banca, la televisione e lo sport?
Fabio Gallazzi
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Rispondi Citando
) dove è notoria la capacità di produzione di fisici e matematici.