Il leader trotzkista ha fatto esplodere un'aspra polemica rivendicando
il "diritto alla sollevazione popolare irachena contro le nostre truppe"
Ferrando, Prc avvia consultazioni
per la revoca della candidatura
Marco Ferrando
ROMA - Si concluderà probabilmente con il ritiro della candidatura, e, ma è meno probabile, anche con l'espulsione da Rifondazione Comunista il 'caso Ferrando'. La segreteria del Prc ha infatti attivato la procedura interna per prendere una decisione sul leader trotzkista attualmente candidato nelle liste elettorali del partito, al centro delle polemiche per le sue recenti dichiarazioni sulla strage di Nassiriya.
Sono già cominciate le consultazioni con i membri del Comitato politico, l'unico organismo delegato a decidere sulla possibile revoca della candidatura di Marco Ferrando, che è stata approvata nell'ultima riunione dell'organismo politico.
Ferrando ha confermato l'avvio della procedura, aggiungendo polemico: "I compagni bertinottiani dovranno dire se accettano il diktat del ministro degli Esteri di un governo di guerra e di un ex presidente del Consiglio protagonista delle guerre umanitarie nei Balcani. O se vogliono difendere la sovranità politica di tutto il partito di fronte a intimidazioni, pressioni esterne e ingerenze scandalose nel suo libero dibattito".
In un'intervista pubblicata ieri, Ferrando aveva affermato: "Siamo per la rivendicazione del diritto alla sollevazione popolare irachena contro le nostre truppe. Tutti gli episodi in cui ci sono stati nostri caduti, rientrano in tutto e per tutto nelle responsabilità d'una missione militare al servizio dell'Eni. C'è un diritto sacrosanto all'autodeterminazione e a resistere a forze d'occupazione militare che stanno lì per interessi colonialistici. La lotta armata contro l'occupazione militare è giusta".
Contro le dichiarazioni di Ferrando non si sono schierati solo tutti gli esponenti politici della maggioranza, ma anche tutto il centrosinistra, a cominciare dallo stesso Bertinotti, che stamane ha affermato che "la candidatura di Marco Ferrando è incompatibile con il Prc".
(14 febbraio 2006)




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