La Monarchia è l'istituzione che per sua natura incarna la Nazione nella sua storia e la unisce nelle sue diversità e nelle sue attese.
La republicha, fatte salve alcune eccezioni che confermano la constatazione nella sua generalità, è l'istituzione che per sua natura lede, mistifica ed altera l'dentità nazionale perchè, nel suo evolversi, è incapace di rispettarla; rende le diversità ragione di lotta intestina, le attese delle alternanti maggioranze partitiche assumono priorità e si impongono a quelle generali e a danno di tutti.
La Monarchia è quindi l'istituzione che meglio favorisce l'alternanza nella vita politica dei governi, riuscendo quasi sempre a stimolare e promuovere, nel contesto del bene comune, la positività, il bene, la ricchezza culturale di qualsivoglia partito che goda della contingente supremazia. Ciò anche con carte costituzionali considerate obsolete e risalenti ai secoli più lontani.
La republicha riesce a degenerare anche il pensiero migliore ed a fuorviare il politico più capace nonostante le più avanzate e civili costituzioni. Per sua natura induce all'identificazione della Patria con il partito o l'ideologia di turno, creando le più drammatiche fratture in seno alla Nazione e favorendo estremismi politici, fondamentalismi ideologici, dittature di avventurieri.
Quanto sopra premesso, ci si può chiedere in quali casi la Monarchia deve considerarsi incompatibile con il cammino e la politica di una società civile.
Vogliamo parlarne?




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