Perché non mi presento come candidato alle elezioni. Cosa critico e perché e soprattutto quello che mi sta bene. Replica a « Cuore Nero »
Gira in rete un commento scritto da un anonimo (nickname Cuore Nero).
La critica generale non è priva di senso. Riporto solo quello che mi riguarda e rispondo :
« E soprattutto: signor Adinolfi Gabriele, invece che passare il suo tempo al PC a scrivere trattati di filosofia per persone che a mala pena sanno leggere e scrivere, invece di criticare a priori tutto quello che si fa nella cosiddetta destra radicale, perché non scende in politica e ci mette la faccia come fanno tutti gli altri? Allora si che sarebbe credibile la sua critica.
Lei si lamenta del fatto che Fiamma e AS vanno separate alle elezioni, e l’anno scorso che stavano insieme perché invitava a votare Storace di AN?
Le andrà mai bene qualcosa?
O tutto rientra nel piano “tutti contro tutti” a vantaggio della Balena Bianca?
Ed ecco che ritorniamo alla vecchia Dc, si perché loro almeno litigavano per delle poltrone reali, qui si litiga solo per aria (fritta e viziata)”
Non penso che coloro ai quail mi rivolgo sappiano a mala pena leggere e scrivere, né che le mie analisi siano trattati di filosofia.
Non « scendo » in politica semplicemente perché ci sto 24 ore su 24 a meno di pensare che solo candidarsi alle elezioni con un partito sia « metterci la faccia ». Se questo è il caso, va detto che io sono squalificato a vita per le condanne ideologiche e associative comminatemi con TP e con i Nar.
Certo, se chiedessi la « riabilitazione »…
Non credo, comunque, che il partito sia l’elemento centrale della politica, né uno d’avanguardia, ma che sia solo un semplice strumento.
Alle scorse elezioni non criticai il gruppetto dei quattro per essere stato unito ma per aver inisistito in un vicolo cieco in nome di un « purismo » preteso, senza offrire proposte politiche sul genere di « Rifondazione ».
Ora che costoro approdano, almeno come atteggiamento, ad una logica alla « Rifondazione » non posso non constatare che solo dei pazzi possono andare separati a sperperare un’occasione del genere. Ed è forse (anche) ai responsabili di questa divisione che andrebbe rivolta la riflessione sulla ricostituentesi balena bianca.
In quanto al fatto che non mi andrebbe bene nulla, non è vero : non mi va bene tutto ciò che è controproducente né ogni forma di s-fascistizzazoine. Come ho avuto modo di dire (e dimostrarlo attivamente più volte) e come spiego nel mio ultimo libro, mi stanno benssimo le Osa, i Non Conforme, Perimetro, Popoli e tante iniziative sociali e culturali dirette compiute da partiti e movimenti diversi, specie se sono trasversali. Mi stavano bene iniziative precipitosamente abbandonate o trascurate (come “Compra Italiano” e le “Colonie estive”).
Credo in una strategia, in un metodo e in un sistema di forze che sto cercando di contribuire a costituire e che è chiaramente espresso appunto in « Quel domani che ci appartenne ».
Se non correrò per diventare deputato o senatore non penso che questo debba disturbare nessuno o indurre a credere che mi sia « astenuto dalla lotta » che, sarò un po’ troppo vecchia maniera, non mi pare si combatta propriamente nelle vetrine. Certo, contano anche queste: cerchiamo di fare in modo che almeno diventino belle!




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