Silvio Berlusconi è il "padre padrone" di Forza Italia. Nel movimento azzurro decide tutto lui, per scegliere il leader non ci sono votazioni, soltanto acclamazioni. Acclamazioni, ovviamente, solo e unicamente in favore di Silvio Berlusconi. D'altra parte, nessuno ha il coraggio di sfidarlo. E, in questi giorni, anche per quel che concerne le candidature, è solo e sempre Berlusconi ad avere la prima e l'ultima parola. Il Cavaliere in questo momento non è in Italia, e la questione delle candidature è congelata. Tutti i discepoli azzurri, come ama chiamarli lo stesso presidente, sono in attesa del suo ritorno e delle sue insindacabili decisioni.
"Aspettiamo, aspettiamo e ancora aspettiamo - afferma Guido Grossetto, deputato di Fi - le candidature verranno decise non l'ultimo giorno, ma all'ultimo minuto".
E il parlamentare della Margherita Renzo Lusetti, più serio che ironico, commenta: "Forza Italia è l'unico partito leninista che sia rimasto sulla scena politica, persino in Rifondazione c'è un dibattito sulle candidature. Solo Forza Italia deve attendere le decisioni del capo, non essendo previsto dallo statuto del partito neanche il soviet supremo".
"Come dargli torto?", ha amaramente commentato un esponente del movimento azzurro parlando ad un giornalista dell'Agenzia Parlamentare.![]()




. D'altra parte, nessuno ha il coraggio di sfidarlo. E, in questi giorni, anche per quel che concerne le candidature, è solo e sempre Berlusconi ad avere la prima e l'ultima parola. Il Cavaliere in questo momento non è in Italia, e la questione delle candidature è congelata. Tutti i discepoli azzurri, come ama chiamarli lo stesso presidente, sono in attesa del suo ritorno e delle sue insindacabili decisioni.
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