Risultati da 1 a 8 di 8

Discussione: Putin in pericolo?

  1. #1
    email non funzionante
    Data Registrazione
    15 Jun 2009
    Messaggi
    13,051
     Likes dati
    0
     Like avuti
    2
    Mentioned
    10 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Putin in pericolo?

    Mosca ha dunque raggiunto un accordo con Teheran sul nucleare iraniano. E un accordo fragile e, come ha riconosciuto Sergei Kiryenko, capo di Rosatom (l'agenzia nucleare russa), l'Iran deve fare ancora «dei seri passi». Il tempo stringe: il 6 marzo il caso iraniano sarà deferito al Consiglio di Sicurezza, dove l'atteggiamento USA resterà prevedibilmente inflessibile. Poi, sull'Iran possono piovere non solo sanzioni.




    Notizie d'intelligence parlano di squadre «search and rescue» americane che si stanno posizionando in Afghanistan per recuperare piloti di F-16 di ritorno dalle missione in Iran e costretti all'atterraggio per mancanza di carburante.
    Questo particolare suggerisce che i piloti potrebbero essere israeliani: già da mesi, gli Stati Uniti hanno fornito a Israele nuovi F-16 forniti di serbatoi alari aggiuntivi per azioni a largo raggio.
    Il vice-ministro cinese agli Esteri, Lu Guozheng, corre a Teheran per un'ultima mediazione; Condoleezza Rice percorre tutti i Paesi arabi per assicurarsi il loro appoggio contro l'Iran (1).

    La mutata posizione di Teheran ha qualcosa a che vedere con l'esplosione alla moschea di Samara: una strategia iraniana di contrasto dev'essere saltata in aria con il tempio dell'imam Nascosto.
    Alla fine, il solo risultato sarà di aver accresciuto l'irritazione di Washington verso Putin.
    Putin piace sempre meno.
    E gli ambienti estremi di Washington stanno meditando su come strappargli il prestigio e la visibilità che gli darebbe il vertice del G-8, previsto per il 15 luglio a San Pietroburgo, e che Putin dovrebbe presiedere.
    Già il senatore McCain (un democratico) ha ventilato l'espulsione di Mosca dal G-8, in quanto paese «antidemocratico» e «intimidatorio».
    John Vinocur, un neocon che scrive per il Washington Post, ha elencato in un duro articolo tutto ciò che gli USA rimproverano al capo del Cremlino (2): Putin «ha tentato di spingere fuori gli Stati Uniti dalle sue 'stazioni di posta' verso l'Afghanistan in Asia centrale».
    Ha «minacciato la nuova democrazia ucraina».
    Ha «usato il petrolio russo per intimidire i suoi vicini».

    Peggio; Putin ha invitato «Hamas a colloqui di pace a Mosca», proprio mentre USA e Israele stanno affamando il nuovo governo palestinese (e la popolazione palestinese) tagliandogli fondi e rifornimenti.
    E quella di Putin è «una politica deliberata, freddamente pensata».
    Vinocur dà voce a Andrei Piontokovsky, un russo che ha trovato impiego all'Hudson Institute, il quale dichiara: la Russia «sta evidentemente scivolando nel campo anti-americano».
    E si dà voce a Stephen Sestanovich, naturalizzato americano che ora lavora per il Council on Foreign Relations: Putin è «la guida delle forze reazionarie nell'ex Unione Sovietica».
    Egli «mira a tornare nella posizione di grande potenza a causa delle sue riserve energetiche. Alla fine del processo ci sarà l'allineamento a fianco della Cina? Bisogna prendere atto che la Russia va nella direzione sbagliata».
    A Washington, si medita un atto clamoroso contro Putin.
    Il boicottaggio del vertice di San Pietroburgo, o l'espulsione della Russia dal club degli otto Paesi industrializzati, sarebbe caldeggiato da Dick Cheney e da John Negroponte, direttore dell'intelligence nazionale (3).

    Ma Condoleezza Rice, benchè irritata come loro contro Mosca, sostiene che una posizione troppo dura può essere controproducente: dopotutto, gli USA hanno bisogno dell'appoggio russo per il processo che si preparano a fare a Teheran davanti al Consiglio di Sicurezza.
    Inoltre, la Rice valuta che non è necessario dare troppa importanza a quel che fa Mosca, visto che la sua influenza sulla politica estera americana è in fondo nulla.
    Al tempo dell'invasione dell'Iraq, Condoleezza Rice disse che «bisogna punire la Francia, ignorare la Germania e perdonare alla Russia».
    Ora è dell'idea che Mosca deve prendere il posto della Germania in questa graduatoria: meglio ignorarla.
    Ma non è questa l'intenzione dei neocon.
    Per loro, bisogna assolutamente mandare il messaggio a Putin che «se non diventa democratico, diventa un nemico»; e si sa cosa accade ai nemici dell'America di Bush.
    Se proprio non si riesce a mandare all'aria il G-8 di Pietroburgo, bisogna strappare a Putin la legittimazione che gliene verrà.

    Come?
    Una proposta di Anders Aslund (Institute of International Economics) è che i sette primi ministri e capi di Stato delle altre nazioni industriali, sulla strada per Pietroburgo per il summit del 15 luglio, facciano sosta in qualche città importante (Vienna? Berlino?) per partecipare ad una conferenza tra loro, allo scopo di deplorare clamorosamente la «deriva anti-democratica» di Putin.
    Un'altra versione dello stesso sgarbo: i sette «grandi», riuniti in conferenza sulla via di Pietroburgo, dovrebbero incontrarsi ostentatamente con «organizzazioni dei diritti umani» russe, nonché ONG e altri gruppi «spontanei» pro-democratici dell'Est, per dichiarare che l'Occidente sostiene con forza queste organizzazioni.
    Sono quelle stesso ONG e gruppi dei diritti civili, così attive nelle «rivoluzioni di velluto» dell'Est post-sovietico, che Putin ha messo sotto controllo, ritenendole pagate da USA e Gran Bretagna. Visto che USA e Gran Bretagna li pagano, possono ben convocarli a comando.

    Un'altra ipotesi contempla la possibilità di attivare questi gruppi per «spontanee manifestazioni» nella stessa Pietroburgo, sotto gli occhi di tutte le telecamere del mondo, dove questi giovani sinceramente democratici chiederanno a gran voce a Putin di cambiare.
    Insomma una versione meno violenta, ma altrettanto massiccia, delle manifestazioni no-global che furono preparate a Berlusconi per il G-8 a Genova.
    Se la cosa possa riuscire è dubbio: gli old boys del KGB certo sono in allerta.



    Note
    1) Kaveh Afrasiabi, «Iran's fate still in US hands», Asia Times, 28 febbraio 2006.
    2) Jon Vinocur, «Putin's brazen moves push Bush to recalibrate», International Herald Tribune, 27 febbraio 2006.
    3) Oleg Artukov, «Russia: friend or foe of the USA?», Pravda, 27 febbraio 2006.

  2. #2
    email non funzionante
    Data Registrazione
    22 Jun 2003
    Località
    l'oceano perduto
    Messaggi
    1,074
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da pietro
    Mosca ha dunque raggiunto un accordo con Teheran sul nucleare iraniano. E un accordo fragile e, come ha riconosciuto Sergei Kiryenko, capo di Rosatom (l'agenzia nucleare russa), l'Iran deve fare ancora «dei seri passi». Il tempo stringe: il 6 marzo il caso iraniano sarà deferito al Consiglio di Sicurezza, dove l'atteggiamento USA resterà prevedibilmente inflessibile. Poi, sull'Iran possono piovere non solo sanzioni.




    Notizie d'intelligence parlano di squadre «search and rescue» americane che si stanno posizionando in Afghanistan per recuperare piloti di F-16 di ritorno dalle missione in Iran e costretti all'atterraggio per mancanza di carburante.
    Questo particolare suggerisce che i piloti potrebbero essere israeliani: già da mesi, gli Stati Uniti hanno fornito a Israele nuovi F-16 forniti di serbatoi alari aggiuntivi per azioni a largo raggio.
    Il vice-ministro cinese agli Esteri, Lu Guozheng, corre a Teheran per un'ultima mediazione; Condoleezza Rice percorre tutti i Paesi arabi per assicurarsi il loro appoggio contro l'Iran (1).

    La mutata posizione di Teheran ha qualcosa a che vedere con l'esplosione alla moschea di Samara: una strategia iraniana di contrasto dev'essere saltata in aria con il tempio dell'imam Nascosto.
    Alla fine, il solo risultato sarà di aver accresciuto l'irritazione di Washington verso Putin.
    Putin piace sempre meno.
    E gli ambienti estremi di Washington stanno meditando su come strappargli il prestigio e la visibilità che gli darebbe il vertice del G-8, previsto per il 15 luglio a San Pietroburgo, e che Putin dovrebbe presiedere.
    Già il senatore McCain (un democratico) ha ventilato l'espulsione di Mosca dal G-8, in quanto paese «antidemocratico» e «intimidatorio».
    John Vinocur, un neocon che scrive per il Washington Post, ha elencato in un duro articolo tutto ciò che gli USA rimproverano al capo del Cremlino (2): Putin «ha tentato di spingere fuori gli Stati Uniti dalle sue 'stazioni di posta' verso l'Afghanistan in Asia centrale».
    Ha «minacciato la nuova democrazia ucraina».
    Ha «usato il petrolio russo per intimidire i suoi vicini».

    Peggio; Putin ha invitato «Hamas a colloqui di pace a Mosca», proprio mentre USA e Israele stanno affamando il nuovo governo palestinese (e la popolazione palestinese) tagliandogli fondi e rifornimenti.
    E quella di Putin è «una politica deliberata, freddamente pensata».
    Vinocur dà voce a Andrei Piontokovsky, un russo che ha trovato impiego all'Hudson Institute, il quale dichiara: la Russia «sta evidentemente scivolando nel campo anti-americano».
    E si dà voce a Stephen Sestanovich, naturalizzato americano che ora lavora per il Council on Foreign Relations: Putin è «la guida delle forze reazionarie nell'ex Unione Sovietica».
    Egli «mira a tornare nella posizione di grande potenza a causa delle sue riserve energetiche. Alla fine del processo ci sarà l'allineamento a fianco della Cina? Bisogna prendere atto che la Russia va nella direzione sbagliata».
    A Washington, si medita un atto clamoroso contro Putin.
    Il boicottaggio del vertice di San Pietroburgo, o l'espulsione della Russia dal club degli otto Paesi industrializzati, sarebbe caldeggiato da Dick Cheney e da John Negroponte, direttore dell'intelligence nazionale (3).

    Ma Condoleezza Rice, benchè irritata come loro contro Mosca, sostiene che una posizione troppo dura può essere controproducente: dopotutto, gli USA hanno bisogno dell'appoggio russo per il processo che si preparano a fare a Teheran davanti al Consiglio di Sicurezza.
    Inoltre, la Rice valuta che non è necessario dare troppa importanza a quel che fa Mosca, visto che la sua influenza sulla politica estera americana è in fondo nulla.
    Al tempo dell'invasione dell'Iraq, Condoleezza Rice disse che «bisogna punire la Francia, ignorare la Germania e perdonare alla Russia».
    Ora è dell'idea che Mosca deve prendere il posto della Germania in questa graduatoria: meglio ignorarla.
    Ma non è questa l'intenzione dei neocon.
    Per loro, bisogna assolutamente mandare il messaggio a Putin che «se non diventa democratico, diventa un nemico»; e si sa cosa accade ai nemici dell'America di Bush.
    Se proprio non si riesce a mandare all'aria il G-8 di Pietroburgo, bisogna strappare a Putin la legittimazione che gliene verrà.

    Come?
    Una proposta di Anders Aslund (Institute of International Economics) è che i sette primi ministri e capi di Stato delle altre nazioni industriali, sulla strada per Pietroburgo per il summit del 15 luglio, facciano sosta in qualche città importante (Vienna? Berlino?) per partecipare ad una conferenza tra loro, allo scopo di deplorare clamorosamente la «deriva anti-democratica» di Putin.
    Un'altra versione dello stesso sgarbo: i sette «grandi», riuniti in conferenza sulla via di Pietroburgo, dovrebbero incontrarsi ostentatamente con «organizzazioni dei diritti umani» russe, nonché ONG e altri gruppi «spontanei» pro-democratici dell'Est, per dichiarare che l'Occidente sostiene con forza queste organizzazioni.
    Sono quelle stesso ONG e gruppi dei diritti civili, così attive nelle «rivoluzioni di velluto» dell'Est post-sovietico, che Putin ha messo sotto controllo, ritenendole pagate da USA e Gran Bretagna. Visto che USA e Gran Bretagna li pagano, possono ben convocarli a comando.

    Un'altra ipotesi contempla la possibilità di attivare questi gruppi per «spontanee manifestazioni» nella stessa Pietroburgo, sotto gli occhi di tutte le telecamere del mondo, dove questi giovani sinceramente democratici chiederanno a gran voce a Putin di cambiare.
    Insomma una versione meno violenta, ma altrettanto massiccia, delle manifestazioni no-global che furono preparate a Berlusconi per il G-8 a Genova.
    Se la cosa possa riuscire è dubbio: gli old boys del KGB certo sono in allerta.



    Note
    1) Kaveh Afrasiabi, «Iran's fate still in US hands», Asia Times, 28 febbraio 2006.
    2) Jon Vinocur, «Putin's brazen moves push Bush to recalibrate», International Herald Tribune, 27 febbraio 2006.
    3) Oleg Artukov, «Russia: friend or foe of the USA?», Pravda, 27 febbraio 2006.
    Putin è un grande leader, un grande patriota, un grande stratega.
    Lo ammiro incondizionatamente.
    Ancora una volta una possibilità di salvezza proviene dalla grande Russia.

  3. #3
    Sopra il Nord
    Data Registrazione
    04 Dec 2005
    Località
    Europa autogenocida.
    Messaggi
    8,988
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    46 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Capitano Nemo
    Putin è un grande leader, un grande patriota, un grande stratega.
    Lo ammiro incondizionatamente.
    Ancora una volta una possibilità di salvezza proviene dalla grande Russia.
    peccato che i popoli Rus sono spezzetatti in 3 parti (Russia, Ucraina e Bielorussia).

  4. #4
    email non funzionante
    Data Registrazione
    09 Feb 2006
    Località
    "Cristo ha tradito l'ebraismo, ma, opinava Nietzsche in una pagina meravigliosa di previsioni, per meglio servire l'ebraismo rovesciando la tavole dei valori tradizionali della civiltà elleno-latina." Benito Mussolini, 4 giugno 1919
    Messaggi
    5,531
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da .SOVIET.
    peccato che i popoli Rus sono spezzetatti in 3 parti (Russia, Ucraina e Bielorussia).
    Ucraina e Bielorussia sono Nazioni indipendenti

  5. #5
    Sopra il Nord
    Data Registrazione
    04 Dec 2005
    Località
    Europa autogenocida.
    Messaggi
    8,988
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    46 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da teschio rosso
    Ucraina e Bielorussia sono Nazioni indipendenti
    no siamo (sono ucraino) tutti uno stesso popolo, le nazini sono solo un pretesto per dividerla.
    Se ti ricordi la Rus di Kijev e i Variaghi sono tutti facenti parte di uno stesso ceppo.

  6. #6
    email non funzionante
    Data Registrazione
    22 Jun 2003
    Località
    l'oceano perduto
    Messaggi
    1,074
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da teschio rosso
    Ucraina e Bielorussia sono Nazioni indipendenti
    La Repubblica (Sovietica) di Bielorussia è un baluardo nella difesa del mondo "slavo" dalla maledetta merda americanista! Dobbiamo essere grati ad autentici eroi dei popoli quali Lukashenko!
    In ogni caso non ti preoccupare che c'è chi, discretamente, lavora per una nuova grande unione dei popoli ex-sovietici...
    Non è una coincidenza il fatto che oggi la Russia sia praticamente circondata da basi militari statunitensi ad ovest e a sud/sud-est( e questi sono fatti, non "idee" ).
    Vedremo se l'Europa sceglierà bene.
    O sarà vaso di vetro tra vasi di ferro.

    Io condivido la visione politica di Zijuganov(in quel contesto). Analisi concrete per situazioni concrete, si diceva una volta, prima di Bertinotticiov(o Bertinotzkij?).

    Quanto all'Ucraina... tra qualche tempo ci saranno delle novità positive...



    "COMUNISMO - PATRIA - POTENZA" soleva ripetere il grande generale Boris Gromov.
    Ma questa è cosa che gli occidentali non possono capire, avendo ormai lasciato il cervello dentro un televisore(o un computer, o una playstation), ed il cuore dentro un supermercato luccicante.

  7. #7
    email non funzionante
    Data Registrazione
    22 Jun 2003
    Località
    l'oceano perduto
    Messaggi
    1,074
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Smile

    Citazione Originariamente Scritto da .SOVIET.
    no siamo (sono ucraino)
    E' un grande piacere, allora, che tu scriva qui.
    Ci puoi dire una tua opinione sui recenti avvenimenti politici del tuo paese?

  8. #8
    Sopra il Nord
    Data Registrazione
    04 Dec 2005
    Località
    Europa autogenocida.
    Messaggi
    8,988
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    46 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Capitano Nemo
    E' un grande piacere, allora, che tu scriva qui.
    Ci puoi dire una tua opinione sui recenti avvenimenti politici del tuo paese?
    piacere mio, intendi dire la farsa colorata di faccia bucata?

    Si tratta solo di presidenti buffoni, aristocratici, e mafiosi in tutti i sensi chiunque dopo il 91 è salito al potere ha continuato a rubare ed a scappare con quei beni allestero, beni di tutti i generi, clamoroso il fatto di un ministro che dopo aver rubato ben 6 miliardi di dollari si è rifugiato nella sua amica oltre oceano. (algi usa stanno bene questi incassi come la sua infuenza sull'Ucraina ma i soldi indietro non glieli ridà)
    e questo yushenko non è certo meglio dei suoi predecessori anzi porterà il popolo ucraino alla nazionalizazzione e continuerà a buttare merda sulla vicina Russia per fare il gioco delle lobby occidentali (furtunatamente Putin le ha buttate via).

    molti giovani sono avvelenati dalla propaganda usa (stessa situazione che ho notato qua) il capitalismo sfrenato ha segato le basi a qualsiasi cosa CIVILE che ha prodotto il passato sovietico.
    Fornutamente non sono tutti così alcuni lo hanno capito e ci sono a ricordarglielo i padri e i nonni o almeno chi ha asaggiato la viata sovietica a piene persone al di sopra dei 30 anni.
    Le quali rinpiangono a pieno ritmo il passato soleggiato e benestante (di certo a loro la propaganda usa non attacca) tradito dalla nascente "nuova burocrazia delgli anni 80", e sono in molti se pensiamo che la classe media è quasi inesistente e il potere lo detengono pochissime persone, sono sicuro che un buon 35% rivuole il passato aggiungendo un altro 30% di confusi la cosa potrebbe anche avverarsi.

    L'ultima volta ci sono andato a settembre 2005 quando il neogoverno ha cominciato ad avere la crisi ancora in corso del primo ministro youlia timoshenko cacciata dal governo.

 

 

Discussioni Simili

  1. Pericolo
    Di alemaggia nel forum Centrosinistra Italiano
    Risposte: 27
    Ultimo Messaggio: 22-07-07, 01:35
  2. Pericolo! Pericolo! di Gianfranco La Grassa
    Di pietro nel forum Sinistra Italiana
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 19-04-07, 10:54
  3. Iran, Berlusconi è d'accordo con Putin: Iran non è un pericolo
    Di Zefram_Cochrane nel forum Politica Estera
    Risposte: 12
    Ultimo Messaggio: 03-09-05, 11:49
  4. Putin è un pericolo: paga i debiti.
    Di Totila nel forum Politica Estera
    Risposte: 36
    Ultimo Messaggio: 26-08-05, 13:52
  5. Putin In Pericolo: Paga I Debiti
    Di Der Wehrwolf nel forum Etnonazionalismo
    Risposte: 7
    Ultimo Messaggio: 25-08-05, 01:36

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito