23.02.2006
Berlusconi a Romagnoli: «Sono vere quelle frasi?»
di red.
Silvio Berlusconi non crede più a nessuno e convoca il leader della Fiamma tricolore Luca Romagnoli per chiedergli se erano vere le mie dichiarazioni sull'inesistenza delle Camere a gas, stigmatizzate anche dal presidente del Parlamento europeo.
In un’intervista televisiva, il deputato neofascista aveva detto: «Se le camere a gas sono mai esistite? Francamente non ho nessun mezzo per poter affermare o per negare». Nonostante le registrazioni, lui ora nega.
Romagnoli, nel tentativo di correggersi, ha poi rincarato la dose. «Non faccio lo storico, faccio politica. Sulla tragedia del popolo ebraico non ho mai inteso manifestare dei dubbi, ma di camere a gas non mi sono mai occupato, non mi sento né di negarle né di affermarle. La storia è una scienza e ogni scienza può aggiornarsi e acquisire nuove documentazioni, revisionare».
Il Cavaliere ha quindi dovuto far vedere che è preoccupato e lo ha convocato in via del Plebiscito insieme ai leader dei piccoli partiti pronti ad apparentarsi con la Cdl alle politiche. «È vera quella frase che ha messo in discussione l'esistenza delle camere a gas», suscitando un polverone di polemiche. «Assolutamente falsa!», ha risposto il camerata. Il premier avrebbe a tal proposito ribadito che ci sono «pregiudiziali forti» su candidati «impresentabili».
Romagnoli non c'è stato a fare la parte del «mostro» e ha infine assicurato: «Le mie dichiarazioni sono assolutamente infondate... Andrei volentieri a cena con la signora Zevi e la comunità ebraica anche per fargli vedere il nostro programma».
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