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Siciliani, pugliesi, campani: sognano l'indipendenza. E per raggiungerla si schierano con il Carroccio.
«Ebbene sì, mi sono venduto l'anima al diavolo perché solo con la Lega Nord potrò dare finalmente un'autonomia vera alla mia Sicilia». Franco Piscopo, 55 anni, imprenditore di Favara, provincia di Agrigento (il paese d'origine di Manuela Marrone in Bossi, moglie del senatùr), ha sfidato i suoi conterranei che lo mettevano in guardia: «Ma che ci vai a fare con Bossi, quello ci considera terroni, vuole dividere l'Italia».
Cultore della figura di Antonio Canepa, eroe indipendentista siciliano, che definisce «il nostro Alberto da Giussano», ora Piscopo è responsabile della Lega nell'isola, e a Palermo ha aperto anche una sede. I nuovi leghisti del Sud sono una specie rara, quasi inimmaginabile, come i pinguini ai Caraibi; eppure è una specie che sta prendendo piede, da Napoli a Palermo.
La fresca alleanza tra il Carroccio e il Movimento autonomista del catanese Raffaele Lombardo, strategica anche in vista del referendum sulla devoluzione, li ha fatti in fondo sentire meno soli, meno incredibili. A reclutarli e organizzarli sono Angelo Alessandri, emiliano, presidente federale della Lega, e Giacomo Chiappori, ligure, responsabile per il Sud, ai quali il Capo ha affidato l'offensiva sul fronte meridionale. «L'obiettivo è creare una Lega Sud federata alla Lega Nord. Per dar vita un giorno al Partito federalista italiano». «Con chi altro potevo stare se non con la Lega?» dice Flavio Chiereghin. Pugliese di Barletta, piccolo imprenditore calzaturiero, 44 anni, assicura: «La Lega, con l'alto commissario alla lotta alla contraffazione Roberto Cota, è l'unico partito che ci difende dai falsi che stanno strozzando le nostre aziende: un mio collega si è sparato».
Tiziana Bove Ferrigno, 34 anni, architetto, di Padula (Salerno), racconta: «All'inizio fu dura: mi bruciarono un gazebo con i simboli leghisti. Ma giorni fa, eravamo in 300 all'Hotel Oriente di Napoli ad ascoltare Cota». Candidata alle europee del 2004, portò al Carroccio quasi 3 mila voti. Adesso si accinge a guidare la Lega Nord in Campania. Andrea Asciuti, 28 anni, insegnante di matematica, animatore dei giovani leghisti campani, sta organizzando un gazebo «contro l'apertura di una moschea a Napoli». Intanto a Mergellina, il Carroccio sta attrezzando una sede. E un'altra è stata già aperta ad Avellino. L'agrigentina Silvana Gatto, 44 anni, commerciante di pellicce, presidente della locale associazione antiracket, il 5 febbraio è volata a Varese con tanto di maglione verde al congresso dei giovani leghisti.
Sostiene: «Dei politici siciliani mi sono rotta e anche della Fai, l'antiracket di sinistra, di Tano Grasso. Qui non ci difende più nessuno». Gatto è una sorta di clone della madre di tutti i leghisti del Sud: Angela Maraventano, pasionaria della lotta contro gli sbarchi dei clandestini nella sua Lampedusa. Viene data in arrivo a Montecitorio. Dove promette fuochi d'artificio: «Al Nord si sono un po' calmati, io sono più pericolosa» ride. Proprietaria del ristorante Il Saraceno, fu folgorata dal sole delle Alpi sette anni fa, dopo la morte di un compaesano per mancanza di soccorsi. Vorrebbe trapiantare Lampedusa in provincia di Bergamo. E annuncia: «Sto per portare anche qui Radio Padania».




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