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  1. #1
    zilath mexl rasnal
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    Talking Scoperto Mosaico Pagano

    A 15 metri di profondità, accanto al criptoportico, una straordinaria opera di duemila anni fa


    Sotto le Terme il mosaico nascosto

    Il reperto ritrovato a Colle Oppio. Il racconto degli speleologi: «Una grande emozione»


    Cinque fauni che vendemmiano, un mosaico policromo parietale di sei metri quadri nascosto a una profondità di 15 metri sotto la superficie delle Terme di Traiano. È la scoperta che un gruppo di speleologi di «Roma sotterranea» ha fatto calandosi attraverso una voragine che si era improvvisamente aperta nel terreno delle Terme. L’immagine del mosaico è racchiusa in un filmato che gli speleologi hanno riportato in superficie. «Che emozione...», riferiscono raccontando la loro esperienza. Il ritrovamento è avvenuto accanto al criptoportico dove era venuto alla luce l’affresco del I secolo d.C. di una città sconosciuta. «Adesso servirebbero finanziamenti per restaurare questi ambienti e renderli agibili», dice l’assessore alla Cultura Borgna, che aggiunge: «Nell’area ci sono altre grotte da esplorare». Brogi e Colonnelli a pagina 57



    Cronaca di Roma


    Corriere della Sera 14/01/2005

  2. #2
    zilath mexl rasnal
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    Wink A Colle Oppio un reperto di età neroniana

    A Colle Oppio un reperto di età neroniana

    Ritrovato un mosaico di duemila anni fa Il racconto degli speleologi che l’hanno visto


    «Prima abbiamo fatto scendere un piccolo robot filoguidato con la telecamera. E poi siamo scesi in due, giù per quindici metri con le corde. E l’abbiamo visto: cinque fauni che vendemmiano, uno straordinario mosaico policromo parietale, tre metri per due, una rarità ci hanno poi spiegato gli archeologi...». È stata una voragine che improvvisamente si è aperta nel piano di campagna delle Terme di Traiano, a Colle Oppio, a rivelare un nuovo tesoro archeologico nascosto nelle viscere della terra, a pochi metri di distanza dal criptoportico in cui sette anni fa fu scoperto l’affresco raffigurante la veduta a volo d’uccello di una città, ormai nota come «Città dipinta». All’inizio di dicembre Marco Placidi, il giovane speleologo del gruppo «Roma sotterranea», è risalito insieme con il suo compagno in superficie, portandosi dietro un video in cui sono registrate le bellissime immagini della scena appena vista. Il suo racconto è ancora pieno di emozione: «È una scena di vendemmia, i fauni raccolgono i grappoli d’uva dai tralci di vite e li depongono in un cesto di vimini, uno di loro suona il doppio flauto, altri due danzano nudi e con il capo ornato da corone di foglie, spremendo gli acini all’interno di un catino rettangolare».
    Colle Oppio delle meraviglie. Già all’epoca del rinvenimento dell’affresco della «Città dipinta» le indagini endoscopiche condotte dagli speleologi, guidati da Carlo Pavia del gruppo «Lupa», avevano rivelato l’esistenza di un ambiente retrostante all’affresco, solo in parte interrato, che conservava una parte di frammento di mosaico, realizzato con tessere colorate su fondo bianco e raffigurante una scena di vendemmia. Ora un’altra équipe di speleologi è riuscita a calarsi in un ulteriore ambiente sempre risalente all’età traianea, in un’area dove però le strutture e gli ambienti termali di Traiano si sovrappongono alle costruzioni neroniane e alla Domus aurea.
    Pavia scese attraverso un chiusino, scoperto in un ambiente laterale del criptoportico, subito accanto al muro con l’affresco. «Sergio, un funzionario della Decima Ripartizione del Comune, ha aperto la botola e noi ci siamo calati nel buio con le nostre funi - ricorda lo speleologo -. Eravamo in tre, tutti della Lupa, l’associazione che prende il nome da Gianfranco Lunardo, che era quel giorno con noi, e da me. Il terzo era Roberto. Scendemmo per otto metri e trovammo un ambiente di tre metri di larghezza per sette di lunghezza, con in fondo un nicchione intonacato in opera signina. Era la parte alta di un ninfeo, con un mosaico parietale che nasceva all’incontro della parete di destra con la nicchia del ninfeo. Le tessere avevano motivi decorativi. Erano fitte soprattutto dove la parete diventa volta. Un paio di metri quadri, molto interessanti. Soprattutto per il fatto di appartenere a un mosaico parietale, una rarità. E poi perché ci hanno fatto capire che quasi certamente sotto tutto quel terriccio ci doveva essere anche un pavimento a mosaico».
    A tornare alla luce, in modo avventuroso, è stato invece ora il nuovo «mosaico dei fauni», posto a pochi metri di distanza in linea d’aria dall’ambiente esplorato da Pavia e scoperto stavolta dagli speleologi di «Roma sotterranea», già operativi a Colle Oppio con ispezioni intorno alla Domus Aurea, ma utilizzati anche in altre aree archeologiche come Villa Adriana. «Dopo di noi non è sceso più nessuno in quella grande sala rettangolare dove c’è il mosaico - spiega Marco Lucidi -. L’ambiente, che misurerà dieci metri di lunghezza per sei di larghezza, è piuttosto imponente, quasi sacrale. Per noi è stato davvero emozionante scoprirlo così intatto e miracolamente conservato». Il video di Lucidi che il Comune si appresta a presentare pubblicamente farà scalpore. Resta il problema di un’area così archeologicamente fertile di tesori in cui però, al di là delle voragini e delle occasioni insperate, forse varrebbe la pena di puntare di più.

    Paolo Brogi Lauretta Colonnelli


    Cronaca di Roma


    Corriere della Sera

  3. #3
    zilath mexl rasnal
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    Predefinito



    RIAPPARE LA VENDEMMIA Una scena di vendemmia ripresa dalle telecamere a 13 metri di profondità. Questa la meraviglia emersa davanti agli occhi degli speleologi: ovvero un frammento di mosaico m 3x2 con la scena su fondo bianco dei cinque uomini, tre nudi, con le teste circondate da foglie di vite che pigiamo l'uva nel tino, uno suona il flauto doppio di spalle e il quinto chino a raccoglie i grappoli in una cesta. Il mosaico si trovava in un edificio che è stato sigillato nel 109 d.C, con la costruzione delle Terme di Traiano a Roma. E' stato scoperto dopo che nell'area erano già' venuti alla luce, nel febbraio '98, il grande affresco con 'la citta' dipinta' e, in un altro edificio collegato a un ninfeo, che probabilmente era punto d'incontro tra intellettuali un altro mosaico, che rappresentava un filosofo e una musa. (Ansa)

    corriere.it

  4. #4
    zilath mexl rasnal
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    Predefinito Il mosaico riemerso dalla grotta

    Presentate ieri in Campidoglio le foto della scena di vendemmia ritrovata sotto il criptoportico delle Terme di Traiano


    Il mosaico riemerso dalla grotta

    Veltroni: «Servono cento milioni per la sistemazione del parco archeologico»


    Ci vogliono cento milioni di euro per completare le ricerche sul Colle Oppio, sistemarne le strutture e restaurare le opere rinvenute. Dopo l’ultima scoperta del mosaico parietale con scene di vendemmia, presentata ieri in Campidoglio dal sindaco Walter Veltroni, l’assessore alla cultura Gianni Borgna e il sovrintendente archeologico Eugenio La Rocca, ora si passa alla ricerca dei finanziamenti. Cinquanta milioni di euro sono già disponbili. «Per i restanti - annuncia La Rocca - ci sono buone possibilità». E sono proprio i recenti ritrovamenti, a cominciare da quello della «Città dipinta» effettuato nel 1998, a dare nuovo impulso al progetto di realizzare nell’area delle Terme di Traiano un parco archeologico in cui venga ricostituito l’assetto complessivo delle Terme. È infatti questo il monumento, dovuto alla maestria di Apollodoro di Damasco, che caratterizza il Colle Oppio, con i suoi sei ettari di superficie sovrapposti alle strutture precedenti secondo un nuovo rivoluzionario orientamento verso sud-ovest per garantire al calidario luce e calore. Ora i resti delle Terme emergono qua e là nel parco senza nessuna connessione uno con l’altro, volutamente ridotti, nella sistemazione a giardino effettuata negli anni Trenta da Antonio Munoz, a semplice «quinta scenografica ai lati del moderno viale centrale».
    A riportare l’attenzione verso le «grotte» nascoste sotto i giardini e già ampiamente esplorate nel Cinquecento dagli artisti che vi si calavano per osservare al lume delle candele i resti degli antichi affreschi, è stato nel 1998 un intervento di scavo avviato come una tranquilla operazione di risanamento di una antica galleria delle Terme. In quell’occasione venne alla luce l’affresco della «Città dipinta». Dopo un po’ emerse, a poca distanza, il mosaico del Filosofo e della Musa e ancora, sotto la galleria dell’affresco, le indagini endoscopiche rivelarono il mosaico della Vendemmia, che ora gli speleologi dell’associazione «Roma sotterranea», sono riusciti a fotografare.
    «Le Terme di Traiano, - spiega La Rocca - sono state un po’ come il Vesuvio per Pompei: hanno sigillato un intero isolato della città anteriore al II secolo dopo Cristo. E l’area nel sottosuolo è tre volte più estesa di quella interessata dai resti affioranti nel giardino». Insomma, una ventina di ettari di grotte e cunicoli, finora raggiungibili solo da spericolati speleologi, ma che potrebbero riservare altre sorprese. Come questa del mosaico parietale, con cinque figure maschili intente a svolgere le operazioni della vendemmia, realizzate con tessere colorate su fondo bianco e con una maestria che ha lasciato stupefatti gli studiosi. L’opera misura tre metri per due, ma un gran mucchio di frammenti caduti ai piedi della parete fa sperare che con le tessere distaccate si possa ricostruirne una parte molto più ampia. Il sogno è di poterle mostrare, in futuro, ai visitatori.

    Lauretta Colonnelli


    Cronaca di Roma


    Corriere della Sera 18 01 2005

  5. #5
    Nebbia
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    Predefinito

    Interessante, una notizia così valeva la pena postarla anche sul forum di Scampoli d'Arte, ma evidentemente ogniuno preferisce coltivarsi il proprio piccolo orticello. Avanti così con la visione bottegaia dei forum; se c'è una notizia teniamocela per noi.

  6. #6
    Mjollnir
    Ospite

    Predefinito

    Penso che semplicemente nhmem non ci abbia pensato...

  7. #7
    zilath mexl rasnal
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    Predefinito Bastava un link.

    Originally posted by Nebbia
    Interessante, una notizia così valeva la pena postarla anche sul forum di Scampoli d'Arte, ma evidentemente ogniuno preferisce coltivarsi il proprio piccolo orticello. Avanti così con la visione bottegaia dei forum; se c'è una notizia teniamocela per noi.

    Bastava un link, anche di Tua iniziativa. Credo di aver rimediato .

  8. #8
    Nebbia
    Ospite

    Predefinito Re: Bastava un link.

    Originally posted by nhmem
    Bastava un link, anche di Tua iniziativa. Credo di aver rimediato .
    Meglio così. grazie ed un saluto.

  9. #9
    zilath mexl rasnal
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    Predefinito Re: Re: Bastava un link.

    Originally posted by Nebbia
    Meglio così. grazie ed un saluto.
    Contraccambio

  10. #10
    megaelleno
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    Predefinito Risvolti iniziatici della "bevanda di Dioniso"

    Sappiamo dell'importanza rivestita dal vino nel mondo greco (per i quali i barbari "incivili" non producevano vino) e romano.
    Scene come quella del mosaico sono tutt'altro che infrequenti nell'antichità classica: allusione alle forze "più che umane" prendenti parte all'operazione della vendemmia.

    La chiesa galilea, certamente dopo averne intuito le recondite finalità, si affrettò a vietare canti e balli e quanto altro di rituale si collegasse al momento della "spremitura".

    Tempo fa, con un amico, ci chiedevamo perché i nostri nonni, da piccoli, a lavoro finito, ci mettessero ancora "al torchio" per interi pomeriggi, operazione apparentemente inutile visto il lavoro già concluso e l'esiguità delle nostre forze infantili. Appurato che era stato così per i padri, e i padri dei padri, convenimmo che una qualche eco "iniziatica" doveva celarsi in quei lavori apparentemente superflui...

 

 
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