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Laicista dovrebbe significare estremista laico.
Espressione senza significato giacché il laico non ha verità assolute.
In realtà la parola è usata in senso dispregiativo, per dire che i laici stanno esagerando (e che forse è più accogliente l'ombrello cleircale).
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Quella di Aguas
è forse quella giusta.
Qualcuno mi sa dire se ieri sera da Funari Luciana ha parlato di laicismo o di idee laiche?
Tex Willer
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Scusate, ma perchè dovrebbero avere ragione aguas, lucio, Casini e non il povero De Mauro (ma anche lo Zingarelli dice la stessa cosa)?
Siete tutti linguisti di fama?
Laicista come "estremista laico" è una definizione inventata sui due piedi...
E' tanto semplice cosa significano i due termini.
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Non linguisti di fama
ma semplici uditori di come vengono pronunciate con disprezzo alcune parole.....
Figurati che laico può essere anche uno che insegna la dottrina religiosa senza essere ancora prete e quindi è una parola neutra, più neutra di così.
Laicisti sono i cosiddetti (da qualcuno) rompicoglioni.
(e vale anche in Emilia-Romagna...)
Tex Willer
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Citazione:
Originariamente Scritto da Alberich
Scusate, ma perchè dovrebbero avere ragione aguas, lucio, Casini e non il povero De Mauro (ma anche lo Zingarelli dice la stessa cosa)?
Siete tutti linguisti di fama?
Sono certo che qui sbagliano.
Sostanzialmente entrambi i vocabolari risentono del malvezzo di "adeguarsi" al livello linguistico della stampa quotidiana, senza minimamente preoccuparsi nè dello spessore diacronico letterario, né tanto meno della coscienza del parlante.
Mi pare che ne avessimo già parlato: vi ricordate dell'uso della parola "laico" nel mondo delle professioni? e della medicina?
Comunque credo che sulle conclusioni "politiche" abbiate pienamente ragione voi, in particolare -anche a costo di ricredermi un po'- più ci penso con calma più mi sento di condividere quanto ha scritto "Jan Hus" .
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Citazione:
Originariamente Scritto da Jan Hus
C'è poco da fare: la distinzione tra laico e laicista è una distinzione capziosa, che io ricordo utilizzata a fini polemici sul Popolo negli anni Ottanta ai tempi delle polemiche sull'ora di religione. Un esponente del nostro partito non dovrebbe mai, mai utilizzarla.
Sono rimasto sconcertato quando al congresso la Mazzuca, se non erro, la utilizzò.
In effetti mi ritrovo sempre meno nelle posizioni del nostro partito.
Anche la Sbarbati mi pare l'abbia usato più e più volte (l'ha fatto sicuramente da Ferrara)
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Sì, pare anche a me.
Il guaio è che qualche iscritto MRE "bastian contrario" si è anche espresso in qualche occasione chiedendo un MRE "più laicista". Non parlo di esponenti di alto livello, né di frequentatori di questo Forum, parlo semplicemente di umori che affiorano di tanto in tanto nel partito.
Per celia non mi dispiace la dichiarazione di "TexWiller" laicista=rompicoglioni, paradossalmente forse non dispiacerebbe nemmeno a chi si vuol definire laicista.
In un'altra discussione avevo buttato là che laico è colui che ascolta ciò che viene detto consapevole di non essere obbligato ad obbedire, mentre laicista è colui che ascolta con estrema attenzione perché ha già deciso a priori che qualunque cosa venga detta, lui farà esattamente il contrario.
Probabilmente ha ragione "JanHus".
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Citazione:
Originariamente Scritto da LUCIO
Sono certo che qui sbagliano.
:eek:
il compito dei dizionari non è avallare qualunque significato si faccia dei termini, soprattutto per termini dai profondi significati politici e, ancor di più, se esistono termini sostitutivi
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Indubbiamente Jan Hus ha ragione, nel senso che la parola laicista dovrebbe significare letteralmente la stessa cosa di laico e che, grammaticalmente, è una parola sbagliata.
Però c'è il significato corrente della parola, a cui i linguisti non possono sottrarsi, a meno di non vivere fuori dal mondo della lingua parlata.
E' l'accezione che si da correntemente alla parola a spiegarne il significato, credo, non gli apriorismi dei linguisti.
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i linguisti non si sottraggono, purchè l'uso corrente non sia palesemente sbagliato.