01 marzo 2006
Corriere.it
Istat: In Italia crescita zero nel 2005
Ma Tremonti è soddisfatto: «Il deficit è cresciuto meno del previsto»
Pil fermo l'anno scorso. Cresciuto deficit al 4,1%: nel 2004 era il 3,4%. Tremonti soddisfatto: le stime del governo indicavano 4,3%
ROMA - È la certificazione di un dato atteso. Il prodotto interno lordo italiano è rimasto fermo nel 2005, in decelerazione rispetto all'aumento dell'1,1% del 2004, e il rapporto deficit/Pil è salito al 4,1% dal 3,4% dell'anno prima. L'avanzo primario si è ridotto allo 0,5% del pil dall'1,3% dell'anno precedente.
TREMONTI SODDISFATTO - Le rilevazioni stati diffuse dall'Istat, che non fornisce, però, come avvenuto negli anni passati, il dato sull'andamento del debito in rapporto al pil: «I tempi di notifica nell'ambito della procedura dei deficit eccessivi - spiegano - sono slittati, quindi il dato verrà diffuso dalla Banca d'Italia il 15 marzo con il bollettino economico». Ma in ogni caso0 c'è chi riesce a essere ugualmente contento di queste cifre. E' il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti: le attese del c ogovreno infatti, dopo anni di stime otti8mistiche3, erano state fissdate al 4,3% per il deficit/Pil, allo 0% per il pil e allo 0,6% per l'avanzo primario. «Il calo dal 4,3% delle stime del governo al 4,1% del rapporto deficit-pil è positivo e ha sorpreso anche me», ha commentato il ministro dell'Economi Giulio Tremonti. «Vuol dire che la cura ha funzionato. Sarei stato contento già del 4,3%».
OCCUPAZIONE - Intanto però la situazione che rende aottinista tTremonti è già costata a molti il posto di lavoro. Sul fronte dell'occupazione, infatti, nel 2005 sono state perse circa 102.000 unità di lavoro, ovvero di posti a tempo pieno. Lo comunica l'Istat specificando che nel 2005 l'occupazione - espressa in termini di unità di lavoro al netto della cassa integrazione - ha segnato un calo dello 0,4% e si è così attestata a 24.192.200 unità di lavoro. La maggior parte dell'occupazione è nei servizi, a quota 16.117.700 unità, in crescita rispetto all'anno precedente. L'occupazione totale, espressa in termini di unitá di lavoro al netto della cassa integrazione guadagni, è diminuita quindi nel 2005 dello 0,4%: +1,3% le unitá di lavoro dipendenti, -4,5% quelle indipendenti.
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L'Istat: nel 2005 crescita zero, persi centomila posti di lavoro
Sostanzialmente confermate le previsioni economiche del governo
Continua a peggiorare anche l'avanzo primario: ora è dello 0,5%
Il rapporto tra deficit pubblico e Pil salito al 4,1 per cento
Soddisfatto il ministro Tremonti: "La cura ha funzionato"
Economia italiana ferma nel 2005
ROMA - L'economia italiana non è cresciuta nel 2005. Secondo l'Istat il Pil è rimasto fermo allo zero per cento, confermando così le ultime stime ufficiali del governo. Una frenata che ha avuto pesanti ripercussioni sull'occupazione portando, sempre secondo l'Istat, alla perdita di circa 102.000 unità di lavoro, ovvero di posti a tempo pieno. Secondo i dati comunicati dall'istituto, l'occupazione - espressa in termini di unità di lavoro al netto della cassa integrazione - ha segnato un calo dello 0,4% e si è così attestata a 24.192.200 unità di lavoro. La maggior parte dell'occupazione è nei servizi, a quota 16.117.700 unità, in crescita rispetto all'anno precedente.
Sempre secondo l'istituto centrale di statistica, l'indebitamento netto della pubblica amministrazione, cioè il deficit calcolato in rapporto al Pil, è aumentato per l'Italia nel 2005 arrivando al 4,1%. Il dato migliora leggermente le stima del governo che prevedeva un deficit al 4,3%. Soddisfatto al riguardo il commento del ministro dell'Economia, Giulio Tremonti. "Sarei stato contento", ha detto, "se fosse stato anche al 4,3%. Questo risultato oggettivamente positivo ha sorpreso tutti, anche me, la cura ha funzionato".
"L'indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche in rapporto al Pil nel 2005 - segnala ancora l'istituto nel suo bollettino - è risultato pari al 4,1% rispetto al 3,4% dell'anno precedente. In valore assoluto è aumentato di 10.265 milioni di euro, attestandosi sul livello di 57.917 milioni. Il saldo primario è risultato positivo e pari allo 0,5% del Pil. Tale risultato conferma la tendenza alla diminuzione del saldo primario in rapporto al Pil (passato dal 3,2% nel 2001, al 2,7% nel 2002, all'1,7% nel 2003, all'1,3 nel 2004)".
"Nel 2005 - certifica ancora l'Istat - anche il risparmio delle amministrazioni pubbliche (saldo delle partite corrente) è pari ad un valore negativo stimato di 6.831 milioni di euro, contro il valore negativo di 4.879 milioni di euro del 2004. L'aumento dell'indebitamento netto del 2005 è stato determinato da un aumento differenziato tra uscite ed entrate, pari rispettivamente al 3,1% per le prime e dell'1,7% per le seconde. Le uscite di parte corrente hanno registrato un tasso di crescita più contenuto, pari al 3%, influenzato dalla riduzione degli interessi passivi che continuano a presentare un trend decrescente. In rapporto al Pil le uscite correnti risultano pari al 44,5%, contro il 44,1% dell'anno precedente".
Repubblica.it
(1 marzo 2006)




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