Manifesto di Hezbollah
2009 d.C. /1430 H
In nome di Allah il Clemente e Misericordioso, Lode sia ad Allah, il Signore dei Mondi. Sia pace sul Sigillo dei Profeti, il nostro Maestro Maometto e sulla sua nobile Famiglia sui suoi Compagni e tutti i profeti e i messaggeri.
Allah ha detto nel Suo Libro Sacro:
“E quelli che si battono in Nostro Nome, Noi li guideremo certamente per le Nostre Vie perché in verità Allah è con coloro che fanno il bene” (Il Ragno);
“O voi che credete, fate il vostro dovere verso Allah, cercare i mezzi di giungere a Lui, e vi impegnate con tutte le forze nella Sua causa, possiate voi prosperare” (La Tavola Imbandita).
Introduzione
Il nuovo documento politico di Hezbollah mira a definire la visione politica del partito. Esso comprende le nostre visioni e prese di posizione e le aspirazioni, le aspettative e le paure che nutriamo. Questo documento politico arriva anche a seguito dell’importanza delle azioni e della responsabilità del sacrificio che abbiamo vissuto.
In un momento eccezionale, carico di trasformazioni, non è più possibile affrontare questi cambiamenti senza prendere in considerazione la posizione particolare che la nostra resistenza ha conseguito o le conquiste realizzate dal nostro percorso.
Affronteremo queste trasformazioni con un approccio tra due percorsi contraddittori e la proporzionalità indiretta tra loro:
la via della resistenza e dell’opposizione, che è in fase ascendente e che si basa sulle vittorie militari e i trionfi politici, così come il consolidamento del modello di resistenza a livello popolare e politico e la fermezza delle posizioni politiche assunte nonostante i massicci attacchi e le gigantesche sfide a cui è sottoposta.... fino a raggiungere la collocazione delle forze nello scacchiere regionale a fianco della resistenza e dei suoi sostenitori.
il sentiero del dominio e dell’egemonia statunitense-israeliana in tutte le sue varie dimensioni ed alleanze ed estensioni dirette ed indirette, che sta andando incontro a sconfitte militari, fiaschi e delusioni che mostrano il conseguente fallimento delle strategie e dei piani degli Stati Uniti. Questo ha portato ad uno stato di collisioni, ritirate e incapacità nel dirigere ed amministrare gli sviluppi e gli eventi nel nostro mondo arabo e islamico.
Questo dato si integra in un più ampio scenario internazionale, che contribuisce a sua volta a mostrare la crisi degli Stati Uniti e il recedere dell’egemonia unipolare a favore di un multipolarismo le cui caratteristiche non sono ancora chiare.
Ciò che aggrava ancor più la crisi del sistema egemonico internazionale sono i collassi dei mercati finanziari statunitensi ed internazionali e il crollo dell'economia degli Stati Uniti in una situazione di fallimento. Questo dà una chiara immagine del picco della crisi strutturale dell’arrogante modello capitalista.
Pertanto è possibile dire che siamo nel mezzo di trasformazioni storiche che segnano il recedere del ruolo degli Stati Uniti come potenza predominante e la caduta dell’arrogante unipolarismo e l'inizio della progressiva scomparsa storica dell'entità sionista.
I movimenti di resistenza sono al centro di queste trasformazioni internazionali ed emergono come un fattore strategico nel panorama internazionale, dopo aver ricoperto un ruolo centrale nella generazione o promozione di queste trasformazioni nella nostra regione.
La resistenza in Libano, compresa la Resistenza Islamica, è stata la prima a combattere l'egemonia e l’occupazione per più di due decenni e mezzo. Ha aderito a questa scelta in un momento che sembrava essere l'inaugurazione dell'era degli Stati Uniti - che vi erano prove per descrivere come la fine della storia. Alla luce dei bilanci di forza e delle circostanze allora in vigore, alcuni videro la scelta della resistenza come una sorta di illusione o avventatezza politica o un'inclinazione che si opponeva al razionalismo e alla logica.
Nonostante ciò, la resistenza si mosse nel suo processo di jihad con l’assoluta certezza della giustezza della propria causa e della propria capacità di conseguire la vittoria, credendo in Allah ed avendo fiducia in Lui, come parte dell’intera nazione avente a cuore gli interessi nazionali libanesi, nonché avendo fiducia nel proprio popolo e tenendo alti i valori umani di rettitudine, giustizia e libertà.
Attraverso il suo lungo cammino di jihad e le sue note vittorie - a cominciare dal ritiro della occupazione israeliana da Beirut e dal Monte Libano, le fughe da Sidone, Tiro e Nabatiyeh, l’aggressione del luglio 1993, l’aggressione dell’aprile 1996, la liberazione del maggio 2000 la guerra del luglio 2006 - la resistenza ha garantito la credibilità del proprio modello prima ancora di conseguire le sue vittorie. Il progetto della Resistenza è cresciuto da una forza di liberazione ad una forza di equilibrio e contrapposizione ed infine ad una di difesa e di dissuasione, oltre al suo influente ruolo politico interno di pilastro della costruzione di uno stato giusto e capace.
Contemporaneamente era indispensabile che lo status politico e umano della Resistenza si evolvesse: si è sviluppato da un valore nazionale libanese ad un valore arabo e islamico diffuso ed è diventato oggi un valore umano internazionale; il suo modello viene seguito e le sue conquiste vengono prese ad esempio da tutti coloro che cercano la libertà e l’indipendenza in tutto il mondo.
Pur essendo a conoscenza di queste trasformazioni promettenti e vedendo che il nemico oscilla tra una inetta strategia di guerra e l'incapacità di raggiungere un accordo con le condizioni che pone, Hezbollah non sottovaluta la dimensione delle attuali sfide palesi e delle minacce, la difficoltà del percorso dello scontro e i grandi sacrifici ritenuti necessari dal percorso della resistenza per ristabilire i diritti e prendere parte alla resurrezione nazionale. Davanti a ciò, Hezbollah è diventata ora più chiara nelle sue scelte, più determinata nella sua volontà e più fiduciosa nel suo Signore, nel popolo ed in se stessa.
In questo contesto, Hezbollah definisce le principali linee guida, che costituiscono un quadro politico e intellettuale per la sua visione e le prese di posizione nei confronti delle sfide da affrontare.




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