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L'avvocato britannico Mills, suo marito, secondo i pm milanesi, avrebbe ricevuto soldi da Silvio Berlusconi in cambio di una falsa testimonianza, «rivelando informazioni estremamente delicate al governo Berlusconi», che è una delle parti in causa.

Il Times riporta una lettera «furiosa» dei magistrati italiani ad un alto funzionario del ministero dell'Interno britannico per essere stati ostacolati nella loro inchiesta in Gran Bretagna.

E la vicenda mette ora in forte imbarazzo il governo Blair.
Tanto che sulla vicenda ora indagherà il segretario di gabinetto britannico Gus O’ Donnell, secondo quanto ha affermato ai Comuni lo stesso premier Tony Blair.

Secondo questa lettera citata dal Times, il ministero degli Interni inglese avrebbe passato al Viminale alcune informazioni scritte anche in relazione alla «proposta estradizione» di Mills. E questo violando tutti gli obblighi alla riservatezza richiesti.
Queste informazioni, dice il Times
citando la lettera, furono inviate dal Serious Fraud Office (l'agenzia del governo che indaga sui casi di truffa e frode più gravi) non direttamente ai pm di Milano, ma in «pacchi non sigillati» attraverso il governo italiano.
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