Gli sviluppi della morte, violenta nella sua dinamica ma certamente non a sfondo razziale, d'Ilan Halimi, un ebreo della bassa borghesia parigina, che faceva il commesso in un negozio di telefonia mobile (per Radio RAI è diventanto "un ricco commerciante ebreo"), attirato colle solite dinamiche giovanili, una presunta ragazza (identificata in una farsi di 17 anni con cittadinanza francese) colla quale divertirsi, in una trappola da una banda razzialmente mista di delinquenti, sicuramente in preda ad un delirio psicotropo, stanno assumendo i toni da pochade che mostrano il vero abisso (parafrasando il Rabbino Capo Sitruk) nel quale la Francia sta precipitando sè stessa e di riflesso l'Europa, altro che i turchi!, quello di una folle politica sociale d'integrazione (?!) di elementi completamentamente estranei allo spirito della République.
Il tutto, ovviamente, nel silenzio della stampa asservita al Sistema, che, infatti, si scandalizza perchè a Sassuolo due carabinieri sedano un marocchino, ubriaco alle nove di mattina in preda a violenze.
Nei fatti, dopo l'isteria seguita al ritrovamento del corpo selvaggiamente massacrato dell'ebreo, pare perfino che in una grande piaga, causata da una sigaretta abbandonata sulla carne appena accesa, sia stato trovato del liquido seminale, con un'operazione dei servizi francesi, veniva arrestato ad Abidjan, in una Costa d'Avorio ormai alla deriva legale e sociale, Youssouf Fofana, un mentecatto figlio d'ivoriani con passaporto francese, quindi assolutamente libero di girare nell'Unione.
Un caso indubbiamente da psicologia criminale, punta di quell'iceberg sommerso di criminalità fine a sè stessa che mescola giovani francesi etnici e giovani africani (ma anche antillesi) con cittadinanza francese.
Una miscela esplosiva fatta di educazione fallita, sia a causa della mancanza della stessa nelle famiglie originarie sia per le oggettive carenze di una scuola di matrice rousseiana (che esalta il mito del buon selvaggio), e d'abbandono sociale in una realtà di degrado ove circolano droghe di qualità altissima (hashish manipolata chimicamente d'importazione olandese e cocaina spesso pura al 95% del principio attivo) in nessuna prospettiva di riscatto di sè stessi.
I nodi della folle politica immigrazionista francese, seguita alla decolonizzazione, stanno ormai arrivando al pettine, in un incubo che supera le peggiori previsioni socio-antropologiche e compete in "qualità criminale" colle sue parallele realtà sociali di New York e Los Angeles.
Ovviamente non si potrebbe che compatire la Francia d'essersi messa in questa tremenda situazione se il cancro francese non fosse anche il cancro italiano, come quello spagnolo o di qualsiasi altro paese europeo, in un'Unione che fa del libero scambio di uomini e merci il suo dogma.
Certamente, però, gli ultimi sviluppi dell'affare Fofana sono allucinanti: ad una dimostrazione popolare di negri che invocavano la sua immediata liberazione ad Abidjan è seguito l'incredibile colpo giornalistico d'una attiva televione via cavo i-Télé.
Questa televisione "tutta notizie", che ha un ampio bacino d'utenza nella francofonia ed utilizza giornalisti meticci per le sue trasmissioni, è riuscita a raggiungere il Fofana nel suo "carcere" ivoriano ed ha raccolto un delirio, perfino censurato di qualche minuto per la sua infamità.
Il "carcere", come appare nel servizio, era un'ampia stanza del commissariato del XV° arrondissement (uno dei quartieri più degradati) di Abidjan dove un brillante Fofana, vestito all'ultima moda, sedeva, con accanto la sua troietta locale, senza alcuna restrizione giudiziaria davanti ad un piatto di attiéké, il piatto nazionale ivoriano a base di farina di manioca.
Insomma uno psicopatico che riceveva, alla moda di un satrapo africano, con troie e guardie del corpo (gli inermi e complici poliziotti del Commisariato, probabilmente corrotti dalla televisione) in un profluvio d'ospitalità mangereccia, esperienze incredibili che avvengono solo nell'Africa sub-Sahariana.
Mangiando il cous-cous ivoriano e sputando noccioli di datteri Youssouf Fofana, cittadino francese e quindi concittadino degli italiani, ridendo senza senso, ha dimostrato, nei fatti e senza tante parole, che non ha detto in un ragionamento senza logica, il devstante cancro che l'Europa sta covando nel suo seno.
Probabilmente la metastasi di questo continente!
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