Non essendosi in questo caso , il cattolicissimo Formigoni , attenuto al dettato evangelico :
tocca a noi capire a cosa mira veramente il VERGINE GOVERNATORE''Sia il vostro parlare si' si', no no, il di piu' viene dal maligno'' (Matteo 5,37)
--- ritiene veramente la LOMBARDIA in bilico per il Senato ( differenziale di 10 seggi )
--- ritiene semplicemente di portare a casa piu' senatori oltre il premio di maggioranza ( 1 con il 56,4% , due con il 58,5% , tre con il 60,6%..... )
--- vuole piu' posti dei tre finora offerti per i suoi fedelissimi
--- non vuole mancare quando sara' ufficialmente aperta la SUCCESSIONE
puo essere utile leggere prima di esprimere il parere l'articolo che segue
Formigoni: non cerco posti, posso aiutare a vincere Stallo sulla candidatura del «governatore» che ieri ha sospeso la giunta: «C'è una situazione politica non chiara» In cambio del no, tre posti per i fedelissimi del presidente. Offerto il Senato alla Colli per il ritiro dalle Comunali.
Da La Provincia di Como 02-03-2006
milano Allora, si candida o no? Alla domanda su quello che sta diventando un tormentone politico, Roberto Formigoni, governatore della Lombardia, risponde: «Con la mia iniziativa ho segnalato un'opportunità politica per la Casa delle Libertà. È un'opportunità, non una pretesa di essere candidato. Né tanto meno sono alla ricerca di un posto, anche perché un posto molto importante ce l'ho già. E non sono certo avido...». «Siccome, però - aggiunge - tutti dicono che Formigoni rappresenta un valore aggiunto per la coalizione e per Forza Italia, e non sto parlando dei miei amici del movimento, sto parlando dal punto di vista elettorale, e siccome questa battaglia è decisiva, io dico: sono a disposizione. Però se non si coglie questa opportunità mi si deve anche dire perché non la si coglie. Vuol dire che la battaglia non è decisiva? Vuol dire che si può fare a meno di un apporto significativo? Perché e per quali ragioni? Le motivazioni e le ragioni sono tutte in favore di questa scelta». Sì, però lei poi manderà al voto milioni di lombardi? «Oggi l'imperativo è impegnarsi per vincere, dopo valuteremo insieme». il rinvio di giunta Che la situazione sia tutt'altro che in discesa per il «governatore» lombardo, lo dice un altro particolare,una situazione quasi inedita verificatasi ieri, che ha offerto una chiave di lettura politica, anche se la stessa è stata poi ridimensionata (ma non smentita) dal Pirellone. Sostenendo che c'è una «situazione politica non chiara», ieri Formigoni, nel corso della Giunta regionale lombarda, ha fatto rinviare alla riunione della prossima settimana tutti i punti all'ordine del giorno che non avevano carattere di urgenza. Alcuni provvedimenti sono stati comunque approvati, all'unanimità: un pdl sul commercio, alcune variazioni di bilancio, un sostegno all'occupazione dei disabili, finanziamenti a fiere e mercati. Tuttavia più tardi, appunto dal Pirellone, è stato sottolineato che quella di Formigoni viene interpretata come una «forte iniziativa» per far capire che non riteneva ci fossero le condizioni per prendere provvedimenti che necessitano di un dibattito approfondito. Tutto rinviato di una settimana e c'è un motivo: la nuova riunione di Giunta è prevista per l'8 marzo, dunque avverrà a giochi fatti, cioè a liste per le elezioni già presentate (il termine scade il 6 sera). Perché la chiave è tutta lì, legata alla vicenda della possibile candidatura al Senato del governatore e alla presa di posizione contraria della Lega, fonte di polemica. Sull'iniziativa del governatore non ci sono state reazioni ufficiali neppure dagli esponenti leghisti in Giunta (sarebbe stata accolta positivamente da Forza Italia). Solo l' europarlamentare e capogruppo in consiglio comunale del Carroccio, Matteo Salvini, ha ribadito che «Formigoni è stato eletto per governare la Lombardia per cinque anni». Intanto sul piano delle trattative salgono a tre i posti sicuri che Forza Italia assicurerebbe ai fedelissimi del Governatore della Lombardia Roberto Formigoni affinché questi desista dal candidarsi in Lombardia per il Senato. Oltre ai due assessori regionali Alberto Guglielmo e Maurizio Bernardo, ieri il partito ha inserito nel piatto anche il nome di Aldo Brandirali, oggi assessore allo sport a Milano, convertito a Cl dopo che negli Anni 70 fu leader del movimento maoista Servire il popolo. altre «grane»




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