Componimenti del nonno paterno di quando era balilla concessi da un camerata.
ITALIA MIA
Italia mia, poichè di mesti canti
t'è d'uopo ancor nutrire il casto seno,
io vengo a te col cor trafitto appieno
dal tuo dolore
Io veggo il tuo bel corpo di ferite
cosparso e sanguinante in modo atroce,
io veggo, o santa madre, la tua croce
e soffro e piango!
Però se mi rassegno al forte strazio
che del tuo seno fe' la guerra immane,
io penso con spavento e la dimane
che sorgerà...
E inorridisco, o madre, al sol pensiero
che un dì nel martoriato focolare
io possa mai dolente ritrovare
te mutilata!
Rettor del ciel, se mai cotal destino
avessi al nostro popolo serbato,
deh, fa che questo figlio sventurato
quel dì non veda!
Non veda il sole allor che dei patrioti
sul fronte e dietro il fronte dei combattimenti
le gesta, le vittorie e gli ardimenti si scorderanno!




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