Bellissimo tema di riflessione e discussione con il quale mi cimento facendo il mio primo ingresso in questo forum.
Il termine "libertà" nella società occidentale è fortemente intriso d'illuminismo e rivoluzione, per cui la parola, isolata da ogni contesto, evoca l'idea di affrancarsi da piu' di un giogo ( classista, ideologico, ecc.ecc.). La libertà ha valenza sovversiva di un ordine. In un contesto dove la libertà è un dato di fatto,in una società dedita alla pace e alla democrazia, prende un significato apparentemente meno eclatante, ma sicuramente meno romantico e piu' realistico e diviene libertà del singolo e/o del gruppo di essere rispettati in un ambito già libero di per sé, dove il problema non è la conquista della libertà, ma la sua conservazione ,affinché la libertà di qualcuno non sia lesiva per la libertà di qualcun altro ( la nostra libertà finisce dove inizia quella altrui ).Come inserire un'idea di libertà cristiana? La concepisco innanzi tutto come libero arbitrio, in cui è l'uomo che deve decidere se e quanto seguire una regola "divina",una sorta di ordine morale che nasce nel profondo, credo nel senso di giustizia ,che è tipicamente umano persino quando la giustizia s'infrange. Dal momento in cui l'avverte inizia la lotta per la libertà, perché il cristiano diventa a tutti gli effetti un "soldato di Cristo", che è un ruolo attivo e difficile, al quale di tanto in tanto si abdica per stanchezza, paura, scetticismo, oppure si mette la propria sete di giustizia al servizio di un'ideologia e facendo diventare la Libertà non un mezzo, ma il fine.
Rebecca