PARMA - Una rapina in una casa di campagna come ce ne sono state tante, questa volta anche per pochi soldi ma conclusa con un agghiacciante e quasi incredibile rapimento di un bambino di 17 mesi. Tommaso, febbricitante, è stato portato via dai due uomini che nella serata sono entrati nella casa di Casalbaroncolo, frazione tra Parma e Sorbolo, dove vive con i genitori, Paolo e Paola Onofri, 46 e 43 anni, dirigente e impiegata delle poste, e un fratello di otto anni.
Una famiglia normale, non ricca, che ai banditi ha potuto dare soltanto il contante che era in casa, 150 euro. E' stato per quel bottino così misero che i rapinatori si sono infuriati al punto da rapire il piccolo? E' una delle ipotesi che hanno guidato la caccia durata tutta la notte e organizzata subito da polizia e carabineri.
La ricostruzione di quanto è successo ieri sera è legata al racconto di chi ha subito l'aggressione. Nella casa è mancata la luce, Paolo Onofri ha aperto la porta per controllare l' impianto elettrico all' esterno e si è trovato di fronte i banditi. I due, italiani e con inflessione meridionale secondo le testimonianze, armati di una pistola e un coltello hanno costretto l' uomo a rientrare, lo hanno immobilizzato con nastro adesivo col quale hanno poi stretto le caviglie della moglie e del bambino più grande.
Hanno rovistato dappertutto ma per trovare soltanto quei 150 euro. Poi hanno preso dal seggiolone il piccolo, con addosso soltanto un pigiama, e sono scappati. Gli Onofri poco dopo sono riusciti a liberarsi e a dare l' allarme e la battuta è cominciata lungo la strada per Sorbolo e Parma, sulla vicina via Emilia, anche sull' autostrada del Sole che passa poco lontano. Dalla Questura e dal comando dei carabinieri sono partite le segnalazioni di ricerca anche per la Polstrada e mentre la Squadra mobile sentiva gli Onofri e più tardi anche altri parenti, la zona veniva battuta quasi palmo a palmo, pure con l' aiuto di un elicottero dei carabinieri e delle unità cinofile.
Le auto hanno percorso a passo d'uomo le strade della pianura parmense con gli uomini a bordo che cercavano di individuare al margine dell' asfalto e nel buio il primo obiettivo di quella ricerca. La speranza era che i rapinatori avessero abbandonato quel bambino che poteva soltanto complicare la loro fuga. Ma molte ore sono passate invano e i timori sono aumentati, anche perché se i rapitori se ne sono liberati, il piccolo ha dovuto sopportare anche la temperatura gelida. Difficile però anche ipotizzare un rapimento per chiedere un riscatto, viste le condizioni economiche della famiglia e le modalità dell' azione.
Poi dalla Questura è arrivato anche una sorta di appello che ha reso ancora più angosciante l' attesa: Tommaso soffre di una grave forma di epilessia e ha necessità di assumere farmaci con un dosaggio particolare.
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Ecco, io sono contrario in linea di massima alla pena di morte. Ma, in questo caso, riesumerei i metodi di Vlad Tepes.




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